Ancora grave il medico che si è schiantato al suolo

di Erika Noschese

Restano gravi ma stazionarie le condizioni di Vincenzo Biondi, il medico beneventano di 66 anni che nel primo  pomeriggio di sabato si è schiantato al suolo dopo il volo dal paracadute. Con lui anche una donna di 52 anni, anch’essa esperta di paracadutismo, originaria di Capaccio Scalo che ha riportato una frattura ad una gamba e diverse escoriazioni. La donna è stata curata presso l’ospedale Ruggi d’Aragona, da dove è stata dimessa in poche ore, dopo tutti gli accertamenti del caso. A causare l’incidente, verosimilmente, il forte vento che avrebbe por- tato i due esperti paracadutisti fuori dall’area di atterraggio. Biondi e la paracadutista, avrebbero azzardato una manovra nel tentativo di riavvicinarsi ma qualcosa è andato storto. Il medico 66enne è ricoverato presso il nosocomio locale, in rianimazione. Intanto, proseguono le indagini da parte dei Carabinieri della Compagnia di Battipaglia per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente ma prende sempre più piede l’ipotesi che i due esperti nel tentativo di riavvicinarsi, avrebbero effettuato qualche manovra non deltutto appropriata, aggravata poi dal forte vento. Intanto, i paracaduti e tutta l’attrezzatura utilizzata per il lancio è stato sottoposta a sequestro, per eventuali accertamenti ulteriori pur avendo escluso, fin dal primo momento, un malfunzionamento agli attrezzi utilizzati dai due esperti durante il lancio. Intanto, nel primo pomeriggio di ieri il medico di Benevento è stato sottoposto ad una nuova tac per verificare le reali condizioni di salute che restano gravi. Il paracadutista infatti non è ancora stato dichiarato fuori pericolo ed è costantemente controllato dai medici del reparto di rianimazione dell’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona.




35enne muore in ospedale, la famiglia denuncia

di Redazione Cronache

Ennesimo caso sanitario in mano alla magistratura. Ad essere coinvolto, questa volta, è l’ospedale “San Giuseppe Moscati” di Avellino: la Procura ha infatti aperto un fascicolo sulla morte di un 35enne, avvenuta nel tardo pomeriggio di venerdì presso il nosocomio avellinese di cui – così come riferito dai familiari dell’uomo – non si conoscono i dettagli che hanno portato al tragico epilogo. Il giovane, originario di Mugnano del Cardinale, era infatti da tempo costretto a sottoporsi ciclicamente a una serie di controlli di routine in seguito a un incidente stradale che lo aveva costretto alla sedia a rotelle poiché affetto da tetraparesi spastica, conseguenza del tragico avvenimento. Le sue condizioni, nel corso dei consueti controlli di routine, si sono improvvisamente aggravate nella tarda mattinata di venerdì: dal reparto di neurochirurgia, infatti,
l’uomo è stato trasferito in rianimazione: da lì poi nessuna notizia fino alle 18:45, orario in cui sarebbe avvenuto ufficialmente il decesso. I familiari, incapaci di comprendere le motivazioni del dramma, hanno deciso di sporgere denuncia contro l’ospedale “Moscati”: la magistratura ha dunque disposto il sequestro della salma, per consentire lo svolgimento dell’autopsia e chiarire le dinamiche dell’improvviso aggravarsi della situazione sanitaria fino al decesso effettivo. Intanto la direzione del “Moscati”, per chiarire le modalità operative seguite dal personale medico e paramedico presente nei reparti che hanno avuto in cura il paziente fino al momento del decesso nei vari reparti coinvolti, ha richiesto a tutti una dettagliata relazione.




Stufa difettosa, quattro intossicati

di Redazione Regionale

Sono salve e fuori pericolo di vita le quattro persone, tra cui tre bambini, rimaste intossicate dalle esalazioni di monossido di carbonio dovute al malfunzionamento di una stufa. Il fatto è accaduto ad Ariano Irpino, in provincia di Avellino, all’interno di un’abitazione sutuata in contrada Ficucelle: le vittime, una donna di 35 anni e tre bambini aventi rispettivamente 9, 14 e 16 anni, per contrastare il forte freddo di questi giorni, avevano preferito lasciare accesa una stufa per provare a riscaldarsi in modo consono. Quasi all’alba, successivamente, ossia intorno alle 5 del mattino della scorsa notte, uno dei familiari che dormiva invece nell’altra stanza è riuscito ad intervenire provvidenzialmente, evitando il peggio, lanciando subito dopo l’allarme e – di fatto, – evitando che il peggio potesse accadere.
L’intera famiglia è attualmente ricoverata presso l’ospedale di Ariano Irpino: si è preferito tenere sott’osservazione tutti i malcapitati del caso, con particolare attenzione alla bimba di 9 anni che è – per ovvie ragioni – ricoverata nel reparto di Pediatria del nosocomio locale. Per loro, nonostante le esalazioni di monossido di carbonio durante la notte, sono già giunte le rassicurazioni del personale medico intervenuto: nessuno dei quattro è in pericolo di vita, scongiurando dunque ipotesi assai peggiori per un episodio sicuramente particolare che continua a porre alta l’attenzione sul fenomeno delle gelate improvvise che – anche in realtà già “abituate” come quella irpina – hanno inevitabili ripercussioni che possono degenerare in episodi ben più gravi di quello raccontato su queste colonne.




Il Comune precipita in dissesto finanziario

di Redazione Cronache

La Giunta del Comune di Avellino approva la proposta di delibera di dichiarazione di dissesto finanziario. Lo comunica il sindaco Vincenzo Ciampi, l’unico primo cittadino del Movimento 5 Stelle in Campania. “Dopo un esame approfondito del rendiconto, esercizio finanziario 2017 redatto dal commissario ad acta, delle relazioni di Mef e collegio dei revisori dei Conti e della documentazione contabile agli atti – spiega Ciampi abbiamo avuto un quadro completo e attendibile della reale situazione finanziaria del Comune di Avellino. Da tutto cio’, e’ emersa in maniera inequivocabile una situazione di squilibrio strutturale dell’Ente. Per questo motivo, abbiamo ritenuto di dichiarare il dissesto finanziario in
base all’articolo 244 del Tuel”. L’obiettivo del Movimento 5 Stelle “e’ di non aggravare ulteriormente la situazione -precisa il sindaco- a svantaggio in primis degli avellinesi per ulteriori 15 anni, il tempo necessario, con un eventuale pre-dissesto, per mettere a posto i conti”. Il dissesto sarebbe, per la giunta a guida M5S, “l’unica strada percorribile. Stiamo facendo il nostro dovere fino in fondo: in 3 mesi – ricorda Ciampi siamo riusciti a tirare fuori tutti gli elementi utili a valutare la situazione. È bene ricordare che soltanto oggi, con la nostra operazione verita’, si comincia a mettere nero su bianco il fatto che ci sono problemi di natura strutturale per il Comune di Avellino relativi al bilancio”.