Auditorium alla Giacomo Costa, braccio di ferro con il Comune

di Erika Noschese

Braccio di ferro tra il Comune di Salerno e la scuola Medaglie d’Oro per realizzare un Auditorium presso i locali dell’istituto scolastico della Giacomo Costa. Il caso è finito in commissione Trasparenza: ieri mattina, infatti, il presidente Antonio Cammarota ha convocato in audizione il presidente del consiglio d’istituto della scuola Medaglie D’Oro, Michele Sarrubo proprio per chiarire la vicenda dei locali terranei del comprensorio scolastico Giacomo Costa. Nel mese di novembre del 2019, infatti, i locali sono stati consegnati alla scuola che si è subito attivata con progetti finanziari. Una decisione non condivisa dall’amministrazione comunale tanto che lo scorso 12 aprile l’assessore all’Istruzione Eva Avossa avrebbe rotto la catena che aveva apposto il personale scolastico dopo l’affidamento. Alla luce di quanto accaduto, il presidente della commissione Trasparenza ha ritenuto necessario verificare fatti e documenti, in ragione dell’interesse pubblico e dell’eventuale danno erariale, oltre che della peculiarità della vicenda, già all’attenzione della Commissione Trasparenza nelle sedute del maggio – giugno del 2017, ove tra l’altro fu accertato che il Consiglio di Circolo aveva rivolto lo scorso 16 marzo 2017 espressa richiesta di restituzione dei locali, poi presumibilmente avvenuta con la delibera del 14 novembre 2019. E proprio Michele Sarrubo avrebbe confermato che l’assessore Avossa si è recata senza preavviso presso l’istituto scolastico in questione, facendo rompere la catena al cancello per accedere ai locali terranei confermando la volontà del Comune di Salerno di realizzare un Auditorium; ma che invece i locali erano stati consegnati alla Scuola, tanto che il dirigente scolastico aveva depositato un progetto per laboratorio e mensa al fine di favorire un plesso di scuola media per le aspettative dei genitori, che avevano in tanti già approntato percorsi didattici per i propri figli, progetto che aveva ottenuto il finanziamento poi rinunciato con la restituzione dei fondi. Inoltre, fino ad ora non vi è alcuna delibera di giunta comunale circa la restituzione dei locali e che la volontà degli organi della scuola è quella di mantenere il possesso dei locali per le finalità di crescita dell’offerta formativa, scolastica e sociale dell’intera zona. Il Presidente Cammarota, ascoltati gli interventi del consigliere Massimiliano Natella, che rappresentava l’opportunità di chiarire l’interesse pubblico prevalente, e del vicepresidente Guerra, il quale ha espresso perplessità circa l’utilizzo a mensa e aule degli spazi della scuola, sentita la commissione, ha disposto la convocazione del dirigente Maurizio Durante per mercoledì 21 aprile, ore 12,45, con acquisizione di tutti gli atti riferiti nella seduta di ieri.




Ristoratori perplessi sulla scelta di Draghi. “Meglio imporci un maggiore distanziamento e far entrare i clienti all’interno”

Di Monica De Santis

La decisione di Draghi di far riaprire dal 26 aprile bar e ristoranti anche di sera, consentendo ai clienti di potersi sedere ai tavoli, purchè questi siano in spazi aperti divide i ristoratori salernitani. Divisione quasi scontata visto che non tutti hanno la possibilità di posizionare all’esterno delle loro attività dei tavoli… “Sicuramente questo è un segnale positivo, ma non risolve i nostri problemi – spiega Raffaele De Santis, del ristorante pizzeria Da Nonno Raffaele – Io ad esempio possono mettere all’esterno della mia attività due al massimo tre tavoli. Va dà se che con questi numeri è come se stessi ancora chiuso. Credo che la soluzione migliore dovrebbe essere quella di aumentare il distanziamento all’interno dei locali dando la possibilità di ospitare i clienti anche dentro e non solo all’aperto. Così possiamo davvero ripartire”. “Sempre meglio aprire ma non mi sembra comunque giusto nei confronti di coloro che non hanno spazi esterni. – dice Armando Pistolese di Tozzabancone – Capisco la buona volontà di farci aprire, ma sarebbe opportuno farci aprire anche dentro. Apprezzo la buona volontà, ma credo che non sia una decisione molto sensata, io ho la possibilità di mettere i tavoli all’esterno ma poi penso e se è cattivo tempo? la merce acquistata va persa visto che non si possono far sedere le persone all’interno. Ecco l’assurdità di questa decisione”. Sabrina Prisco è la titolare dell’Osteria dei Canali in via Dei Canali. Anche lei come molti suoi colleghi non ha lo spazio esterno dove poter posizionare i tavolini… “Posso comprendere la decisione presa dal Governo che sta cercando di far ripartire tutte attività. Certo io non ho la possibilità di spostarmi all’esterno. Non ho ancora deciso come regolarmi, quello che potrei fare è chiedere un permesso temporaneo per potermi spostare all’esterno nella piazzetta dove si trova l’Ostello della Gioventù. Ma è una cosa che devo valutare, perchè un’operazione del genere ha un costo e quindi devo capire se mi conviene oppure attendere settembre e sperare di poter tornare ad ospitare i clienti all’interno del mio locale”. “Iniziamo a respirare un’area di positività con questa decisione – spiega Donato Giudice titolare dell’Elite-Bar & Pub – anche se la decisione assunta non porterà molti benefici. Sappiamo bene che il limite d’orario alle 22 è troppo presto. Ci sono tipologie di locali che iniziano a lavorare dopo le 22, quindi pur avendo spazi esterni saranno costretti a rimanere comunque chiusi” Enrico Leone della pizzeria Funiculì commenta la decisione… “Sperando che il tempo sia buono. Credo che forse era meglio attendere ancora qualche settimana. Far scendere il numero di contagi ed avvere un maggior numero di vaccinati. Ho il timore che se non si rispettino le regole si rischia una quarta ondata che purtroppo non potremmo reggere”




Dolore a Sarno, Carabiniere spara alla moglie e si uccide

Un carabiniere originario di Sarno ha sparato alla moglie e si è tolto la vita con un colpo di pistola esploso con la stessa arma. E’ accaduto a Marino, vicino a Roma. La donna, Annamaria Ascolese, 49 anni, anche lei di Sarno, è stata trasportata in ospedale.
Sul posto per i rilievi la polizia scientifica. Da chiarire i motivi del gesto dell’uomo, Antonio Boccia, 56 anni. Indaga la polizia. Il militare avrebbe esploso quattro colpi di pistola, colpendo la donna in diverse parti del corpo. Il carabiniere è rientrato in salotto, si sarebbe puntato l’arma al cuore togliendosi la vita. La donna è al San Camillo di Roma.




Contratti in scadenza, Salerno Pulita “si rischia immobilismo”

di Erika Noschese

Si dice pronto a scioperare, con tutti i dipendenti e le altre sigle sindacali, il segretario generale della Csa Fiadel Salerno, Angelo Rispoli che ha acceso i riflettori su tre grandi crisi in atto: la mancanza del direttore amministrativo della Salerno Pulita, la mancanza di organico al Comune di Salerno e lavoratori in mobilità del Consorzio di Bacino Salerno 2. “Salerno Pulita è un’azienda con un fatturato da 28milioni e da 20 giorni è senza amministratore delegato – ha dichiarato Rispoli – Fra poco quest’azienda sarà paralizzata e addirittura rinnovare i contratti di fitto dei macchinari che permettono la raccolta, l’amministratore che garantisce solo l’ordinaria amministrazione non ha più il potere di rinnovare i contratti in scadenza”. Il sindacato chiede dunque al Comune di Salerno di decidere in tempi brevi: nei giorni scorsi, la Csa Fiadel ha anche chiesto un incontro con l’amministrazione comunale ma, ad oggi, nessuna convocazione è giunta. “È troppo comodo mantenere una situazione di crisi e individuare sui lavoratori il capro espiatorio. I lavoratori di Salerno Pulita sono cittadini di Salerno che amano la loro città e fanno il loro dovere, con zelo e dedizione”, ha chiarito Rispoli. Altra criticità riguarda, invece, i lavoratori del Consorzio di Bacino Salerno 2: dal 1 maggio, infatti, 27 famiglie “andranno in mezzo alla strada” in quanto ad oggi non è ancora stata trovato una collocazione per loro. “C’è tutta la disperazione di questi lavoratori, molti dei quali in età avanzata – ha aggiunto il sindacalista – Rispetto a ciò, la Regione Campania, l’Eda, lo stesso ente Comune, titolare del sub-ambito, potrebbero fare la loro parte altrimenti queste famiglie vanno in mezzo alla strada”. Altro punto di crisi è rappresentato dal Comune di Salerno che si trova al di sotto degli 800 dipendenti, determinando un abbassamento dei servizi; le sezioni anagrafiche di Salerno sono ormai quasi tutte chiuse perché non ci sono dipendenti. “Quota 100 è stata una spinta, dopo il blocco delle assunzioni che andava avanti da anni”, ha detto Rispoli, evidenziando che la medesima situazione si vive all’interno della polizia municipale: la città di Salerno ha la possibilità di avere un corpo di polizia municipale formato da 260 unità, mentre oggi ne conta meno di 180 unità. Da qui la proposta: “Se fossero assunti quelli del concorsone, sarebbero solo 38 unità, il Comune di Salerno ha numeri, leggi e facoltà per poter bandire un concorso a tempo pieno; 44 unità a tempo parziale per dare una valvola di sfogo ai cittadini, ai giovani per il lavoro ma di dare anche un’opportunità alla città di avere un servizio più qualificato: l’età media è infatti attorno ai 60 anni e questo non è possibile”, ha aggiunto il segretario Rispoli, pronto a chiedere l’intervento del prefetto per avviare una procedura di raffreddamento del conflitto, ovvero senza soluzioni si arriva allo sciopero. Punta l’attenzione sul fenomeno dei sacchetti aperti dai “ricercatori” di rame e altro materiale da rivendere Francesco Pezzano: “C’è questo silenzio assordante da parte di chi ha le competenze e la responsabilità di mettere fine a questo fenomeno che ora avviene anche durante la prima serata, anche in arterie principali della città capoluogo”, ha dichiarato l’esponente della Rsu. “Solo lunedì sera, due signori sono stati beccati a rovistare nelle buste, alle 20 e nessuno è intervenuto”, ha poi aggiunto sollecitando l’intervento delle istituzioni.




Tracce poco rilevanti di Covid nel supermercato de Le Cotoniere

Erika Noschese

Due tracce di Covid – 19 poco rilevanti. E’ quanto emerso dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno che ha analizzato i campioni prelevati nella giornata di mercoledì al supermercato Conad de Le Cotoniere. Gli uomini dei Nas, come detto, nella giornata di mercoledì, hanno prelevato alcuni campioni dalla superficie del supermercato di Fratte, compresi carrelli, banconi, scafali e attrazzature vari, per verificare l’eventuale presenza di Coronavirus all’interno della struttura. Campioni che, analizzati, nella giornata di ieri, hanno dato esito rassicurante: le tracce sono poco rilevanti ma sono state trovate sulla cassa e sul rilevatore di prezzi. Al momento sembra dunque escluso il rischio di un potenziale contagio.




L’Asl Salerno recluta infermieri per le postazioni 118

di Rosa Coppola

Svolta nel reclutamento degli infermieri avviata dall’Asl Salerno: i professionisti andranno a rafforzare anche le postazioni emergenziali del Servizio 118. In verità, in parte, seppur minima per adesso, hanno già risposto agli Avvisi dell’Azienda che sembra voler percorrere la strada della “internalizzazione” del personale dedicato alla emergenza. Una teoria confermata ieri sera dal dottor Mimmo Violante, direttore facente funzioni del Servizio 118 della Asl Salerno ospite, tra gli altri, della trasmissione “Le Cronache Salute” realizzata dal nostro quotidiano, incentrata sul Servizio 118, appunto. “Stiamo andando in quella direzione, stiamo assumendo infermieri per avere personale aziendale”, ha spiegato Violante in seno alla discussione sulla esternalizzazione del servizio ambulanze e rispettivo personale. L’Azienda di via Nizza ha già elencato le sedi dove i professionisti sarebbero stati inviati. Si tratta di Maiori, Salerno 1, Salerno 2, Salerno 3, Agropoli, Sant’Arsenio, Baronissi, Bellosguardo, Siano, Giffoni Valle Piana, Battipaglia, Padula, Pagani. A declinare l’argomento, in base alla propria esperienza e competenza, vi erano, collegati: Bruno Zuccarelli (Presidente Ordine dei Medici chirurghi e Odontoiatri di Napoli- Vice segretario nazionale Anaao Assomed); Matteo D’Ambrosio (Consigliere ordine Infermieri di Salerno- Infermiere presso PS Covid Center Mauro Scarlato); e Manuel Ruggiero (medico 118 di Napoli, associazione Nessuno tocchi Ippocrate). Una discussione interessante che ha fotografato il momento in chiaro-scuro che sta vivendo l’importanze Servizio. Zuccarelli, che segue costantemente la “vertenza salute”, ha fatto una lucida diagnosi e prospettato la cura. “Mi auguro non vi sia un disegno per smantellare il 118 a favore di soggetti privati, spiega. Tra indennità da restituire, mezzi non idonei, personale ridotto all’osso, percorsi di stabilizzazione in alto mare, la crisi è più che evidente. Bisogna intervenire in modo strutturale se realmente si vuol dare una sterzata decisa: uomini, mezzi e incentivi economici veri”, chiosa Zuccarelli. “Si avviasse una campagna di comunicazione importante, seria, a favore dei medici dell’emergenza. Stiamo dilapidando un tesoro, fermiamo la grande fuga”. Argomento che conosce bene Manuel Ruggiero, medico del 118 napoletano e fondatore del fortunato gruppo facebook “Nessuno tocchi Ippocrate” attraverso il quale denuncia le aggressioni ai danni dei colleghi presenti sul territorio. “Vi annuncio che ho firmato per sei mesi, tempo determinato”, esordisce e aggiunge: “Dobbiamo dare identità ai medici del 118 che, vi strapperà un sorriso amaro, non sono pubblici ufficiali come invece già lo è un capotreno. Non è possibile che debba esserci una associazione, la mia, per denunciare e dire che non si deve picchiare un medico”, commenta Ruggiero che ama questo lavoro come pochi. Ma le ambulanze e le aggressioni non risparmiano nessuno. “L’emergenza è anche e soprattutto infermieri”, racconta Matteo D’Ambrosio. “Abbiamo competenza e professionalità, diamo assistenza adeguata a chi chiama l’ambulanza. Non siamo medici, siamo infermieri capaci di prestare opera idonea e qualificata”. Lo spettro dello smantellamento aleggia. “Voglio dire qualcosa di buono: grazie al servizio 118 siamo stati capaci di dare risposte, salvando vite. Abbiamo date risposte per tutti, tutti quei servizi territoriali non sempre presenti”, ha chiosato Violante.




Dario Pandolfi: “Il 68% delle farmacie salernitane pronte a somministrare i vaccini”

di Monica De Santis

Oltre il 38% della farmacie di Salerno e provincia hanno dato una prima adesione per la somministrazione dei vaccini anti-covid. A darne notizia il presidente di Federfarma Campania, dottor Dario Pandolfi… “Questa è solo una prima adesione, ma sono sicuro che il numero crescerà nelle prossime settimane. Al momento i farmacisti hanno manifestato una prima volontà di adesione. Quella ufficiale avverrà quando verrà stipulato il protocollo attuativo con la Regione Campania. Nello specifico, ad oggi c’è stato un accordo quadro a carattere nazionale, da questo è stato fatto un accordo con la Regione Campania dove sono state stabilite delle regole di base e su queste abbiamo chiesto una prima adesione ai farmacisti. Ora appena sarà definito il protocollo attuativo ogni farmacista effettuerà l’adesione ufficiale. Tutto questo avverrà nel giro di una settimana” I farmacisti dovranno seguire un corso per la somministrazione dei vaccini? “Si tutti dovranno seguire un corso, qualcuno ha anche già iniziato. Il corso, di 16 ore, è stato predisposto dall’Istituto Superiore di Sanità. Al termine di questo dopo aver conseguito l’idoneità, ci sarà un corso pratica dopo di che i farmacisti potranno inoculare il vaccino”. Le farmacie dovranno avere uno spazio dedicato per la somministrazione dei vaccini? “Certamente, dovranno avere uno spazio dedicato, seguento le linee guida che saranno predisposte dal protocollo regionale”. E se una farmacia non dovesse avere gli spazi? “In quel caso, i vaccini potranno essere somministrati durante gli orari di chiusura oppure in spazi adiacenti alla farmacia, o ancora in camper o tende che possono essere posizionate accanto alle farmacie”. I vaccini a chi saranno somministrati? “Questo sarà stabilito dal Minitero per la Salute. Noi somministreremo il vaccino Johnson & Johnson, ecco se ci verrà detto che questo vaccino dovrà essere somministrato agli over 60, allora lo somministreremo a loro. Ovviamente riceveranno il vaccino coloro che si saranno prenotati sulla piattaforma regionale. Insomma la procedura è la stessa che già viene attuata”. Come Federfarma avete offerto anche altro alla Regione Campania? “Come Federfarma abbiamo offerto gratuitamente tutto il materiale di consumo e allestimento dei punti vaccinali. E non solo all’interno del protocollo è previsto che i farmacisti territoriali, che che sarebbero i farmacisti delle farmacie pubbliche, potranno fa parte dell’equipe vaccinali delle ASL per quanto riguarda la preparazione dei vaccini Pfeiser e Moderna”.




Ristoratori salernitani incontrano l’onorevole Villarosa

di Monica De Santis

Proseguono gli incontri istituzionali, ieri una delegazione di imprenditori delle associazioni: Mio Italia, Associazione Commercianti per Salerno, rappresentati da tre imprenditori, ovvero Armando Pistolese di Tozzabancone, , Fabrizio Marotta dell’Osteria dell’Oste di Pellezzano e Paolo Pasquariello di Papilla Felix, rappresentanti di Consorzio Ursa Major Lombardia, Veneto Imprese Unite, Associazione Ristoratori Reggiani, Esercenti Resistenti, ha incontrato l’onorevole Alessio Villarosa del Gruppo Misto. Il confronto ha permesso di entrare nel merito delle problematiche dei piccoli imprenditori ed è stato proficuo sotto diversi punti di vista. Punti cruciali trattati durante il faccia a faccia sono stati, il blocco degli sfratti, con fondi che saranno attivati per i proprietari delle mura, la proroga delle moratorie sui mutui e sui finanziamenti. Altri argomenti trattati durante l’incontro sono stati la presentazione di un emendamento per il fondo perduto alle new co, la concessione, già presente nel decreto, della riduzione degli oneri di sistema sulle utenze. Nel prossimo decreto Imprese, sarà previsto un altro scostamento di bilancio per un ulteriore fondo perduto a cui saranno destinati circa 15 miliardi di Euro ed altrettanti per coprire i costi delle imposte locali. I rappresentanti delle associazioni di commercianti intanto annunciano che nei prossimi giorni effettueranno altri incontri con lo scopo di riuscire ad avere delle garanzie più certe soprattutto in merito alle riaperture in vista dell’arrivo della stagione estiva.




Eboli, Consorsi pilotati, parte civile anche una delle partecipanti

di Pina Ferro

Concorsi pubblici pilotati ed autorizzazioni per amici e parenti ad Eboli e Cava de’ Tirreni: il comune di Eboli e di Cav de’Tirreni si costituiscono parte civile. LLa volontà di costituirsi parte civile da parte dei due Enti è stata ufficializzata, ieri mattina, nel corso dell’udienza preliminare che si è svolta dinanzi al gup del Tribunale di Salerno, Gerardina Romaniello chiamata a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio per l’ex sindaco di Eboli Massimo Cariello ed altre 14 persone, imputate a vario titolo di corruzione, abuso e rivelazione di segreti d’ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità. Il gup ha ammesso la costituzione di parte civile dei Comuni di Eboli e Cava de’ Tirreni, rispettivamente rappresentati dagli avvocati Giovanni Sofia e Enrico Farano, accogliendo anche quella presentata da Ilaria Pannutini, partecipante ad uno dei concorsi farsa come aspirante maestra, difesa dall’avvocato Anna Viscido. Il giudice ha poi conferito apposito incarico per la trascrizione delle intercettazioni al perito, il quale ha chiesto 30 giorni di tempo con inizio delle operazioni a partire dal 14 aprile, aggiornando così l’udienza al 20 maggio prossimo per esaminare anche il relativo elaborato tecnico. Presenti, in aula, gli indagati Cariello, D’Ambrosio e Sasso. Titolare dell’indagine il sostituto procuratore Francesco Rotondo della Procura salernitana, che ha chiesto il processo per l’ex primo cittadino eburino, già a dibattimento in altro procedimento per due dei quattro capi d’imputazione contestati a suo carico, e per gli imprenditori Gianluca e Gennaro La Marca, Roberto e Simone Birolini, il funzionario comunale Giuseppe Barrella, il tecnico Emilio Grippa ed i progettisti Agostino Napoli e Francesco Siano, accusati di aver beneficiato di permessi per ampliare l’indice di edificabilità di immobili nell’area Pip. In merito ai concorsi farsa, invece, stessa richiesta per Vincenzo D’Ambrosio e Annamaria Sasso, rispettivamente componente e presidente della Commissione esaminatrice nel concorso pubblico per due posti da educatore negli asili nido indetto dal Comune di Eboli; Francesco Sorrentino, funzionario comunale di Cava de’ Tirreni nonché componente della Commissione esaminatrice per l’assunzione di 10 istruttori direttivi nel comune metelliano; Giuseppe La Brocca, ex consigliere comunale di maggioranza, e Vitantonio Marchesano, candidato alle ultime Regionali nella lista Fratelli d’Italia: entrambi, secondo l’accusa, avrebbero chiesto in anticipo le domande dei concorsi pubblici per favorire i rispettivi figli. Quella di La Brocca risultò poi vincitrice nella graduatoria provvisoria.




Vallo di Diano,Inquinamento ambientale e traffico di rifiuti: 7 misure cautelari

di Pina Ferro

Traffico organizzato di rifiuti e inquinamento Ambientale. Con queste accuse, all’alba di ieri, i carabinieri del Comando Provinciale di Salerno hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza – su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di sette persone. In carcere Luigi Cardiello, già oggetto di numerose indagini in materia ambientale condotte dalle Procure di Napoli e Santa Maria Capua Vetere tra gli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, che gli avevano valso il soprannome di “Re Mida” dei rifiuti (operazioni Re Mida e Cassiopea). Ai domiciliari, invece, Gianluigi Cardiello, Giovanni Cardiello, Pasquale Quagliano, Francesco Pinto e Raffaele Pinto; obbligo di dimora per Simone Nisi. Le attività d’indagine coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, condotte dal Nucleo Investigativo di Salerno e dalla Compagnia Carabinieri di Sala Consilina, costituiscono un autonomo filone dell’inchiesta denominata “Febbre dell’oro nero” – relativa ad un vasto contrabbando di idrocarburi – nel corso delle cui captazioni era emerso in forma assolutamente chiara l’impegno di Raffaele Diana, già coimputato assieme a Cardiello nelle indagini sopra richiamate (Re Mida e Cassiopea), di agevolare l’ex compagno d’affari nella ricerca di nuovi siti di illecito stoccaggio e sversamento per rifiuti pericolosi, frutto di lavorazione industriale. Sebbene, con riguardo a questa specifica contestazione di traffico organizzato di Rifiuti e inquinamento ambientale a carico del Diana (tratto in arresto per altri gravi delitti connessi al citato traffico di idrocarburi) non siano stati, poi, acquisiti gravi indizi di colpevolezza, gli iniziali accordi tra il predetto ed il Cardiello consentivano di aprire un nuovo fronte d’indagine nei confronti dell’ex Re Mida, ritenuto, sia per capacità che per rilievo criminale, certamente in grado di gestire una nuova organizzazione completamente autonoma nel traffico di rifiuti, con proiezioni verso territori sino ad ora inesplorati dalle organizzazioni criminali operanti nel settore. Da subito, infatti, emergeva l’esigenza di Cardiello di individuare nell’area del Vallo di Diano ed in quelle limitrofe della Basilicata e della Puglia nuovi terreni che non dessero adito a particolari sospetti e che fossero ben collegati con gli assi viari principali, per facilitare le operazioni di trasporto. Le conseguenti investigazioni condotte con il supporto di moderne attività tecniche, ma, soprattutto, con i tradizionali servizi di osservazione occulta e di prossimità, hanno circoscritto comportamenti illeciti riconducibili alle lavorazioni della società “Pra. Cal” di Polla, operante nel settore del ferro e dell’alluminio e della società “Betonval” di Sant’Arsenio, già operante nel settore del cemento, le quali si sono rivolte all’organizzazione criminosa facente capo a Cardiello per uniche finalità di profitto, volte al considerevole risparmio dei costi aziendali rispetto allo smaltimento legale dei rifiuti prodotti. L’organizzazione delittuosa è risultata particolarmente pericolosa per avere piena disponibilità di terreni di proprietà degli indagati, i cui fondi sono stati trasformati in discariche – costituite per la maggior parte da liquami composti da acidi – dannosissime per le ripercussioni sull’ambiente e con alterazioni incalcolabili (e forse irreparabili) per l’eco-sistema. L’orizzonte investigativo è stato necessariamente contratto in ragione delle preminenti esigenze di salvaguardia del territorio (da qui il nome “Shamar” dato dalla PG all’operazione – parola ebraica il cui significato può tradursi in custodire gelosamente, tenere caro, ritenere prezioso). L’indagine, infatti, ha avuto il compito d’impedire che i continui sversamenti trasformassero il Vallo di Diano nella nuova “terra dei fuochi” a disposizione della criminalità organizzata campana. Nell’ottobre 2019, sono stati così intercettati e sequestrati 18.000 litri di solventi chimici pronti allo sversamento nel Comune di Atena Lucana. La pericolosità di tali rifiuti era ben nota agli indagati, uno dei quali, addirittura, se ne lamentava al telefono con i propri complici facendo riferimento al fatto che il liquido trasportato aveva corroso la vernice del proprio veicolo. Le successive operazioni di scavo, campionatura ed analisi svolte assieme all’Arpac hanno quindi permesso di certificare come il terreno fosse stato avvelenato da precedenti sversamenti. Situazione già peraltro ben evidente dalle fotografie aeree eseguite con droni, le quali palesavano nei terreni oggetto di sversamento chiazze colorate che hanno poi guidato con successo le operazioni dell’Arpac, i cui esami evidenziavano la presenza di rifiuti speciali pericolosi rientranti nella categoria “HP 14 Ecotossico”. Quanto rilevato oggettivamente dalle investigazioni svolte, assume connotati di drammatica importanza nella misura in cui il territorio interessato è qualificato area naturale protetta, essendo parte della Riserva Naturale Foce Sele-Tanagro. In tale maniera si è quindi impedito che l’organizzazione allargasse il proprio raggio d’azione ad altri siri, in parte già individuati nel Comune di Tursi (MT) e in parte oggetto di una pianificata espansione ancora a livello embrionale nella provincia di Foggia. Solidi riscontri al quadro probatorio già delineato sono arrivati dalle dichiarazioni fornite da uno dei complici non inserito nei destinatari di misura cautelare, altrettanti se ne prevedono dalle successive attività di scavo che la Dda lucana intende avviare nei prossimi giorni. L’operazione in argomento, che dimostra l’altissimo livello di attenzione che la Procura della Repubblica di Potenza e l’Arma dei Carabinieri riservano alla tutela dell’ambiente e della salute, ha portato al sequestro preventivo d’urgenza delle aziende coinvolte nel traffico.