Il virologo Giulio Tarro: «Per le sue parole sul virus De Luca andrebbe segnalato alla magistratura»

di Erika Noschese

«Il governatore della Campania Vincenzo De Luca dovrebbe essere segnalato alla magistratura, non capisce niente di scientifico eppure continua a parlare». Non le manda a dirle il noto virologo Giulio Tarro che, dopo i nuovi casi di Coronavirus chae si sono registrati anche in provincia di Salerno, prova a fare il punto della situazione. Nessun allarmismo, sostiene il professor Tarro, si tratta di casi provenienti dall’estero e, dice ancora, l’ipotesi di un secondo lockdown «è solamente un’idiozia».
Giulio Tarro, primario emerito dell’Ospedale Cotugno di Napoli non è nuovo a questo tipo di affermazioni: da sempre, infatti, sostiene che lockdown è senza senso ed è spesso finito al centro dell’attenzione per le sue dichiarazioni circa il Coronavirus.
Il professor Tarro è stato primario di virologia presso l’Ospedale Cotugno dal 1973 al 2006, nonché direttore di Dipartimento dei Servizi Diagnostici dell’ospedale dal 2003 al 2006 quando è stato proclamato Primario Emerito del nosocomio. Ha condotto progetti diagnostici e terapeutici durante l’epidemia di colera in Italia del 1973, nonché su epatiti ed Aids, e più recentemente anche relativi alla Sars, all’influenza aviaria e all’influenza suina.
Professore, in Campania il Coronavirus continua a far paura, così come in tutta Italia. Cosa sta accadendo?
«Non sta accadendo assolutamente niente, gli aumenti sono legati esclusivamente a persone che vengono da fuori, oltre le frontiere.O eventualmente si parla di commercianti italiani che sono rientrati in patria e si sono infettati fuori. Per cui, questi sono i numeri: si parla di casi provenienti dalla Bulgaria, Bangladesh, casi particolari che riguardano la Slovenia o Serbia ma in Italia non c’è alcun aumento in termini di circolazione del Covid in Europa. Esclusivamente casi provenienti da fuori, come accade in tutte le pandemie».
Il rischio di un nuovo lockdown è concreto?
«E’ solamente un’idiozia dire questo. In Europa si sta riaprendo tutto, la situazione si sta normalizzando e non vedo perché noi dobbiamo fare cose diverse dagli altri. Penso sia semplicemente una situazione mentale, psicologica che purtroppo prevale, una sindrome apatica, su quello che riguarda il buonsenso. I dati statistici dicono che non può succedere nessuna situazione del genere e se viene è promozionata, come è stato in passato con l’intento di sdebitare quella paura».
C’è una polemica circa gli asintomatici. Sono contagiosi o no?
«Ci sono delle dichiarazioni dell’Oms, l’organizzazione mondiale della sanità che dicono che non sono contagiosi perché non hanno la carica batterica sufficiente. Ci sono pubblicazioni molto teoriche che sono state distribuite anche in merito alla diffusione via aerea rispetto a quella legata alle famose noccioline del Brunch che sono le uniche necessarie se c’è un carica di virus. A livello scientifico, la kercova ha parlato di un 16% di asintomatici ma riguarda esclusivamente soggetti che sono ai primi sintomi della malattia».
I test sierologici sono attendibili? E i tamponi?
«I test seriologici sono gli unici validi perché si è alla ricerca di anticorpi, come è sempre stato mentre i tamponi non servono a niente. Servono solo a trovare nei soggetti gli anticorpi da virus morto e non sono più buoni».
La soluzione è il vaccino?
«Anche quella è un’idiozia. Il virus non esiste e quando esisterà bisognerà vedere che sia non solo efficace ma soprattutto che sia sicuro. Attualmente, di sicuro ci sono solo gli anticorpi dei soggetti guariti che hanno dimostrato che totalizzano in virus, appena vengono somministrati, da 2 a 48 ore e sono quelli che hanno salvato la vita a tutti i soggetti a cui sono stati somministrati. In Lombardia, così come in altre zone, sono stati somministrati e non c’è stato alcun problema».
Recentemente, il governatore De Luca ha lanciato un appello dicendo che il virus uccide ancora e bisogna mantenere alta l’attenzione. Queste restrizioni sono utili, necessarie?
«La smettesse De Luca di dire queste stupidaggini, non c’è nessun virus circolante tanto è vero che il Napoli ha festeggiato in piazza la Coppa Italia e dopo due settimane non c’è stato alcun aumento. Per quanto riguarda queste situazioni, so benissimo che ogni giorno ci sono queste dichiarazioni ufficiali che fanno vedere che il virus non circola più ma vengono portati da soggetti esterni. Un politico, che di scientifico non capisce niente, non può assolutamente permettersi di suggerire vaccinazioni antinfluenzali che  sappiamo benissimo aumentano solo l’attività del Coronavirus. Questa è una situazione grave e chi dice queste cose dovrebbe essere suggerito alla magistratura affinché prenda provvedimenti in merito a queste dichiarazioni che non sono attendibili e che nulla hanno a che vedere con il mondo scientifico».
Il 14 settembre riprenderà la scuola in tutta Italia così come in Campania. Il presidente della Regione ha dichiarato che ci saranno streaming su tutto il personale Ma che sarà comunque necessario il distanziamento sociale e l’utilizzo delle mascherine. Crede che queste norme anti contagio siano utili?
«Non c’è alcun bisogno di queste situazioni e le mascherine non servono a niente. Servono solo a non spargere il virus ma è bene che si vadano a rivedere tutte queste restrizioni che sono state imposte da persone senza alcuna competenza».
Perché dice che le mascherine sono inutili? Si potrebbe o si dovrebbe camminare senza? Basterebbe il distanziamento sociale?
«Dallo scorso 15 luglio non sono più necessarie all’aperto ma d’altra parte il contatto con i raggi ultraviolenti permette al virus di essere distrutto come già detto mesi fa. In un certo senso bisogna anche stare attenti perché le mascherine sono pericolose, soprattutto nei soggetti anziani e nei bambini perché aumentano l’anidride carbonica».
C’è una discussione in atto sulla proroga dello stato di emergenza, secondo lei andrebbe prorogato al mese di dicembre?
«Sarebbe assurdo prorogare lo stato d’emergenza, non esiste in nessun paese d’Europa e chi dovrebbe approvare questo potrebbe prendere decisioni non democratiche a quel punto farebbe bene la gente a scendere in piazza».




«Siamo l’unica vera opposizione, ora dobbiamo liberare la Campania»

di Erika Noschese

«Corriamo per vincere, non prevedo altri scenari». Valeria Ciarambino, candidata al consiglio regionale della Campania non ha dubbi: il Movimento 5 Stelle è l’unico partito che potrebbe «liberare questa terra dalle paludi del clientelismo e farla decollare sfruttando le sue potenzialità». La Ciarambino è stata eletta candidata governatrice dai militanti e attivisti 5 Stelle attraverso la piattaforma Rousseau e in questi giorni è impegnata in una serie di incontri per ascoltare le istanze dei cittadini e degli esponenti appartenenti ai settori più colpiti dall’emergenza Covid. Onorevole, il Movimento 5 Stelle prova a conquistare Palazzo Santa Lucia. Nei giorni scorsi la presentazione dei candidati… «Stiamo presentando le nostre liste in tutte le province della Campania e sabato prossimo saremo anche a Salerno. Assieme a ciascuno dei nostri candidati al Consiglio regionale intendiamo confrontarci direttamente con i cittadini di ogni singolo collegio, a cui illustreremo le nostre proposte per la Campania ma anche le soluzioni che abbiamo individuato per superare, una volta per tutte, criticità con le quali sono costretti a convivere nei loro territori. Abbiamo un programma che non è fatto di chiacchiere e slogan, come quello di chi governa oggi la Campania e di chi lo ha preceduto, ma di proposte concrete e realizzabili. E, come stiamo già facendo in queste settimane, vogliamo condividerlo con i cittadini, con tutte le categorie e con ogni singolo comparto produttivo per perfezionarlo e renderlo concretamente rispondente alle esigenze». Sanità, lavoro, emergenza abitativa sono alcuni punti del programma elettorale presentato nei giorni scorsi. Quali dovranno essere secondo lei le priorità? «Puntiamo a una rivoluzione vera del mondo del lavoro, a cominciare da una ristrutturazione dei centri per l’impiego, che non è ancora neppure iniziata nonostante i fondi stanziati dal nostro governo, e a una formazione dei nostri giovani mirata direttamente nelle imprese. Vogliamo che la Campania diventi la regione più green d’Europa e anche in questa direzione orienteremo la formazione, viste le grandi opportunità di lavoro in questo settore. Affronteremo l’emergenza abitativa, tema completamente scomparso dall’agenda politica della Campania. Abbiamo 1.200 fabbricati nel patrimonio regionale per gran parte inutilizzati, in aggiunta ai 70mila alloggi popolari, e stimiamo che in cinque anni potremo dare almeno diecimila unità abitative in più alle famiglie in difficoltà della Campania. Sulla sanità abbiamo una priorità, che è l’abbattimento dei tempi delle liste d’attesa. Oggi per una prestazione nel pubblico si rischia di aspettare fino a due anni, mentre se paghi migliaia di euro ti operano il giorno successivo. Noi intendiamo bloccare le prestazioni in intramoenia ogni volta che i tempi di attesa superano gli standard previsti. Metteremo le liste d’attesa tra i primi obiettivi da raggiungere per i direttori generali: per chi non li raggiunge nessuna premialità». La sanità è sempre stato un tema molto attenzionato da lei. Nei giorni scorsi la presentazione della riorganizzazione del presidio ospedaliero di Agropoli… «Durante i 5 anni alla presidenza della Regione e ben due da commissario per il piano di rientro in sanità, De Luca ha annunciato a più riprese il ripristino dell’ospedale di Agropoli, senza mai darvi seguito. Oggi, nonostante siano state investire risorse del Governo pari a un milione e mezzo, ci troviamo al cospetto di una vera e propria farsa. Quello riconsegnato ai cittadini è un presidio fantasma. Non c’è personale a sufficienza, manca la figura di cardiologo, in rianimazione operano infermieri a contratto semestrale, mentre i rianimatori sono arruolati dagli ospedali di Vallo della Lucania e Roccadaspide in convenzione e pagati 60 euro l’ora. La maggior parte delle specialità sono ferme perché non arrivano ambulanze e la week surgery e la chirurgia sono totalmente ferme. Più che un’inaugurazione, quella dell’ospedale di Agropoli è un’autentica farsa». E se dovesse essere riconfermata all’opposizione? «Corriamo per vincere e liberare questa terra e i nostri cittadini dalle paludi del clientelismo e farla decollare sfruttando le sue straordinarie potenzialità. Non prevedo altri scenari. Con il Movimento 5 Stelle al governo della Campania, la meritocrazia prenderà finalmente il posto della quota politica e i nostri giovani non dovranno più essere costretti a emigrare per inseguire un’opportunità occupazionale». Ad oggi, si parla di possibili accordi con altre forze politiche. Il M5S correrà ancora da solo? «Nei mesi scorsi, prima di questa terribile emergenza sanitaria, lanciammo un appello alle forze politiche sane, al mondo dell’associazionismo e dei movimenti civici, per supportare il nostro progetto per la Campania. Lo scenario è cambiato e oggi lavoriamo per offrire ai cittadini un’alternativa a chi ha già governato e fallito. Chi vuole sostenerci può farlo appoggiando il nostro progetto e la nostra lista, l’unica che non ha al suo interno candidati impresentabili». Il centro sinistra con De Luca o il centro destra con Caldoro, chi la preoccupa di più? «Non posso temere la competizione con nessuno di questi due personaggi che amo definire i “Vanna Marchi” della politica. A entrambi i cittadini della Campania hanno dato l’opportunità di governare questa terra ed entrambi hanno contribuito a precipitarci agli ultimi posti di tutte le classifiche europee. Eppure continuano a promettere miracoli. Dalla sanità all’ambiente, passando per i trasporti e per le politiche del lavoro, il disastro avviato da Caldoro è stato perfezionato da De Luca. Sono due facce della stessa medaglia, come hanno dimostrato in più di un’occasione in Consiglio regionale e come dimostra il continuo andirivieni di candidati dall’una all’altra coalizione». I sondaggi parlano di una riconferma del presidente uscente. Pensa possa avere gioco facile? «Se dovessimo guardare i sondaggi, dovremmo partire dal dato secondo il quale il Movimento 5 Stelle si conferma come prima forza politica in Campania. Oggi però il nostro unico interesse è lavorare a testa bassa e con umiltà, senza mai badare a cifre o a percentuali, ma solo all’interesse dei cittadini». Patto liste pulite, il suo appello sembra non essere stato accolto né dal centro sinistra né dal centro destra… «Fa sorridere l’affermazione di Caldoro, che da un lato critica il nostro “patto”, rilanciandone uno con regole scritte di suo pugno ma di cui al momento non c’è traccia, e dall’altro ipotizza di candidare come capolista un pluricondannato col record di procedimenti prescritti ed una serie di indagini in corso. Difficile immaginare che lo stesso patto possa sottoscriverlo De Luca con le sue 18 liste capeggiate dai protagonisti di Tangentopoli per non parlare degli impresentabili che sta arruolando dal centrodestra». Il ministro Costa, nei giorni scorsi, si è schierato ancora una volta al fianco dei cittadini per le Fonderie Pisano. Se dovesse essere eletta presidente come intende intervenire? «Il ministro Costa da sempre sostiene le battaglie dei comitati contro le Fonderie Pisano e in occasione della presentazione della nostra lista a Napoli ha ribadito che il ministero si è costituito parte civile nel processo contro le Fonderie, sottolineando, giustamente, che la Regione Campania non ha fatto nulla. Riteniamo da sempre indispensabile elaborare con le comunità locali, con gli amministratori comunali e con l’azienda la migliore soluzione per la delocalizzazione il sito. Nessuno ha intenzione di compromettere il futuro dell’attività e soprattutto dei lavoratori e delle loro famiglie, ma le strategie di sostenibilità cui dobbiamo ispirare le nostre politiche di sviluppo ci impongono di riportare la tutela dell’ambiente e della salute pubblica al centro di scelte che riguardano gli assetti industriali dei nostri territori. Non ci si può trovare divisi tra la scelta di tutelare il diritto alla salute o quello al lavoro: sono diritti che vanno salvaguardati entrambi». Perché gli elettori dovrebbero scegliere il Movimento 5 Stelle? «Perché in questi 5 anni abbiamo dimostrato, con i fatti e lavorato sodo, che siamo l’unica vera forza politica al servizio dei cittadini e del bene comune. Cinque anni nei quali siamo stati l’unica vera opposizione. Anni in cui abbiamo intessuto relazioni con i tanti ambiti di questa terra, portando dentro le istituzioni i loro bisogni e le loro richieste. Oggi il nostro programma è frutto di un confronto costante con le categorie e risponde a esigenze reali. Chi si contrappone a noi la sua opportunità l’ha già avuta ed ha già fallito. Noi siamo gli unici oggi a proporre soluzioni concrete per abbattere un tasso di disoccupazione tra i più alti in Europa, gli unici a batterci per il sacrosanto diritto alla salute e a un’assistenza adeguata e per restituire alla nostra gente un ambiente bonificato da veleni interrati per decenni sotto gli occhi di una politica che si girava dall’altra parte».




Cuore Italiano

Il 2 giugno è per noi Italiani una data importantissima: la festa della Repubblica. Infatti, in questo giorno del lontano 1946, l’Italia scelse d’essere  una Repubblica in seguito a un referendum.  A partire da quel momento, ogni anno si celebra questa ricorrenza con l’organizzazione di parate militari presiedute dalle più alte cariche dello Stato. Personalmente, ogni volta che pronuncio la parola “Repubblica”, penso  al concetto di libertà, gioia e fratellanza  e avverto un forte sentimento di solidarietà. Mi ritengo, quindi, fortunata perché credo sia fondamentale vivere in un paese dove si possa essere liberi di esprimere le proprie opinioni, senza temere di essere giudicati. In quanto italiana, mi sento tutelata in tutto e per tutto e sono orgogliosa di appartenere a questo splendido Paese. Mi farebbe piacere, tra qualche anno,  assistere di persona a una delle attività organizzate appositamente per questa festa; proprio per questo,  spero che presto anche nella mia città possano essere previste forme di celebrazioni in occasione di quest’anniversario.  Le fasi più importanti della Nostra storia meritano  di essere ricordate sempre, in quanto ci offrono l’opportunità di riflettere sulla nostra condizione. Parlare di progresso e sviluppo senza essere cosciente e consapevole del passato non può portar lontano. Per costruire un futuro all’altezza delle nostre ambizioni di crescita e degno della storia di questo Paese, bisogna essere cittadini coscienti e attivi, dimostrando con i fatti e non con le parole l’amor di Patria.

Anna Cocco 4Al




Sentimento Granata: parte il servizio online per completare la raccolta e acquistare l’album in collezione completa

I collezionisti potranno ordinare le figurine mancanti sul sito www.sentimentogranata.it. Disponibile anche una “Full Box” con album completo e gadget brandizzati: parte del ricavato andrà in beneficenza all’ospedale Ruggi di Salerno.

L’emergenza Coronavirus non ferma l’amore per la Salernitana. L’emergenza Covid-19 ha bruscamente interrotto l’iniziativa editoriale “Sentimento Granata” e molti appassionati non hanno potuto completare la raccolta delle figurine in edicola. Per ovviare a queste problematiche e consentire a tutti di completare l’album con serenità, è stato lanciato un servizio online dedicato. A partire dal 6 maggio, i collezionisti potranno ordinare le figurine mancanti sul sito internet www.sentimentogranata.it e ricevere l’ordine direttamente a casa. Lo staff di Sentimento Granata raccoglierà le richieste dei tifosi attraverso un apposito form online attivo per tutto Maggio. Saranno accolte e processate esclusivamente le richieste effettuate attraverso il form online. Gli ordini saranno evasi nel mese di Giugno, a partire da lunedì 11.

I prezzi e le modalità di acquisto sono dettagliatamente illustrati sul sito web. Sempre online, sarà disponibile anche un’edizione completa di Sentimento Granata.
Si tratta di una “Full Box” contenente: 1 album “Sentimento Granata” con copertina soft-touch, 1 raccolta completa di tutte le figurine (per un totale di 353 pezzi), 1 Fisarmonica del Centenario, 1 T-shirt personalizzata “Sentimento Granata” e una shopping bag della Salernitana. Grazie a questa limited edition, i tifosi potranno vivere l’emozione di completare l’album del Centenario. Il cofanetto sarà in vendita ad un prezzo fortemente ridotto di 59 euro (a fronte di 89 euro) in virtù del difficile periodo economico
vissuto da tutto il mondo dello sport e degli sportivi. Inoltre, una parte del ricavato sarà devoluto in beneficenza all’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. “Le restrizioni imposte dall’emergenza Covid-19 – ha commentato Giovanni Sapere, Direttore editoriale di Creatiwa Studio – impediscono di organizzare eventi per lo scambio dei doppioni, ma non fermano la passione per la Salernitana! Per consentire a tutti gli appassionati di completare la raccolta, abbiamo organizzato un servizio online comodo, veloce e soprattutto sicuro. Inoltre, abbiamo deciso di devolvere in beneficenza all’ospedale Ruggi parte del ricavato della vendita della full box: è un gesto per aiutare i medici e gli infermieri che nelle ultime settimane hanno fatto tanto per Salerno e per i Salernitani”.


Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.sentimentogranata.it.
Per tutte le novità e gli aggiornamenti, i tifosi possono consultare e seguire le pagine
ufficiali di “Sentimento Granata” su Facebook e Instagram.




Coronavirus, Fase 2: l’importanza della sanificazione degli ambienti di lavoro

La sanificazione degli ambienti di lavoro è un’operazione necessaria per tutelare la
salute dei lavoratori e dei clienti di bar, ristoranti, pizzerie, negozi, studi medici e
uffici.

La Fase2 è iniziata. Dalla mezzanotte di lunedì 4 maggio, l’Italia è ufficialmente uscita dal lockdown e ha iniziato il lungo e faticoso cammino verso la normalità.

Ogni cittadino è chiamato a fare la sua parte mantenendo il distanziamento sociale, indossando la mascherina e rispettando le norme imposte dagli organi di governo nazionali e locali. Per evitare una nuova ondata di contagi, gli esperti raccomandano di prestare massima attenzione all’igiene e alla pulizia. Ciò vale soprattutto nei luoghi pubblici e negli ambienti di lavoro: bar, ristoranti, pizzerie, studi medici, uffici e negozi devono essere sottoposti a procedure di sanificazione per ridurre i rischi per la salute dei lavoratori e dei clienti.
La sanificazione degli ambienti di lavoro è un’operazione che permette di eliminare qualsiasi batterio ed agente contaminante che, con le comuni pulizie e detersioni, non è possibile rimuovere. A Salerno e provincia, Ecoteam offre servizi di sanificazione e disinfezione certificata per uffici, bar, ristornati, attività commerciali, capannoni industriali, fabbriche, negozi, studi medici e condomini.

Per favorire la ripresa delle attività economiche e garantire la sicurezza dei cittadini italiani, la circolare n. 5443/2020 del Ministero della Salute impone ad ogni azienda, impresa, ufficio o attività commerciale di assicurare “la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di
svago”.

L’inosservanza di tale obbligo può comportare la rivalsa dell’INAIL e gravi conseguenze legali in caso di problemi di salute dei lavoratori. Ecoteam è un’impresa autorizzata per gli interventi di pulizia e sanificazione ai sensi del D.M. 274/1997. Le
operazione saranno svolte da personale esperto con l’ausilio di tecnologie avanzate ed efficaci come gli spruzzatori a batterie di ioni di litio a doppia velocità. L’intera procedura si svolgerà nel rispetto dei protocolli di sicurezza stilati dal Ministero della Salute
(mascherine FFP2 o FFP3, camice monouso, svestizione, smaltimento dei DPI monouso come materiale potenzialmente infetto). Al termine dell’intervento, verrà rilasciata un’apposita certificazione che documenta l’intervento di sanificazione.
Inoltre, per incentivare le operazioni di sanificazione degli ambienti di lavoro, il Governo ha varato una misura straordinaria che riconosce un credito di imposta pari al 50% delle spese stesse, con un massimo di € 20.000 per impresa/studio, attingendo dallo
stanziamento di 50 milioni previsto dall’art. 64, D.L. 18/2020.

Tale somma copre i costi relativi agli interventi di sanificazione per ambienti di lavoro, studi medici e
condomini.

 

Richiedi ora la sanificazione, Ecoteam 089303191 – 800821671  info@ecoteam-srl.it

 




Emergenza covid, nuova ordinanza di De Luca. Le pizzerie guadagnano un’ora, sì al jogging ma vicino casa

Il Presidente Vincenzo De Luca ha firmato l’Ordinanza n.39 del 25 aprile 2020, che reca ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

L’ordinanza contiene una serie di disposizioni da ritenersi sperimentali e conta sul senso di responsabilità di tutti i cittadini. Se si dovessero verificare situazioni di assembramento tali da produrre diffusione del contagio, la stessa ordinanza sarà immediatamente revocata. Nell’ordinanza si fa riferimento anche all’industria conciaria campana; sono consentite attività di manutenzione a difesa delle produzioni e delle quote di mercato del settore.
Nelle tabelle allegate vengono illustrate le disposizioni di sicurezza per il settore edile, con aggiornamento delle misure che riguardano la ristorazione.

Ecco in sintesi la parte ordinativa:

1. Con decorrenza dal 27 aprile 2020 e fino al 3 maggio 2020, su tutto il territorio regionale sono consentite:

a) previa comunicazione al Prefetto competente, le attività conservative e di manutenzione, di pulizia e sanificazione nei locali ed aree adibiti allo svolgimento di attività commerciali e produttive, ancorché sospese per effetto della vigente disciplina statale e/o regionale, ivi comprese le attività alberghiere e ricettive in genere nonché quelle balneari e quelle relative alla manutenzione, conservazione e lavorazione delle pelli;

b) l’attività edilizia nei limiti delle attività con codici ATECO ammessi dalla vigente disciplina nazionale (DPCM 10 aprile 2020).

2. È approvato il documento Allegato 1 al presente provvedimento per formarne parte integrante e sostanziale, recante le misure precauzionali obbligatorie per la sicurezza nei cantieri edili. Le indicate misure di sicurezza e precauzionali si applicano, altresì, agli esercenti ed operatori impegnati nelle attività di cui alla lettera a) del punto 1 della presente Ordinanza, per quanto compatibili in relazione alle attività da svolgere.

3. A parziale modifica dell’Ordinanza n.37 del 22 aprile 2020, dal 27 aprile 2020 e fino al 3 maggio 2020, sono consentite le attività e i servizi di ristorazione – fra cui pub, bar, gastronomie, ristoranti, pizzerie, gelaterie e pasticcerie- con la sola modalità di prenotazione telefonica ovvero on line e consegna a domicilio, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie nelle diverse fasi di produzione, confezionamento, trasporto e consegna dei cibi e salvo quanto previsto al successivo punto 4, con i seguenti orari:

3.1. quanto ai bar, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie, gastronomie, tavole calde e similari, dalle ore 7,00 e con possibilità di effettuare l’ultima corsa di consegna alle ore 14,00;

3.2. quanto ai ristoranti e pizzerie, dalle ore 16,00 e con possibilità di effettuare l’ultima corsa di consegna alle ore 23,00.
3.3 Negli orari di cui ai precedenti punti 3.1 e 3.2 non è computato il tempo necessario alle operazioni di pulizia e organizzazione dell’attività, anteriori e successive alla stessa, da svolgersi ad esercizio chiuso.

4. È fatto obbligo, agli esercenti ed operatori impegnati nelle attività di cui al precedente punto 3 e per gli utenti, di osservare le misure di sicurezza e precauzionali prescritte nel documento Allegato sub 2 al presente provvedimento per formarne parte integrante e sostanziale, che sostituisce l’Allegato A all’Ordinanza n.37 del 22 aprile 2020.

5. Per la durata di vigenza della presente ordinanza resta vietata la vendita al banco di prodotti di rosticceria e gastronomia da parte delle salumerie, panifici e altri negozi di generi alimentari. Resta consentita la vendita con consegna a domicilio dei prodotti opportunamente confezionati e con obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale di cui all’art.16 del decreto legge n.18/2020 da parte degli addetti alle consegne.

6. Con decorrenza dal 27 aprile 2020 e fino al 3 maggio 2020, fermo restando il divieto di svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto, è consentito svolgere individualmente attività motoria all’aperto, ove compatibile con l’uso obbligatorio della mascherina, in prossimità della propria abitazione, e comunque con obbligo di distanziamento di almeno due metri da ogni altra persona- salvo che si tratti di soggetti appartenenti allo stesso nucleo convivente- nelle seguenti fasce orarie: – ore 6,30-8,30; – ore 19,00-22,00.




Nas nelle Rsa a Salerno e Sarno Strutture regolari ma le verifiche proseguono

di Andrea Pellegrino

Controlli a tappeto anche nel salernitano all’interno delle residenze sanitarie assistenziali. Prime verifiche del Nas a due strutture di Salerno città e due di Sarno, le cui verifiche, fortunatamente, non hanno riscontrato problematiche. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni e interessano ogni angolo della Regione. C’è anche la procura della Repubblica di Salerno in campo per verificare possibili casi di cattiva gestione dell’emergenza sanitaria nelle case di riposo (Rsa) e negli ospedali. Indagini che sono affidate al nucleo antisofisticazione dei carabinieri di Salerno che da qualche giorno si è messo in movimento, partendo dalla città capoluogo. Tra venerdì e ieri, invece, occhi puntati su Sarno dove sono state controllate le due residenze sanitarie assistenziali. Nessun problema, nessuna anomalia, almeno allo stato. In tutti sono sei le procure della Campania che seguono attentamente la vicenda, dopo le disposizioni giunte dal ministero della Salute. Oltre a quella di Salerno, in campo ci sono le procure di Napoli, Napoli Nord, Benevento, Avellino, Nola e Torre Annunziata. Casi da approfondire nel napoletano: il Nas dei carabinieri ha tra le mani almeno dieci informative solo tra Napoli e provincia. Una riguarda la residenza per anziani del quartiere di Fuorigrotta, Casa di mela, dove più di 20 ospiti sono stati contagiati e almeno tre sono morti e per questo il procuratore aggiunto Simona Di Monte, che coordina le indagini sulle colpe mediche, ha deciso di aprire un fascicolo conoscitivo. Fari puntati anche su una struttura nel quartiere Colli Aminei, Padre Annibale di Francia, dove sono risultati positivi 7 ospiti della struttura.




Medici non tutelati adeguatamente la Cisl pensa di rivolgersi agli avvocati

di Rosa Coppola

L’Asl Salerno non tutelerebbe adeguatamente i propri operatori sanitari impegnati nell’emergenza Covid: la Cisl medici della Campania decide di rivolgersi agli avvocati. Delega piena ai legali che segnaleranno la situazione agli ispettorati del lavoro territorialmente competenti, affinchè valutino i Percorsi adottati dall’Azienda e, ancora, diffideranno la Asl di via Nizza per sollecitare la immediata dotazione dei dispositivi di protezione individuale.

Qualora non vi fosse riscontro, entro tre giorni, il sindacato appare quanto mai deciso ad adire per vie legali trascinando la vicenda nelle sedi giudiziarie competenti.

La situazione è precipitata dopo che molti medici hanno manifestato, al proprio sindacato, una “generalizzata mancata adozione e diffusione di procedure precise che consentano di ottemperare agli obblighi di formazione e informazione”, si legge nella nota inviata all’Asl Salerno e ad altre Aziende campane. “Si ipotizza l’utilizzo di Dispositivi non idonei attraverso percorsi che non tutelano gli operatori quando, al contrario, DPI e percorsi dovrebbero essere accuratamente dettagliati nelle linee guida per l’emergenza Covid. Un caso tipico che viene sottolineato sarebbe l’utilizzo delle mascherine chirurgiche come DPI (in violazione del D.lgs. 81/2008) che, come noto, non le considera dispositivo di protezione individuale. Si aggiunge, inoltre, l’asserito problema delle tute protettive che dovrebbero recare il logo per il rischio biologico e invece sarebbero di tipo diverso”, continua il documento firmato dall’ufficio legale al quale la Cisl si è affidata che conclude: “L’amara conseguenza di quanto riportato dal Sindacato è il continuo ammalarsi di medici ed infermieri”.

“Chiediamo semplicemente il rispetto del percorso normativo tracciato dal Ministero”, chiosa Attilio Maurano, segretario regionale della Cisl.

La nota della Cisl, contestualizzata alla Campania, fa seguito a quella, simile, presentata a livello nazionale e condivisa da più sigle sindacali. Nello specifico, la diffida è firmata da: Anaao Assomed – Cimo-Fesmed – Aaroi-Emac – Fassid (Aipac-Aupi-Simet-Sinafo-Snr) – Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn – Fvm Federazione Veterinari e Medici – Uil Fpl Coordinamento Nazionale delle Aree Contrattuali Medica, Veterinaria Sanitaria – Cisl Medici – Anpo-Ascoti-Fials Medici.

“E’ un gioco a rimpiattino, alla fine la colpa non sarà di nessuno”, spiega Vincenzo Stridacchio, medico anestesista, rappresentante aziendale dell’Aaroi e continua: “I dispositivi ci vengono consegnati con il contagocce dalle direzioni sanitarie. Dispositivi che invece si trovano nei Centri Covid e crediamo sia giusto. Ma il lavoratore va tutelato sempre, ovunque; questo è il senso della nostra diffida”. E come ne usciamo? “Non ne usciamo”, conclude Stridacchio.




L’Asl Salerno avvia lo screening in tutti gli ospedali. Ecco 500 kit

di Rosa Coppola

Test rapidi per contrastare il Coronavirus, l’Asl Salerno avvia lo screening in tutti gli ospedali. 500 kit, per iniziare, sono stati distribuiti in ogni singolo presidio nosocomiale e saranno eseguiti prioritariamente per gli operatori sanitari maggiormente esposti. Quelli in prima linea. Ieri a Nocera Inferiore, nell’Umberto I, sono stati consegnati circa 100 test ai
quali si sono sottoposti tutti quegli operatori che, a vario titolo e ruolo, hanno lavorato nella sala operatoria del terzo piano, chirurghi, urologi, anestesisti, ortopedici.

Per iniziare. Loro sono stati primi perchè un collega chirurgo è risultato, due giorni fa, positivo al Covid. Lo stesso reparto di Chirurgia d’urgenza è stato sanificato; stesso copione per gli spazi interdivisionali.
Ma cosa sono questi test? Si ratta di esami del sangue che identificano la presenza i anticorpi al virus e,
quindi, se il contagio è già avvenuto con la conseguente immunizzazione. Se l’esito fosse positivo, la per-
sona dovrebbe poi eseguire anche il tampone che dà maggiori garanzie. Test, dicevamo, in tutto gli ospedali anche a Scafati,
all’interno dell’ospedale “Mauro Scarlato” individuato come Centro Covid. Ma non ancora decollato. Ultimato il trasferimento del reparto nocerino di Malattie infettive, si attende ora la conclusione dei lavori nel Pronto soccorso che fungerà da pre triage. Ancora, si attendono i monitor e i ventilatori per il reparto di lungdegenza e l’ok definitivo per la seconda, nuova, terapia intensiva. Il cronoprogramma annunciato dal comunicato ufficiale della Asl Salerno sta registrando delle sbavature; per lunedì, con ogni probabilità, tutto potrebbe essere pronto.

 




Intervista ai “Casa Surace”: «La nostra comicità ai tempi della quarantena»

di Giovanna Naddeo

Non sarà la seconda pandemia del secolo a fermare le gags dei ragazzi di “Casa Surace”, baldi giovani campani che “escono video” (come recita il sito internet) da oltre cinque anni attivi sul web con l’eterno racconto del campanilismo tra nord e sud Italia. Il Coronavirus ha toccato anche loro, spaccando il gruppo tra Napoli e Sala Consilina, uno dei cinque comuni in stretta quarantena (insieme a Polla, Atena Lucana, Caggiano e, da ieri, Auletta), così come disposto dall’ordinanza regionale dello scorso 15 marzo. Ma la macchina del divertimento non può fermarsi, a maggior ragione in queste giornate dal ritmo più lento, durante le quali si sperimentano ricette e si naviga alla ricerca di nuovi contenuti e nuovi video. Daniele Pugliese e Alessio Strazzullo, volti storici del team, avvertono una grande responsabilità nella loro strategia di comunicazione: quella di dover mixare positività e leggerezza, allegria e consapevolezza, mentre lì fuori medici e infermieri sono in prima linea nella lotta al «nemico invisibile».

Anche i “Casa Surace” in quarantena forzata, divisi tra Napoli e Sala Consilina.

Daniele: «C’è voluto del tempo ma adesso tutti hanno capito che con il Coronavirus non si scherza. Qui nel Vallo di Diano la gente ha molta paura, ragion per cui si sta attendendo con gran scrupolo alle indicazioni delle autorità. Dal canto nostro, stiamo portando avanti una linea comunicativa sui nostri canali social che promuova il rispetto delle regole».

Alessio: «È difficile fornire un quadro unitario della situazione napoletana. Io abito in zona centro storico, nei pressi dell’Arenella, e non sono stato spettatore di assembramenti o di corsa ai supermercati. I cittadini hanno compreso l’importanza del rispetto delle misure restrittive introdotte per contenere il proliferare del virus».

Come si lavora a uno sketch in modalità smart working?

Daniele: «Utilizziamo i canali di videoconferenze come Skype, scambiandoci idee per contenuti e format. In questo momento avvertiamo una grande responsabilità nel dover comunicare elementi positivi, in cui tutti possano rispecchiarsi in questi giorni di quarantena domiciliare. Una comunicazione divertente sì, ma anche consapevole e corretta»

Alessio: «Ci sentiamo come una grande famiglia separata. Ogni momento è buono per riunirci, chiamarci, scambiare messaggi, condividere idee improvvise. Siamo distanti, ma non per questo meno vicini».

 

Tutti a casa, ed ecco che la gente ha riscoperto il piacere di cucinare. Una sorta di rivincita per voi, da sempre amanti della buona tavola.

Daniele: «Direi proprio di sì. In passato siamo stati criticati per l’ampio spazio dedicato al cibo. Ora, ecco la corsa al fai da te. Io stesso mi lanciato nello sperimentare la ricetta del “criscito”. Speriamo venga bene!»

Alessio: «Finalmente si ha più tempo da trascorrere in famiglia, finalmente ci si può dedicare a rafforzare il rapporto tra genitori e figli, sperimentando nuove ricette in cucina, mangiando a tavola tutti insieme».

Come è cambiata la comunicazione in piena pandemia e qual è il ruolo attualmente occupato dai social network?

Daniele: «Un ruolo fondamentale, direi. Grazie ai social è possibile comunicare con il mondo esterno. Penso a chi abita da solo, lontano dai propri affetti: ecco che i social rappresentano un valido strumento di informazione, intrattenimento».

Alessio: «Per noi uno stimolo a fare in più, a fare meglio, sempre con il sorriso. Grazie ai social abbiamo l’illusione di combattere tutti insieme contro questo nemico invisibile che, in un modo o nell’altro, ha sconvolto la nostra quotidianità. Ma torneremo in strada, torneremo al lavoro, torneremo a ridere, più forti di prima. Non ci sconfortiamo, in questi momenti, in tutto il mondo, siamo un’unica famiglia».