Castel San Giorgio. Lanzara: “Sul Puc l’opposizione deve farsene una ragione”

Nonostante siano passati circa quarant’anni dal vecchio piano regolatore a Castel San Giorgio il varo del Puc resta ancora una impresa titanica. Sul Puc sono fallite le ultime tre amministrazioni nonostante quella di Longanella si ci sia andata più che vicina, per il resto Donato e Sammartino sul piano urbanisico hanno collezionato soltanto brutte figure facendo venir meno la volontà politica di portarlo a termine. Ci sta pensando ora Paola Lanzara che riprendendo proprio il lavoro preparatorio di Franco Longanella sr, ha bruciato molte tappe della complessa procedura e sta oramai in dirittura d’arrivo. “Avevamo promesso ai cittadini che avremmo approvato il Puc – dice il sindaco Lanzara–Per far questo avevamo bisogno di riprendere un filo interrotto che ci permettesse di bruciare alcuni tempi. Lo abbiamo fatto prendendo per buono il lavoro preparatorio del sindaco Longanella che ci ha permesso di saltare molti passaggi. Capisco che tutto questo all’opposizione da fastidio ma deve farsene una ragione. Il voto dei cittadini ha chiaramente fatto capire due anni fa che un certo modo di fare politica è stato definitivamente bocciato”. La sindaca Lanzara non ci sta neanche a far passare sotto silenzio le velate accuse del voto in giunta rispetto al quale qualche assessore è uscito per non votare. “Chi lancia maliziose interpretazioni di comportamenti – spiega il primo cittadino – nella sua megalomania forse dimentica che Castel San Giorgio non è Milano. E’ facile che in un piccolo comune ci possa essere un giardino, una casa, un terreno di proprietà o ricevuto in eredità da parenti, che sia di qualche persona impegnata in politica. D’altro canto c’è chi facendo politica può permettersi di realizzare sottotetti abitabili per sé stesso e poi decidere che la stessa norma non vale per gli altri, e chi invece, come noi,in maniera trasparente, esce dalla giunta per non votare su parti del territorio che hanno qualche vicinanza parentale. La differenza sta tutta qui. Noi le cose le stiamo facendo in maniera trasparente. Qualche altro per il passato le ha fatte in silenzio e solo a proprio beneficio. E mi fermo qui”. Il Puc intanto continua a far discutere. Le osservazioni giunte al comune sono state più di 170. “Neanche questo ci spaventa – dice la Lanzara – Con Longanella ne arrivarono circa 300. Vuol dire che le nostre modifiche hanno prodotto un numero minore di scontenti. Sul consumo di suolo, poi, avremmo tanto da dire in un paese dove il suolo, anche quello agricolo è stato invece cementificato. Il guaio di questi politici sangiorgesi è che hanno la memoria corta, anzi cortissima per ciò che li riguarda e lunghissima per ciò che riguarda gli altri. Chi ha scheletri nell’armadio, per principio, farebbe meglio a tacere”.




Terreni da 100mila a 500mila €

di Alberto Brega

A distanza di tre anni terreni che sarebbero costati meno di centomila euro furono poi valutati circa 500 mila euro. Un vero e proprio “affare”. A saperlo però! Qualcuno però doveva saperlo, tanto che comprò quei terreni e poi li cedette volontariamente al Comune in una operazione che non provocò nulla al momento della cessione, nessun ricorso, nessuna opposizione, niente di niente. Un rendimento, dal 2002 al novembre 2005 di cinque volte la spesa e passato sotto silenzio. Tanto pagarono i cittadini di Castel San Giorgio! Il succo della denuncia giunta a carabinieri, Procura della Repubblica, Corte dei Conti e Comune di Castel San Giorgio sta tutta in questo gioco silenzioso delle parti tra un giovane figlio di un noto personaggio e un noto avvocato di Nocera Superiore che acquista i terreni (il giovane del 1977 all’epoca appena 25enne non si sa con quali soldi) e l’amministrazione comunale dell’epoca che su quei terreni, dopo appena tre anni dal loro passaggio di mano, dai vecchi proprietari ai nuovi, decide di realizzare un’opera pubblica importante. Quell’opera pubblica intanto non fu mai realizzata, ma è costata ai cittadini di Castel San Giorgio già oltre un milione di euro. Due miliardi delle vecchie lire tra terreni, cause perse con la ditta che doveva realizzare l’opera e la parcella al tecnico che progettò l’opera. Un salasso per tutti i cittadini di Castel San Giorgio e forse, dietro a tutto, la madre di tutte le tangenti. Eh si, perché di questo pare si stiano interessando i giornalisti di svariate testate nazionali e magazine italiani, che in incognito, in questi giorni, sono stati visti in giro per Castel San Giorgio accompagnati da fotografi e cineoperatori. A cosa porterà tutto questo non si sa. Siamo ancora solo alle battute iniziali, ma pare che qualche giornalista più lungimirante si stia interessando anche a rapporti molto strani tra alcuni personaggi di Castel San Giorgio e aziende pubbliche salernitane vicine al sistema di potere deluchiano. Tornando a Castel San Giorgio l’opera pubblica non fu mai realizzata e certamente non lo sarà più, ma tanto quello che doveva fruttare ai “soliti furbi” lo ha già fruttato ed i cittadini di Castel San Giorgio lo hanno già pagato. Alberto Brega Oltre un milione di euro tra terreni, cause perse con la ditta e parcelle comunque da pagare al progettista. E ora tremano anche i funzionari pubblici. Chi valutò quei terreni? Chi lo fece ebbe un ordine anche verbale di valutare in quel modo o inconsapevolmente si prestò ad un gioco più grande di lui? Possibile che tra gli atti acquisiti per valutare la cessione volontaria, cioè la vendita non si tenne conto di quanto quei terreni erano stati pagati appena 36 mesi prima? Il gioco si fa sempre più delicato. Chi tirò le fila di tutto, certamente, addosserà ora la responsabilità in capo ai funzionari e ai tecnici. Ma quest’ultimi saranno disposti mai ad addossarsi responsabilità così grandi e a tacere? E poi le scelte politiche! I funzionari ed i tecnici non potevano certo sapere che su quei terreni doveva sorgere un’opera pubblica importante quindi non avrebbero certo potuto informare l’acquirente che quei suoli andavanno comprati e poi sarebbero stati acquistati dal Comune ad un prezzo sicuramente maggiore. Questa è una scelta e una decisione politica. Intanto i cittadini di Castel San Giorgio hanno pagato. Hanno pagato la cessione volontaria (e chi non cederebbe volentieri immobili con questo rendimento esorbitante) pagheranno le rate del risarcimento dovuto alla ditta, pagheranno la parcella del progettista. Hanno pagato e pagheranno tutto quello che c’era e ci sarà da pagare mentre quei terreni al costo di oltre un miliardo di vecchie lire, continueranno ad ospitare rifiuti, animali, insetti, rettili e ratti. Un bell’esempio di perfetta amministrazione….pardon…..perfetto esempio di fatti propri con i soldi dei sangiorgesi.




Piccoli campioni crescono a scuola di pattinaggio artistico

CASTEL SAN GIORGIO/ Mentre le nubi continuano ancora ad addensarsi su Castel San Giorgio, dove fazioni cittadine indicono riunioni segrete e pubbliche per scalciare contro la compagine amministrativa Lanzara recriminando le scelte del PUC, la riattivazione di cave dismesse da lunghi decenni, altri che ancora continuano a contare i voti delle ultime primarie, nella frazione Torello, a far diradare le ombre, ci pensano alcuni giovani talenti, che volteggiano, si avviluppano, pattinano disinvolti e spensierati, all’ombra di ciò che resta del castello che dominava la piccola cittadina dell’ agro nocerino, sulla pista di pattinaggio e nella tendo struttura dell’ex centro sportivo tennistico Le Selve, oggi ribattezzato Scuola di Pattinaggio Artistico Skatenarsi, con circa 60 aspiranti atleti pattinatori, guidato dalla instancabile istruttrice federale Marianna Torre, che con passione e tenacia, ha iniziato dai primi rudimenti dell’ indossare i pattini, fino al conseguimento di piccole soddisfazioni, in quanto due dei suoi allievi, sono già atleti federali, e sono i piccoli Carmine Galluzzo e Longobardi Alessia, mentre nelle prossime gare per il raggiungimento dell’ambito traguardo ci sarà anche Valentina De Caro.
“Certo l’impegno che i giovani virgulti ripongono negli allenamenti è notevole, chiosa l’istruttrice, ma meglio non farli sentire troppo importanti, ed essendo ancora giovanissimi, non bisogna farli sentire troppo grandi, sono tutti bravi e tutti devono sentirsi uguali. La scuola ed i giovani atleti prossimamente sarà impegnata con vari appuntamenti agonistici, le cui prime gare si terranno in Campania a Napoli e Benevento, con la speranza di poter approdare successivamente a competizioni nazionali. I ragazzi si stanno impegnando allo stremo, e mi auguro che il loro impegno, sia premiato. La scuola, ha iniziato la sua attività da circa quattro anni, ed in quattro anni i ragazzi si sono impegnati tantissimo, se ciò non fosse stato, non annovererei nella scuola i due atleti federali, sono tutti animati da grande passione per questo sport, che non è come gli altri sport, uno sport che ha tanti fondi da poter in vestire, ma non ci lamentiamo, certo l’impegno potrebbe essere premiato ancor più, perché i sacrifici sono tanti a partire dell’ alimentazione e si sa che per i ragazzi le privazioni sono come piccole punizioni, ma fortunatamente a ciò non danno peso o sanno fingere bene.
Sono contenta e soddisfatta e per me è il miglior risvolto superiore anche ai risvolti economici.” Ben auguranti per i suoi allievi le parole dell’istruttrice, alla quale non resta che augurare un buon lavoro ed un imbocca al lupo per gli impegni che attendono lei ed i suoi atleti nelle prossime gare.

Giovambattista Rescigno




Castel San Giorgio piange il giovane Andrzey

di Giovambattista Rescigno

Un inizio dell’anno all’insegna del lutto, funesta la cittadina che è nodo di congiunzione tra la Valle dell’Irno e l’ Agro Nocerino, anche se il tragico evento si è verificato sulla A1 a Borsetto Lodigiano. Sicuramente non sarà il mazzo di fiori deposto dal ministro Toninelli e la sindaca Gargioni sul luogo dell’incidente a lenire il dolore che ha colpito la cittadina, dove il papà del giovane Andrzey Slawomir Lombardi, Luigi era cresciuto insieme, ai fratelli Armando e Maurizio, figli di Sabatino, notissimo direttore di cantiere e Maria Martoni, ostetrica del luogo. Luigi, come tante menti del Sud, per far si che la sua professione avesse migliori fortune, dopo aver conseguito la laurea in ingegneria si era trasferito al Nord, dove esercitava ed ancora tuttora esercita la sua professione, senza mai recidere il cordone ombellicale che lo univa a Castel San Giorgio, dove aveva trascorso la sua giovinezza. Luigi da giovane era stato componente del comitato direttivo della locale sezione del partito comunista ed era stato anche candidato al comune, la passione per la politica e per il partito comunista che gli era stata trasmessa dalla mamma di origini emiliane. Dopo il matrimonio, la coppia adotta Andrzey e la sorella due ragazzini di origine polacche. Gli anni per la famiglia Lombardi trascorrono serenamente, fino al tragico evento, ove il giovane Andrzey perde la vita per un gesto di altruismo, forse se fosse rimasto a bordo dell’autovettura coinvolta nel sinistro, a quest’ora sarebbe ancora con i suoi cari, ma sono stati proprio quei valori trasmessigli dai genitori a far si che si che si prodigasse nei soccorsi verso le altre persone coinvolte nell’incidente a fargli perdere la vita. Ma c’è da chiedersi, se veramente era stata la famiglia dei cinghiali a scavare sotto la rete, o la rete di protezione aveva della falle, atteso che lo stesso Ministro Toninelli, ha dichiarato di averne trovate anche lui un altra. Allora se é così non ci resta che chiedersi, ma la manutenzione alla rete autostradale da quanto tempo non veniva eseguita dall’ente preposto, e perché la rete non era infissa in un cordolo di cemento e nel terreno. L’incidente di Borghetto Lodigiano, non è l’unico incidente provocato dalla presenza di animali vaganti sulle autostrade italiane, e non è il primo e non sarà nemmeno l’ultimo incidente nel quale oltre a perdere la vita saranno cinghiali, cavalli o armenti, ma ancora vite di uomini donne e bambini. Stazionarie, ma non ancora fuori pericolo di vita le condizioni di salute della giovane che viaggia con Andrezey e che era rimasta a bordo dell’ autovettura, che veniva nuovamente tamponata da un altro veicolo che sopraggiungeva sul luogo teatro dell’evento.




Soddisfatta Paola Lanzara

di redazione Cronache

Il Natale è sempre momento di bilanci e a Castel San Giorgio più di altri comuni, sia per il ruolo geografico di cerniera tra la Valle dell’Irno e l’Agro nocerino, sia per i cambiamenti politici degli ultimi mesi, i cittadini e i paesi vicini guardano con rinnovato interesse.
“In campagna elettorale, appena un anno e mezzo fa – dice entusiasta la prima cittadina Paola Lanzara – avevamo promesso di realizzare ciò che negli ultimi quarant’anni non si aveva avuto il coraggio di porre in essere. In anticipo sulla tabella di marcia ci siamo riusciti. Abbiamo saputo coniugare la concretezza femminile con l’entusiasmo dei giovani, la voglia di cambiamento con la capacità di lavorare anche 18 ore al giorno, ma abbiamo gettato le basi per rinnovare il paese dalle fondamenta. Certo non tutto è visibile nell’immediato e non tutti i benefici sarà possibile vederli a breve, ma abbiamo fatto passi da gigante”.
La sindaco dal pugno di ferro nel guanto di velluto non si ferma davanti a nulla e dopo un approccio che ha necessariamente visto un periodo di rodaggio ora sembra le cose girino a pieno regime.
“Abbiamo rimesso ordine nei conti del comune – Spiega la Lanzara – abbiamo restituito dignità e peso specifico al territorio in ambito provinciale, abbiamo eliminato contenziosi vecchi di oltre trenta anni, abbiamo approfondito e analizzato sacche di sprechi che andavano eliminate, abbiamo intercettato fondi pubblici per oltre due milioni di euro, abbiamo mantenuto fede agli impegni sul piano urbanistico comunale, e abbiamo portato a termine la vicenda della nettezza urbana con una gara d’appalto trasparente e cristallina che ha portato nel paese una tra le più accreditate ed efficienti aziende del settore. Certo molto resta da fare ma non intendiamo venire meno a nessuno degli impegni sottoscritti con gli elettori”.
Sul fronte politico molte sono state le polemiche ma c’è da sottolineare che a Castel San Giorgio dopo un quarantennio di gestione che ruotava sempre intorno agli stessi personaggi anche il modo di fare politica è cambiato.
“Da questo punto di vista – continua la Lanzara – devo riconoscere che i tentativi di metterci uno contro l’altro sono stati moltissimi. Pochi avrebbero giurato sulla nostra durata. Anzi, qualcuno andava dicendo che non avremmo mangiato il primo panettone ed invece siamo qui a festeggiare il nostro secondo Natale insieme a tutti i cittadini che invece hanno capito e ci sono stati vicini. Ma più di tutti devo ringraziare la mia maggioranza, tutti, nessuno escluso. Un gruppo coeso di consiglieri comunali e assessori che hanno saputo rimboccarsi le maniche e lavorare nel solo interesse del paese e del territorio. Certo c’è chi magari avrebbe voluto fare di più, chi aveva aspettative diverse, ma tutti insieme siamo lentamente diventati una squadra e a niente sono valsi i tentativi di defenestrarci ponendo sulla nostra strada ostacoli di tutti i generi. Anche all’opposizione, nel rispetto ognuno del proprio ruolo, va dato atto che a parte comprensibili momenti di tensione su alcune vicende, c’è sempre stato profondo rispetto e disponibilità reciproca. E’ la dimostrazione che il tessuto politico di Castel San Giorgio è sinceramente democratico e la volontà popolare va rispettata sempre e comunque”.
Per Castel San Giorgio si prospetta quindi un 2019 diverso. “Certo, ora con il nuovo anno – dice la Lanzara – ci aspettiamo di raccogliere i frutti di alcuni lavori messi in cantiere. Poi ilPuc e la spending review ci permetteranno di guardare al futuro con maggiore serenità e capacità progettuale”.




Tutte assunzioni senza concorso

di Redazione Cronache

I riflettori sulla San Giorgio Servizi hanno scatenato un vero e proprio putiferio a Castel San Giorgio. Ieri è stato visto salire al Comune l’ex sindaco Franco Longanella. Pare che il primo cittadino si sia chiuso nella stanza del sindaco Paola Lanzara per oltre due ore. Cosa si siano detti i due resta top secret, ma è facile supporre che al centro della vicenda ci siano state le rivelazioni portate allo scoperto sui tanti debiti della società in house del Comune. Franco Longanella, infatti, sotto il suo sindacato nominò gli amministratori che si sono succeduti alla guida della società dal 2010 al 2015 e che hanno collezionato la maggior quantità di debiti con gli istituti di previdenza. Il debito fu poi dilazionato per poter formalmente sanare la posizione contributiva dall’ultimo amministratore Antonio Fasolino, mentre la società ripiombò nei meandri dell’oscurità con l’amministratrice nominata dal sindaco Sammartino. La cosa che appare grave, però, in tutto questo, è che la società in house del comune, come tale, era ed è soggetta al controllo analogo, cioè al controllo da parte dei funzionari comunali che addirittura si sono succeduti all’interno del consiglio di amministrazione con ruoli di rilievo.
Cosa facevano questi personaggi mentre gli amministratori di nomina politica collezionavano debiti ad oltranza? E se per questo gli amministratori finiranno davanti alla Corte dei Conti quale sarà la responsabilità giudiziaria di questi funzionari? E come mai, mentre una azienda privata per essere pagata per un servizio reso deve avere i conti in regola con Inps e Inail proprio un’azienda in house, prima della rateizzazione dei propri debiti con l’Inps, poteva ricevere convenzioni e pagamenti di fatture senza essere in regola con il versamento dei contributi? Tutte domande alle quale prima o poi bisognerà dare una risposta prima ai cittadini di Castel San Giorgio. Tornando a quanto è accaduto ieri mattina pare che l’ex primo cittadino si sia risentito non poco delle cose che stanno venendo fuori negli ultimi tempi ed in parte non avrebbe tutti i torti. La storia della San Giorgio Servizi è costellata di scelte scellerate come ad esempio l’assunzione a due ore giornaliere (al di sotto della soglia minima settimanale di imposizione Inps o l’assunzione di nipoti di consiglieri comunali o all’epoca assessori. Assessori poi divenuti anche vice sindaci del primo cittadino Sammartino e comunque legati ad Andrea Donato predecessore di Longanella). Come pure a questo aspetto è legato anche il superorganico portato a 18 dipendenti della società che con i debiti accumulati ha ampiamente dimostrato di non poter reggere, o alle promozioni senza titolo fatte sotto il sindacato Sammartino del nipote della moglie del proprio assessore senza alcun titolo a scapito di un altro dipendente. Ma non finisce qui. Sono stati in molti a lamentarsi del fatto che le assunzioni alla San Giorgio Servizi siano state definite da molti clientelari. La società in house, in tutta la sua storia, non ha mai bandito un concorso e tutti i suoi dipendenti sono stati assunti senza concorso nonostante la presenza nel Cda di funzionari comunali che quanto meno avrebbero potuto sollevare l’anomalia. Invece nulla. Tutto normale salvo poi lamentarsi che le assunzioni siano state definite clientelari ma pagate da tutti i cittadini di Castel San Giorgio. Insomma tanta carne a cuocere che potrebbe far aprire un’altra inchiesta giudiziaria sulla società che andrebbe ad aggiungersi a quella già in corso contro le due dipendenti denunciate dal comandante dei vigili urbani. Circa mezzo milione di euro tra debiti con gli Istituti di previdenza, fitti per la sede mai pagati al Comune, percentuali sulle lampade votive mai girate al Comune, stipendi arretrati e Tfr da definire, non sono bruscolini.




Dopo 35 anni finalmente le fogne

di Giovambattista Rescigno

Ieri la Sindaca e la sua amministrazione al completo, alla presenza del neo presidente della provincia di Salerno Michele Strianese, hanno varato alla via dei Pini la nuova rete fognaria, realizzata in collaborazione con la Gori, la nuova rete fognaria, è la seconda ad essere stata realizzata dall’ amministrazione Lanzara, lavori preannunciati nel corso della campagna elettorale. E che puntualmente a meno di due anni dall’insediamento sono stati portati a compimento realizzati, quindi è chiaramente acclarato che l’amministrazione Lanzara si dà da fare a tutto campo, opere realizzate e tante messe in cantiere, tante richieste di fondi inoltrate alla regione per i finanziamenti di opere pubbliche e tanti altri fatti sbloccare, nonostante i tempi per poterli ricevere fossero già abbondantemente trascorsi, una mera dimenticanza o disattenzione delle precedenti amministrazioni, fondi che sarebbero andati sicuramente persi se la Sindaca non avesse messo in campo tre, tra le tanti e principali doti che un pubblico amministratore deve avere solerzia, costanza e assiduità. In arrivo anche i fondi per la sistemazione dei giardini e della casina di villa Calvanese. Pronto anche il varo del PUC, che sicuramente sarà approvato dopo le festività natalizie in uno dei primi consigli comunali del 2019. La Sindaca Lanzara al varo della rete fognaria si è così espressa “Dopo trentacinque anni nel corso dei quali si sono susseguite, ben otto amministrazioni comunali ed un commissario, via dei Pini, viene dotata di un servizio primario, del quale finalmente tante famiglie che risiedono in questa strada potranno usufruire, era inconcepibile che nel 2000, questa strada, come tante altre strade del nostro comune sono ancora prive, prossimamente inizieremo i lavori anche in via Astuni Croce e poi alla frazione Torello” Il presidente Strianese, nel suo breve ma intenso intervento, ha sottolineato l’importanza della sinergia tra i comuni e gli altri Enti sottolineando che prima di essere presidente della provincia è sindaco di un paese dell’Agro Nocerino Sarnese e di problemi del genere ne affronta diuturnamente anche lui, infine rivolgendosi ai cittadini del luogo, ha detto, che devono essere grati all’amministrazione Lanzara per quanto realizzato e per il processo di miglioramento e riqualificazione della zona che è stato iniziato. Ma come se non bastasse Sabato 8 dicembre, nel contesto della processione dedicata all’Immacolata, Paola Lanzara, per onorare la madre di tutte le madri, ha acceso Ma come se non bastasse ieri, l’albero di Natale realizzato a Piazza Martiri d’Ungheria, con un vero e proprio bagno di folla. Dopo che la processione ha lasciato la piazza proseguendo la sua peregrinazione per le vie cittadine, al via il programma civile approntato per la serata, in una piazza che sembra aver ricevuto un restyling generale, all’ ingresso della piazza, un cubo luminoso posizionato per i selfie di chi nelle sere che seguiranno si recherà in piazza per ammirare la bellezza dell’albero, mentre su tutta la piazza sono state sistemate sfere luminose che la illuminano. La serata iniziata con una parata di majorette della scola di danza Donatella Zappullo, trasformate per l’occasione in tanti Babbo Natale, è poi proseguita con la esibizione di maghi ed illusionisti che con le loro performance hanno divertito e strabiliato i numerosissimi presenti, mentre sull’ altro lato della piazza si esibiva un duo canoro, il tutto diretto da Michele Ruggiero della omonima società di management Visibilmente soddisfatte la Sindaca e l’assessore alle politiche sociali Giustina Galluzzo, che ha seguito personalmente i lavori di arredo della piazza centrale e quella delle frazioni per rendere più spumeggianti e vive le festività natalizie in questo momento particolare di ristrettezze economiche a livello nazionale.




Abusi sessuali su una 14enne, chieste le condanne

di Red.Cro.

Abusi sessuali su una «bambina» perché di età inferiore ai 14 anni. Non fa sconti al romeno, A.M., che avrebbe costretto la piccola a seguirlo prospettandogli un rapporto sessuale completo. Per lui chiede sei anni e due mesi. Salva invece l’ex fidanzato, Giuseppe I., di tanto più grande di lei, per il quale chiede l’assoluzione perché lui si è avvicinato per avere un rapporto sentimentale. Le violenze avvennero a Castel San Giorgio e in sede di udienza preliminare la madre e altri due indagati sono già stati condannati. La m adre a sette anni di reclusione. Fu la nonna della ragazzina a denunciare ai carabinieri il sospetto che la nuora facesse prostituire la figlioletta: a quel punto vennero predisposti appostamenti ed intercettazioni che portarono all’individuazione sia della responsabile del giro di prostituzione sia delle persone (i clienti) coinvolte nella vicenda e che non si fecero scrupolo di avere rapporti sessuali con una ragazzina




Per pochi euro è stato devastato il cimitero

di Giovambattista Rescigno

Dopo la scuola “Galluzzo”, ladri in azione nel civico cimitero. Ancora una volta le avverse condizioni climatiche, permettono ai soliti ignoti di mettere a segno un altro colpo, questa volta a danno di chi per volontà divina non può difendersi. Scellerato ignobile atto di vandalismo, che rasenta la violazione dei sepolcri. Ma questa volta i malfattori, hanno fatto male i loro conti, in quanto hanno forse dimenticato che il civico cimitero di Castel San Giorgio, ha in uso un impianto di video sorveglianza, che si ci auspica permetterà l’individuazione di coloro che hanno posto in essere l’ignobile ed intollerabile atto. I ladri sicuramente sono entrati all’interno del cimitero, passando dal lato Sud, ovvero dalla parte che lambisce la stazione ferroviaria, per non essere notati, una volta dentro, hanno iniziato a divellere i portafiori e le lampade votive i rame e ottone poste sulle lapidi che sigillano i loculi, della prima e seconda fila, per ricavare pochi soldi dallo loro vendita. Ingenti i danni complessivamente arrecati, oltre all’ insozzamento dei corridoi, sui quali hanno rovesciato i fiori e i ceri votivi. Indignazione è stata espressa dal primo cittadino avvocato Paola Lanzara, la quale ha così commentato “Condanno l’ignobile gesto, che scellerati hanno posto in essere nei confronti di coloro, che ora vivono il sonno eterno, sicuramente gli autori allignano nell’emarginazione sociale, culturale e legale più profonda, un atto spregevole, a cui sebbene profondamente cattolica, non è applicabile alcuna giustificazione, è un atto che intendo definire indeprecabile. Confido nell’operato della locale Arma Carabinieri che sicuramente adopererà tutti i mezzi per la individuazione e l’assicurazione dei colpevoli alla giustizia terrena”. Increduli i cittadini che questa mattina, recatisi al cimitero per fare visita ai loro defunti, sono rimasti con i fiori tra le mani trovandosi dinanzi ad un vero e proprio scempio




Sulle pedane della vergogna

di Francesco Maria Bevilacqua

Un sito di lavorazione di pedane in legno e scarti legnosi nel pieno centro della frazione Trivio. Questo il “regalo” che la Giunta regionale del governatore De Luca starebbe per fare agli abitanti di Castel San Giorgio. A far “esplodere” il caso una raccolta di firme e la reazione degli abitanti dopo aver appreso la notizia. E i motivi per i quali ci si dovrebbe preoccupare ci sono tutti. Il sito dovrebbe essere attivo a pochi metri da una scuola materna frequentata da bambini piccolissimi, a pochi metri da una casa dell’acqua e alle spalle di un centro residenziale sulla centralissima via Palmiro Togliatti. Probabilmente chi ha dato le autorizzazioni alla Regione Campania non conosce il posto né si è preso mai la briga di verificare almeno sulle carte cosa insisteva in quel perimetro. Pensare ad altro sarebbe ancora peggio. Nel frattempo gli abitanti del centro residenziale hanno raccolto le firme e le hanno inviate all’Arpac per evidenziare le anomalie. In quel terreno i camion dovrebbero transitare su una servitù di passaggio proprio di fianco alla scuola materna. Il capannone è fatto di ferro e lamiera quindi predisposto ad amplificare all’esterno i rumori della lavorazione. E non sembra che al momento ci siano le certificazioni antincendio dei vigili del fuoco. Ma cosa bisognerebbe lavorare in quel sito di compostaggio per rifiuti non pericolosi? Sembra che l’autorizzazione sia stata concessa per trattare pedane in legno, ma anche fogliame, rami di legno, e altro materiale simile. Un materiale di tipo altamente infiammabile vicino ad una scuola materna ed in un’area altamente abitata. Una vera e propria scelta che per gli abitanti della zona viene definita scellerata. «Nel raggio di pochi metri dal capannone c’è un asilo nido, una casa dell’acqua, una serie di villette e case e a venti metri una chiesa, un campo sportivo svariate pizzerie e un panificio dicono in coro gli abitanti di Trivio-. Ma quando fanno queste scelte perché da Napoli non vanno sui luoghi e questi alti dirigenti non vedono con i propri occhi quello che combinano con le loro firme? Comunque siamo pronti a mobilitarci, a fare le barricate, ma qui un sito di questo tipo proprio non può nascere. A Trivio abbiamo già dovuto subire negli anni rifiuti tossici interrati, dissesto idrogeologico, altri tipi di rifiuti che non si sa come e da chi sono stati interrati e nessuna bonifica è mai stata fatta. In questo posto siamo seduti su una bomba ecologica. I carotaggi che doveva fare la Giunta Longanella non sono mai stati fatti e ora vogliono piazzarci una nuova azienda che può essere ad alto rischio di incendio con la conseguenza di fumo tossico per l’aria. Ma alla Regione sono impazziti?». A Castel San Giorgio, insomma, si preparano le barricate. Il Comune potrà imporre prescrizioni e rendere la vita difficile ai proprietari del sito, che hanno acquisito l’area da un proprietario che non aveva, sembra, buoni rapporti con i titolari dei suoli vicini. Ma l’autorizzazione della Regione di fatto lega le mani al Comune. E’ più verosimile che le proteste dei cittadini riescano a far cambiare idea ai dirigenti e ai
politici regionali. «E noi la rivoluzione la facciamo -dicono i cittadini di Trivio-. De Luca questo sito se lo facesse autorizzare a Salerno, a Sala Abbagnano. Lì starebbe pure meglio”.