Fibra ottica, imprenditore nei guai

La Guardia di Finanza di Salerno ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, per l’importo di circa 52mila euro, emesso dal Tribunale di Vallo della Lucania, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un imprenditore di Agropoli. Il provvedimento è stato adottato al termine di una complessa attività fiscale eseguita dai Finanzieri della Compagnia di Agropoli, diretta dal capitano Ciro Sannino, nei confronti di una società cilentana operante nel settore della posa in opera di fibra ottica, conclusa con la segnalazione all’Agenzia delle Entrate di un imponibile di 234mila euro sottratto a tassazione, con un’imposta evasa pari a circa 52mila euro. In particolare, i militari agropolesi hanno scoperto che l’impresa aveva rilevato in contabilità e, di conseguenza, nella dichiarazione dei redditi, costi per il noleggio di escavatori, fatturati da una società modenese che, dagli accertamenti svolti, è risultata priva di una sede, di una struttura logistica e, soprattutto, di macchine da movimento terra. Le indagini finanziarie hanno poi confermato l’assoluta fittizietà dei rapporti commerciali tra le due società e la totale assenza di corrispettivi per il presunto noleggio degli escavatori. Con la misura cautelare, emessa a garanzia del credito erariale, sono stati sequestrati depositi a risparmio nominativi, carte di credito, fondi d’investimento ed otto veicoli nella disponibilità del titolare dell’azienda cilentana, in misura pari all’imposta evasa.




Sette furti in poche settimane, residenti impauriti: scattano accuse per mancata sicurezza

Ladri al Parco Futura, 72 famiglie ostaggio dei ladri. Sette furti in poche settimane, con le famiglie tranquillamente in casa. Quello di giovedì sera ha fatto scatenare la rabbia tra i residenti del Parco. Erano da poco trascorse le 19 quando due auto di grossa cilindrata si aggiravano nel parco. Movimenti strani hanno allertato Michele Ruocco e altre due persone che si sono diretti verso le auto per capire cosa stesse succedendo. A quel punto è iniziata la fuga in auto, vano il tentativo per i residenti di bloccare i ladri che si sono allontanati senza difficoltà. In pochi minuti arriva la conferma: i ladri avevano appena svaligiato un appartamento al secondo piano, entrando da un balcone. Cassetti aperti con indumenti gettati un po’ ovunque, una casa a soqquadro e tanta paura. «Mio figlio questa notte non ha chiuso occhio – dice Alessandra – era convinto che i ladri sarebbero tornati ed rientrati dal balcone con il vetro rotto. Ho due bambini che fino a qualche tempo fa giocavano nel campetto o in piazzetta, ora ho paura a farli scendere da soli». L’immagine pulita, ordinata ed attrezzata del Parco Futura nasconde una grande carenza. «Manca la sicurezza – spiega Giuseppe – chiediamo si intervenga subito: 7 furti in poche settimane è troppo. Qualsiasi soluzione va bene, purché si ritorni a vivere tranquilli in casa». Rabbia, paura e richieste quelle che ieri mattina avanzavano i residenti, chiedendo spiegazioni su alcune scelte dell’Amministrazione. «Qualche settimana fa dopo un furto abbiamo chiesto l’attivazione della telecamera sulla cabina all’ingresso del parco – spiega Michele -. Per tutta risposta sono venuti a smontarla e da allora più nulla. Sono anni che provvediamo in proprio a pulizia e manutenzione del verde. Ora chiediamo sicurezza, chiediamo soprattutto che chi amministra si prenda le sue responsabilità, visto che non riescono a trovare una soluzione. Siamo stanchi di essere dimenticati, qui vivono 72 famiglie che hanno diritto alla sicurezza».




Ceres (Cisl) denuncia: “A rischio 500 posti di Automotive”

Più che di una tegola si tratta di un vero e proprio macigno, l’ennesimo, quello che rischia di crollare sul mondo del lavoro salernitano travolgendo 500 lavoratori degli stabilimenti della cover standard Automotive di Battipaglia e Oliveto Citra. Gli ultimi grandi opifici industriali, se non si considera l’agroalimentare, rimasti nella provincia di Salerno. Invano scrivono i delegati dei Lavoratori da circa 15 giorni attendiamo il nuovo piano industriale che si lega in modo indissolubile con le produzioni della Fiat. Ad oggi infatti nessuna risposta è stata data sulle offerte presentate per l’assegnazione delle commesse alla Jeep Compass. A spiegare meglio cosa sta accadendo è il segretario generale della CISL salernitana Gerardo Ceres: “Fiat riconferma in pratica riconferma gli investimenti in Italia però, questa produzione, quella fatta negli stabilimneti di Battipaglia ed Oliveto cita della Cover Standard, guarnizioni per le automobili, pare convenga per Fiat che sia fatta nei paesi dell’Est dove il costo del salario e ridotto”. Un ipotesi questa che viene confermata anche dai rappresentanti dei lavoratori aziendali che parlano di un dialogo con la multinazionale che si complica ulteriormente rischiando di interrompersi da un momento all’altro. I vertici della multinazionale parlano esplicitamente di spostare parte della produzione all’estero è temporaneamente propongono la cassa integrazione. dal canto suo la RSU Ha ribadito con fermezza, ieri c’è statao un attivo al centro sociale di Battipaglia, che dalla città della piana del Sele nessuna produzione dovrà essere delocalizzata, né ora né in futuro, anche perché se ciò dovesse avvenire Le ricadute sarebbero tragiche. I primi a rischiare sono i 100 interinali dello stabilimento di Battipaglia, poi toccherebbe ai cento lavoratori di Oliveto Citra ed infine ai trecento di Battipaglia. ” Su questa commessa ci sì sperava molto. dice sempre Ceres. A questa è legato il destino produttivo dei due stabilimenti, se non riconfermata si apre una fase per noi pericolosissima di crisi occupazionale per questi lavoratori. Se a questa vertenza si aggiunge quella treofan, tutt’altro che risolta, il quadro che emerge è poco rassicurante. Dietro l’angolo c’è per il segretario generale della CISL Salernitana Ceres il rischio di una vera e propria desertificazione industriale che in molti casi si è già registrata dice sempre Ceres: “il problema vero è questo. Dobbiamo evitare che le industrie che resistono subiscano il destino che hanno subito altre aree industriali che negli anni si sono progressivamente trasformate in grandi centri commerciali. Cosa vogliamo per il futuro della nostra terra? Immaginiamo i lavoratori che dalla produzione diventano unicamente consumatori privi di portafoglio, perché privi di reddito. È questa la trasformazione che immaginiamo. Noi siamo esattamente contrari a questa ipotesi a questa visione”.




L’impianto di gestione dei rifiuti speciali. Il «no» alla variante ribadito ieri al Ministero

E’ di ieri l’incontro tenutosi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento per il coordinamento amministrativo – Ufficio per la concertazione amministrativa e il monitoraggio) sulla questione di un’autorizzazione ad una variante sostanziale dell’impianto di gestione rifiuti speciali, non pericolosi, sito nel Comune di Battipaglia al quale ha partecipato il dirigente del settore avvocatura avvocato Giuseppe Lullo e l’assessore all’Ambiente Carolina Vicinanza. «E’ stato un incontro di concertazione quello tenutosi ieri a Roma durante il quale il Comune di Battipaglia ha mantenuto netta la linea di opposizione alla variante richiesta additando anche la responsabilità ad un vuoto normativo, purtroppo, causato anche dalla Regione Campania. Abbiamo evidenziato la necessità di regolare il rilascio delle autorizzazioni, anche per la particolare situazione in cui riversa la città di Battipaglia a seguito delle emissioni odorigene. A sostegno della nostra linea difensiva l’applicazione di prescrizioni maggiori, di fatto in un altro caso, simile a questo, presente sul nostro territorio per il quale si sono applicate maggiori prescrizioni e restrizioni così come legiferate dalla Regione Lombardia, proprio a causa del vuoto normativo regionale. Forti del parere negativo del nostro sindaco Cecilia Francese (nella foto, ndr), massima autorità sanitaria, e dell’Asl abbiamo di fatto chiesto che vengano applicate prescrizioni più severe, come accaduto per casi similari. Abbiamo presentato sia un report sulla situazione attuale in cui riversa l’intero territorio, sia le norme applicate in Comuni vicinori. In caso negativo faremo comunque ricorso al Tar. E’ comunque necessario che gli Enti si costituiscano in un tavolo comune e si metta realmente mano a questo vuoto normativo» dichiara l’assessore all’Ambiente Carolina Vicinanza.




L’ennesimo fatale incidente. Milite muore dopo 6 giorni di coma

Ieri pomeriggio, dopo un’agonia durata sei giorni è deceduto presso il reparto di rianimazione dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore Fabio Milite. Il giovane centauro, rimasto coinvolto in un incidente stradale in via della Libertà a Roccapiemonte. La strada è una delle più trafficate a qualsiasi ora, in particolare nelle ore pomeridiane ed in quelle antecedenti en successive agli orari di apertura e chiusura degli istituti scolastici. Percorsa dalla stragrande maggioranza degli automobilisti, dai centauri da autotreni ed autoarticolati, nonchè dai mezzi di servizio pubblico urbano che collegano Salerno con l’ Università di Fisciano, i centri di Castel San Giorgio, Mercato San Severino, Siano e Bracigliano. Non è il primo e sicuramente nemmeno l’ultimo degli incidenti che si è verificato su detta strada, perché via della Libertà, oltre ad essere una strada ad alta densità di utenza, è una strada che presenta anomalie sulla sua sede, asfalto consumato e varie buche, per le quali, si è corso ai ripari con rattoppi e non con il rifacimento della sede. L’incidente, si verificò, stando a quanto si apprese al momento mentre a bordo della sua moto era in fase di sorpasso e non si accorse che il conducente dell’autovettura era intento a svoltare, quindi finì la corsa nella fiancata del mezzo, e poi scivolando sull’asfalto sull’altro lato della carreggiata. A seguito della caduta, le condizione del giovane divennero immediatamente preoccupanti. Fabio trasportato presso il nosocomio nocerino venne sottoposto ad un delicato intervento chirurgico all’ addome, che sembra che si stesse risolvendo nel migliore dei modi, ma purtroppo giovedì sera le condizioni di salute di Fabio iniziarono vorticosamente a peggiorare, tanto da dover ricorrere ad un ulteriore trasfusione, ma nonostante l’impegno costante ed altamente professionale dei sanitari il giovane non è riuscito a superare la crisi e vincere la sua battaglia con sorella morte. La notizia della prematura scomparsa del giovane, lascia sgomenta l’intera comunità di Nocera Superiore dove il giovane risiedeva con la sua famiglia ed era stimato e ben voluto dalla cittadinanza. Ma resta il punto che non si può perdere la vita a ventidue anni, percorrendo una strada intensamente percorsa ma dalle tante carenze strutturali e di supporto, dai dissuasori di velocità alla segnaletica verticale ed orizzontale, che sicuramente non risolverebbero totalmente la problematica, ma che aiuterebbero sicuramente a scongiurarne tanti altri.




La bretellacon la Statale 163 «finalmente in Consiglio»

«Dopo oltre tre mesi sono riuscito a mettere al centro della discussione un argomento di primario interesse per la collettività». A dichiararlo è il consigliere comunale di opposizione di Minori Fulvio Mormile in riferimento al progetto noto come “bretella” che prevede il collegamento della strada interna con la statale 163 e la realizzazione dei relativi parcheggi e box auto. Se n’è discusso nel Consiglio comunale di giovedì scorso. «Due gare deserte, una serie infinita di contenziosi per oltre centomila euro. Una richiesta di risarcimento danni per più di tre milioni di euro, una spesa di oltre cinquecentomila euro per tecnici che in vita loro non hanno mai gestito un project financing ma che oggi sono gli unici a guadagnarci da questa vicenda» afferma Mormile, del gruppo di minoranza “Progetto per Minori”. «La presenza di un’impresa discutibile con passati legati a Totò Riina -prosegue Mormile- un precontenzioso all’Autorità nazionale anti corruzione sollevato dall’Associazione nazionale costruttori edili che contesta la bontà del progetto prima e del bando poi in riferimento ad un errore nella suddivisione delle spese per quasi seicentomila euro che saremo costretti a pagare come collettività». E ancora: «Una procedura di affidamento assolutamente temeraria. Senza alcuna trasparenza. Le dimissioni di un assessore, dieci anni di soldi, tempo e risorse perse a causa di un singolo individuo che in questa vicenda aveva un solo e unico interesse: il suo». «Quel tecnico prosegue il consigliere comunale-, sollevato a suffragio di popolo ad Amalfi dopo tutti questi fallimenti, invece di cercare una soluzione condivisa viene in casa nostra a dirci che tutto questo non conta niente e che da domani tutto sarà risolto, lui venuto in soccorso nella pubblica assise a sostituire la parte politica in visibile difficoltà». Il riferimento è al Consiglio comunale del 21 marzo in cui si è discusso del progetto. «Non mi meraviglia -conclude Mormile, candidato a sindaco e sconfitto nel 2014- che a tendere nuovamente la mano al sindaco Reale per sollevare il mio presunto conflitto d’interessi sia stato il consigliere assente in assise da oltre due anni».




«Prendo le distanze da questa maggioranza»

Un fulmine a ciel sereno colpisce la Giunta Servalli dove il consigliere Antonio Palumbo ha preso le distanze dal gruppo di maggioranza di cui fa parte e questa mattina, in una conferenza stampa convocata al Comune metelliano, ne spiegherà le ragioni. Il sindaco Servalli ha duramente replicato con una nota al vetriolo. Il mutato quadro politico si è stagliato con nitidezza all’indomani dell’incontro delle associazioni e movimenti politici della sinistra cittadina. Incontro che si è svolto l’altra sera presso la sede del Movimento Dema di Cava de’ Tirreni di cui Palumbo è esponente. All’esito della riunione, alla quale hanno preso parte anche il segretario cittadino di Rifondazione comunista, Francesco Lupi, il presidente di Cava Civile, Enrico Bastolla l’ex sindaco ed esponente dell’associazione Città in Comune Marco Galdi, univoche sono state le critiche all’Amministrazione Servalli per una complessiva incapacità di governo che necessita, come sostenuto dai partecipanti durante l’incontro, di una pronta discontinuità. Insomma la sinistra di Cava boccia Servalli e la politica del Pd, crisi probabilmente acuita dopo l’accordo con l’attuale vice sindaco Lamberti. E il clima elettorale, nonostante manchi un anno dalle elezioni comincia a surriscaldarsi con una netta frattura tra le due componenti. Il Sindaco, in una nota ha invitato lo stesso consigliere Palumbo a lasciare ufficialmente la maggioranza. «Il sindaco Vincenzo Servalli, preso atto delle mutate scelte politiche del consigliere comunale Antonio Palumbo, che di fatto lo collocano fuori dalla maggioranza, fermo restando l’immutato rapporto di amicizia e ringraziandolo per il contributo dato in questi anni, lo invita a formalizzare le immediate dimissioni da Presidente della Commissione consiliare, Disegno Urbano e Territorio». Ma per Servalli l’uscita di Palumbo non rappresenta una crisi della maggioranza.




Ingabbiati dal fuoco e aria putrida. Ora insorge “San Marzano Attiva”

Ancora roghi di rifiuti in località Ciampa di Cavallo. Non sono bastati i tanti appelli alle istituzioni da parte dei cittadini e associazioni, la situazione non sembra cambiare anzi peggiora giorno dopo giorno. Giovedì sera un altro rogo, in fiamme parte del materiale presente nel fiume. Nonostante il tanto rumore creato intorno alla questione Ciampa di Cavallo, dove è arrivato a far visita anche il ministro dell’Ambiente Sergio Costa a dicembre scorso, durante il tour sul fiume Sarno, la situazione peggiora. Gli enti non fanno altro che scaricarsi la responsabilità a vicenda e guardano inermi quanto sta accadendo. A sollevare più volte la questione è stato il coordinatore di San Marzano Attiva Salvatore Annunziata, che torna sulla questione e continua a denunciare una di quelle che è diventata la sua battaglia per eccellenza: «Non possiamo diventare un’altra Terra dei Fuochi, abbiamo l’obbligo di salvaguardare il nostro territorio da questi delinquenti che continuano a sversare davanti all’indifferenza delle Istituzioni. Sono mesi e mesi che, come San Marzano Attiva, stiamo accendendo i riflettori su Ciampa di Cavallo, abbiamo incontrato anche il Ministro Costa sulla questione, ma purtroppo ad oggi devo dire che la situazione è peggiorata, i rifiuti accumulati sono sempre di più. Abbiamo effettuato diverse denunce presso tutti gli organi competenti e abbiamo interpellato Regione e Comune per avere delle risposte per i cittadini della località Ciampa di Cavallo, così come per altre zone delle periferie cittadine. Eppure, nonostante la nostra battaglia fatta di documenti e non di chiacchiere, sembra che nessuno abbia intenzione di ascoltarci. I cittadini sono al limite della sopportazione». Ma la battaglia di San Marzano Attiva non si ferma a Ciampa di Cavallo, ma attacca le istituzioni anche sulla questione Fosso Imperatore: «Aria irrespirabile anche per l’inquinamento e gli sversamenti che avvengono nel canale Fosso Imperatore -aggiunge Salvatore Annunziata- La puzza è insopportabile e con l’avvicinarsi della bella stagione la situazione peggiora. Con le piogge i terreni coltivati si allagano con le acque inquinate e tutti quei prodotti finiscono sulle nostre tavole, vi è un rischio per la salute pubblica non trascurabile. Non dobbiamo aspettare di leggere i dati sulle malattie per preoccuparci di quanto sta accadendo in questo territorio, la situazione è sotto gli occhi di tutti e i cittadini sono esasperati. Tutti i giorni ricevo segnalazioni da parte dei cittadini perché davvero sono stanchi di questo stato di cose e vogliono reagire». Inoltre, Annunziata annuncia nuove proteste: «Non ci fermeremo, continueremo nella nostra battaglia, la nostra è una battaglia per dare dignità al nostro territorio. Nei prossimi giorni avvieremo una petizione popolare, faremo una raccolta firme e chiediamo risposte in termini di salvaguardia dell’ambiente e soprattutto, della salute umana. Ricorreremo in tutte le sedi legali e civili per far valere questo diritto sacrosanto che è sancito dalla costituzione». Infine, lancia una stoccata all’Amministrazione comunale: «Questa città da troppi anni vive nell’inerzia di amministratori che stanno li solo per riscaldare la poltrona. San Marzano sul Sarno ha bisogno di amministratori che stanno dalla parte dei cittadini. Amministratori che devono agire per garantire i diritti degli abitanti. Ci sono rifiuti abbandonati e micro-discariche in ogni angolo della città, dal centro alle periferie, siamo ultimi nell’Agro sarnese nocerino in termine di raccolta differenziata ma intanto le tasse le paghiamo come tutti gli altri. Basta proclami e inefficienza: vogliamo i fatti».




“Annunziata radichi il Pd nel territorio”

«Dal neo segretario del Pd mi aspetto un lavoro di riorganizzazione del partito, perché un partito deve essere uno strumento utile per migliorare la vita dei cittadini. Se poi diventa un luogo di scontri interni o di ambizioni interne sganciate dal destino delle comunità allora il partito diventa un luogo negativo». Lo dice il presidente della Regione Campani, Vincenzo De Luca, a margine di un incontro ad Avellino sullo sviluppo sostenibile dei territori, parla del nuovo assetto della segreteria regionale del Partito democratico, affidata a Leo Annunziata. «Da lui -aggiunge- mi aspetto un lavoro di costruzione portato avanti con umiltà e serietà con disinteresse personale perché questo segretario non è candidato a niente: deve solo organizzare questa forza politica che deve radicarsi nuovamente nei territori e parlare alle persone più deboli». Ad Annunziata, De Luca chiede anche il sostengo al Piano per il Lavoro avviato dalla Regione Campania . «Spero che il Pd accompagni le battaglie della Regione -sottolineache sta producendo le uniche cose che si muovono, a cominciare da quella a cui tengo di più: il Piano per il Lavoro».




“Docile”, il caso e il desiderio

di Gemma Criscuoli

Si può ricorrere quanto si vuole al mantra dell’automotivazione, immaginandosi pieni padroni della propria vita, ma quel regista assurdo che è il caso ama barare. Saggiamente feroce nel sarcasmo come nei rimandi simbolici, “Docile” è lo spettacolo di Gianni Farina e Consuelo Battiston, che vede quest’ultima in scena con Andrea Argentieri, proposto presso il Centro Sociale di Salerno nell’ambito di Mutaverso, il progetto di Erre Teatro diretto da Vincenzo Albano. Il coinvolgimento del pubblico nell’allestimento dimostra che avere l’ultima parola contro ogni frustrazione è illusione comune. I fogli su cui riportare obiettivi e strategie sono cartelle della tombola e al momento di vergare una frase liberatoria, una scritta fluorescente nel buio recita “Lascia perdere”. Lo psicologo che trasuda energia e si propone come mentore della protagonista e della platea incarna dunque il bluff a cui va incontro il desiderio di riscatto. Linda, ansiosa, tenera, insicura, esponente di una classe subordinata che non ha le categorie per essere felice, vorrebbe non essere più ostaggio di un passato ingombrante: un padre alcolizzato allevatore di galline e una madre convinta che “La vita l’è uno stampo” e, dunque, va in ogni caso accettata. Il passato la marchierà fino a trasformarla in una generatrice di uova d’oro, suscitando la cupidigia di un medico che ostenta una conoscenza antica quanto il mondo, mentre è ancora più antico il bisogno di possedere. Le citazioni di Esopo del dottore e i numeri scanditi dalla donna al momento del “parto” mirano a fare del nuovo inizio, che l’uovo da sempre rappresenta, una conquista della logica, ma le infinite variabili, che ad essa si sottraggono, riescono a imporsi. Linda lavorerà per pura combinazione in una sala bingo, dove le cifre di colpo si succederanno dall’uno al sette per lasciare il posto al segno dell’infinito: l’illimitata derisione di un criterio stabile. Le cifre ripetute all’unisono dalla “paziente” e dallo psicologo sono il tentativo vano di rendere credibile un’intesa: il numero non è più porta sul reale ma azzardo indecifrabile. Verrà il coraggio di dichiararsi, di voltare le spalle all’avido medico, ma l’insegna luminosa, che ha indicato le caratteristiche della protagonista prima ancora che venisse al mondo e ha scandito ogni momento della vicenda, ripete la frase iniziale: era deciso prima che tu nascessi. L’uovo che in terra Linda fa ruotare come in una roulette prepara l’ennesimo ondeggiare tra aspirazione e scacco, tra un’esistenza che appartenga a chi la vive e una pronta a giocare come il gatto col topo.