Pugliano, Di Giorgio: apertura con Tommasetti, Vuolo e Cantalamessa

di Marcello D’ambrosio

Domenica prossima a Montecorvino Pugliano il coordinatore regionale e deputato della Lega Gianluca Cantalamessa e i candidati al Parlamento Europeo Lucia Vuolo e il rettore dell’università degli studi di Salerno Aurelio Tommasetti saranno presenti, in piazza Giorgio Almirante, all’apertura della campagna elettorale del candidato sindaco di Progetto Comune Domenico Di Giorgio, dirigente regionale del movimento di Salvini. «L’intero gruppo di Progetto Comune è stato rinnovato al novanta per cento con l’arrivo di giovani professionisti e profili qualitativamente elevati – afferma Di GiorgioL’ambizione è far ritornare grande questo territorio dopo i disastri che si sono realizzati nell’ultima consiliatura. Possiamo farcela, dobbiamo farcela». Di Giorgio anticipa anche che i consiglieri uscenti Giovanni Toriello e Silvana Nardiello saranno ricandidati, mentre daranno il loro sostegno dall’esterno gli uscenti Pierpaolo Martone e Stefano Ventriglia. Intanto giovedì prossimo per Progetto Comune anche l’inaugurazione della sede elettorale a Pugliano. Domenico Di Giorgio, che da tempo ha aderito alla Lega di Salvini, è già stato primo cittadino di Montecorvino Pugliano dal 2006 al 2016.




Il salernitano che ha soccorso Emilia David: «C’è l’ho messa tutta per salvarti»

di Pina Ferro

L’immediato intervento chirurgico le ha salvato la vita. Restano gravi le condizioni di Emilia David, la 38enne rumena, accoltellata al cuore lunedì sera dal suo ex amante. La donna è ancora ricoverata nella terapia intensiva dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. Nella tarda giornata di ieri la direzione attraverso un bollettino medico ha reso note le condizioni della paziente. “La donna era in midriasi e shock cardiogeno da emopericardio per ferita di arma bianca in regione parasternale sinistra. – si legge nel documento firmato dalla direzione medica di Presidio, Angelo GerbasioL’accesso in sala operatoria è stato immediato. Alla donna è stato ricucito non solo il pericardio ma anche il ventricolo destro lacerato dalla punta del coltello. Al momento la paziente è vigile, ben contattabile, in assenza di danni neurologici evidenti, il respiro spontaneo. Non si evidenziano ulteriori danni d’organo importanti, ad esclusione di una lieve sofferenza epatica e renale. Resta in prognosi riservata“. La donna è stata colpita da un fendente al petto sferrato da un 63enne infermiere di Pontecagnano, Giuseppe Ingenito, con il quale aveva avuto una relazione durata cinque anni. Era stata la donna a voler troncare la storia. L’uomo si trova ora in carcere a Fuorni con l’accusa di tentato omicidio. Questa mattina il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Salerno, Mariella Zambrano convaliderà l’arresto dell’uomo difeso da Nunzia Mirra. Sembra che l’infermiere non si sia reso conto di ciò che ha fatto. Accecato dalla gelosia avrebbe agito d’impeto. Il 63enne ha impugnato il coltello dopo aver visto la 38enne scambiarsi effusioni in auto con il suo attuale compagno che ha assistito alla scena ed è sotto shock. Ingenito, fermato dai carabinieri dopo l’aggressione, avrebbe successivamente confessato tutto. Sotto choc il nuovo compagno della 38enne che era con lei in auto al momento dell’accoltellamento, anche lui avrebbe confermato la dinamica di quanto accaduto. La testimonianza Il salernitano intervenuto in soccorso della donna accoltellata unitamente al carabiniere libero dal servizio ha raccontato l’accaduto attraverso un post pubblicato sul suo profilo Facebook e ripreso dal sito “notizie audaci”: “Mi trovavo li quando quel bastardo ti ha accoltellato, giuro ho messo in pericolo me stesso pur di soccorrerti il prima possibile, insieme ad un signore abbiamo abbattuto l’uomo che ti ha fatto del male e consegnato alle forze dell’ordine. Forse ti ho salvato la vita con il mio primo soccorso forse no. C’e l’ho messa tutta, per 13 minuti prima dell’arrivo dell’autoambulanza ho provato a bloccarti le ferite. Spero con tutto il mio cuore che tu possa sopravvivere”.




E’ morto il super boss Mario Fabbrocino. ‘O gravunaro fu grande nemico di Cutolo

Lo chiamavano il boss “dei due mondi”: è morto in ospedale, a Parma, Mario Fabbrocino, ritenuto tra i fondatori della ‘Nuova Famiglia’ e tra i nemici piu’ acerrimi di Raffaele Cutolo. Fabbrocino, malato da tempo, era detenuto in carcere ininterrottamente dal 14 agosto del 2005. Stava scontando diverse condanne tra le quali una all’ergastolo per il duplice omicidio di Salvatore Batti e di Roberto Cutolo, figlio del boss Raffaele Cutolo. Originario di San Giuseppe Vesuviano, Fabbrocino era conosciuto negli ambienti criminali col soprannome di “‘o gravunaro'” econsiderato erede naturale di Carmine Alfieri. È stato uno dei promotori della Nuova Famiglia, un’organizzazione camorristica nata alla fine degli anni settanta per contrastare la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. Temuto da tutti per la sua ferociae implacabilità, anche da Carmine Alfieri: «Tra me e Fabbrocino non c’è mai stata una vera alleanza, ma un rapporto di reciproco rispetto e di sostanziale non belligeranza. Il fattore che ci accomunava era l’odio per Raffaele Cutolo. …D’altra parte io ho sempre diffidato profondamente del Fabbrocino e sono stato sempre convinto che se egli avesse potuto, non avrebbee sitato ad uccidermi» (interrogatorio del 6 febbraio 1995). Proprietario di una macelleria a Pomigliano d’Arco negli anni Settanta, i soldi li fa col malaffare, agendo incontrastato col fratello Francesco a Pomigliano d’Arco e a San Gennaro Vesuviano, finché Cutolo non mette a fuoco e fiamme la Campania. Per difendere il suo territorio Fabbrocino si allea con altri clan, con cui fonda l’Onorata Fratellanza (per l’esattezza l’8 dicembre 1978, giorno dell’Immacolata), che poi diventerà la Nuova Famiglia. Il 7 ottobre 1980 suo fratello viene ucciso. Intorno al 1982 si distacca da Michele Zaza e, con i fratelli Russo di San Paolo Bel Sito e Salvatore D’Avino di Somma Vesuviana costituisce un clan autonomo che controlla un vasto territorio tra il nolano e il Vesuvio: San Gennaro Vesuviano e San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano e San Gennarello, Palma Campania e parte di Terzigno. Nel 1984 viene arrestato e il 22 settembre 1987, mentre era detenuto nel carcere di Bellizzi Irpino, gli furono concessi gli arresti domiciliari in clinica, per curarsi da dei problemi cardiaci, ma il 14 novembre scappa e inizia la sua latitanza durata circa 10anni. Il 3 settembre 1997 viene arrestato in un elegante appartamento a una trentina di chilometri da Buenos Aires e viene rinchiuso nella stessa cella che aveva da poco ospitato Diego Armando Maradona. Nel 2001 viene estradato. Nel luglio 2002 viene scarcerato per scadenza dei termini di custodia cautelare e sottoposto all’obbligo di firma. Quattro giorni dopo è di nuovo in carcere, rimanendoci fino ad agosto, con l’obbligo di firma presso la polizia giudiziaria. Divenuto irrintracciabile nel 2004, il 14 agosto 2005 viene incarcerato conl’accusa di duplice omicidio, condanna confermata nel 2006.




Superbike 2019: Alvaro Bautista nettamente favorito per la conquista del Mondiale

Il mondiale di Superbike 2019 è iniziato il weekend del 23 e 24 febbraio con la prima prova del calendario sul circuito di Phillip Island in Australia. A partire dal fine settimana di corse sul tracciato australiano è apparso subito chiaro come la posizione di dominio del campione in carica Jonathan Rea, vincitore delle ultime quattro edizioni del mondiale di Superbike (eguagliato il record del connazionale britannico Carl Fogarty, autentica leggenda di questa categoria) in sella alla sua Kawasaki ZX-10RR, possa in questa stagione essere messa in forte discussione dall’irruzione nel panorama della SBK di Alvaro Bautista, pilota spagnolo ingaggiato dal team Ducati Aruba.it Racing.

Il dominio di Bautista si evince anche guardando le quote superbike a disposizione su Eurobet.it: il successo del pilota spagnolo è quotato a 1,05 e viene dato praticamente per certo. La vittoria del quinto titolo da parte di Jonathan Rea, a questo punto molto difficile, è quotata a 8,00. Il britannico è l’unico pilota con una quota abbastanza vicina a Bautista, poi c’è una vera e propria spaccatura con Lowes e Van der Mark a 41,00 e 51,00. Irrisorie le speranze per il nostro connazionale Marco Melandri, quotato addirittura a 301,00.

Bautista, proveniente dalla MotoGP dove correva sempre su una Ducati appartenente al team clienti di Angel Nieto e vincitore di un mondiale nella vecchia classe 125 nel 2006, ha avuto un impatto devastante sul campionato di Superbike: nelle quattro tappe del mondiale sin qui disputate in Australia, Thailandia, Spagna e Paesi Basse, il pilota originario di Talavera de la Reina, ha trionfato in ben 11 gare su 11 (in Olanda a causa del maltempo la Superpole Race non si è disputata per consentire il recupero di Gara 1).

Lo strapotere del pilota spagnolo fino a questo momento sembra difficilmente contrastabile da qualsiasi altro centauro. Oltre alla bravura di Bautista, molti meriti appartengono alla Ducati che ha recentemente festeggiato il traguardo delle 350 vittorie in Superbike. La Ducati Panigale V4 R fino ad ora è la moto che ha destato la maggiore impressione aiutando Bautista a imporre la propria egemonia sul campionato di Superbike.

Non tutti però hanno preso sportivamente il dominio di Bautista e della Ducati: recentemente sia Jonathan Rea, sia la Kawasaki hanno rilasciato alcune dichiarazioni abbastanza pepate. “Devo complimentarmi con Alvaro, per ora non c’è rivalità. Dobbiamo accettarlo e aspettare piste più favorevoli per noi” ha detto al quotidiano spagnolo Marca. “In passato mi sono trovato io nella sua situazione, è ovvio che preferirei vincere ma per ora bisogna riconoscere che stanno facendo un gran lavoro. Certo se dominasse sempre lui con la sua moto sarebbe un disastro per la Superbike”.

Più dure le parole del team Kawasaki che ha definito la Ducati Panigale V4 R in tutto e per tutto una moto da MotoGP e non una moto stradale come dovrebbero essere le Superbike: “Il loro motore viene dal campionato di MotoGP, il loro intero pacchetto è da MotoGP, con gomme Pirelli”, ha dichiarato il progettista della verdona Ichiro Yoda che reputa ormai andata la stagione: “Raggiungere la Ducati in questa stagione sarà difficile. Anche se ci fosse concesso di utilizzare parti in concessione, saremmo comunque limitati, sarebbe impossibile raggiungere le loro prestazioni”.




Giffoni, faida per il pascolo: ucciso 60enne

di Pina Ferro

La spartizione dei terreni per il pascolo sarebbe alla base dell’omicidio che si è consumato, nella giornata di ieri, in località Fiorentino di Giffoni Sei Casali, zona collinare a ridosso con il territorio di Carbonara di Giffoni Valle Piana. A perdere la vita il pastore 60enne, Domenico Pennasilico, residente a Sieti di Giffoni Sei Casali. A seguito del decesso del pastore presso la stazione dei carabinieri di Giffoni Sei Casali si sono costituite due persone, si tratta di padre e figlio, anche essi allevatori di mucche, residenti nella cittadina del Festival per ragazzi. I due sono stati a lungo ascoltati dai militari e successivamente sono stati posti in stato di fermo. Per i due l’ipotesi di reato è quella di omicidio. La tragedia si è consumata nel primo pomeriggio di ieri. Pennasilico, in compagnia del figlio, stava pascolando il suo bestiame in località Fiorentini. E’ stato qui che si sono incontrati i quattro. Tra di loro vi erano già delle vecchie incomprensioni sempre legate al pascolo del bestiame ed in particolare alle zone di pascolo. Pare, che i quattro abbiano cominciato a discutere. I toni, forse, sono diventati accesi al punto che il figlio di Pennasilico pare si sia allontanato in quanto spaventato dall’atteggiamento dei due allevatori. Mentre si allontanava ha udito uno sparo che lo ha messo ulteriormente in allarme. Sarebbe stato a questo punto che il giovane ha contattato telefonicamente i familiari lanciando l’allarme: “Ci stanno sparando” avrebbe detto al suo interlocutore. Nel frattempo è ritornato indietro. Ma la tragedia si era già consumata. Il padre, colpito alla coscia dal proiettile aveva perso l’equilibrio e caduto in un burrone dove è stato poi rinvenuto cadavere. La morta sarebbe sopraggiunta per dissanguamento: il proiettile ha lacerato l’arteria femorale. Intanto, i due allevatori, autori del gesto, si sono allontanati, sono rientrati a Giffoni Valle Piana, dove più tardi si sono costituiti sapendo che sarebbero stati presto individuati. Il figlio della vittima quando ha lanciato l’allarme ha anche fatto i nomi di chi stava sparando contro di loro. Sul luogo della tragedia sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Battipaglia agli ordini del maggiore Vitoantonio Sisto, i vigili urbani, e i vigili del fuoco. I caschi rossi, intervenuti con un elicottero hanno impiegato diverse ore prima di riuscire a recuperare il corpo di Domenico Pennasilico. Solo in tarda serata si sono concluse le operazioni. Quasi sicuramente sulla salma sarà effettuato l’esame autoptico disposto dal magistrato informato dell’accaduto. La notizia del decesso del 60enne si è rapidamente diffusa nel comune di Giffoni Sei Casali dove l’uomo era molto conosciuto proprio per la sua attività di allevatore. Per quanto concerne l’attività di pascolo esistono dei regolamenti comunali che non sempre vengono rispettati o fatti rispettare da chi di dovere.




Europee, Addesso: «C’è bisogno di più Europa. Nostra politica interna ci indebolisce»

di Andrea Bignardi

Raffaello Addesso, battipagliese, è uno dei candidati salernitani nella lista di più Europa che concorrerà alle prossime elezioni del 26 maggio. Imprenditore nel settore della distribuzione all’ingrosso di prodotti elettronici, da oltre un decennio impegnato attivamente in politica nel mondo centrista e moderato, insieme al presidente del consiglio comunale di Pellezzano Alessandra Senatore e all’amalfitana Lucia Manciero tenterà la scalata al parlamento europeo. “Sfida la corrente” è il motto degli europeisti, che punteranno molto sul territorio salernitano – anche grazie all’alleanza stretta con il Psi guidato a livello nazionale da Enzo Maraio – considerando la nostra provincia un terreno di sfida chiave per l’approdo a Bruxelles. Raffaele, come mai ha deciso di metterci la faccia per la prossima missione elettorale di Più Europa? «Mi candido affinché possa dare un contributo a più Europa che possa consentire al partito di andare ben oltre la soglia del 4%. Il nostro obiettivo sarà quello di contrastare le forze populiste e sovraniste che si stanno contraddistinguendo per una pessima politica di governo oltre che per misure strutturali che contribuiscono esclusivamente a danneggiare l’economia. Credo che il parlamento europeo sia ad oggi l’unica struttura che può realmente dare una svolta alle politiche economiche del Sud dell’Europa e a questo paese in particolare affinché non vi sia esclusivamente una spinta assistenzialista ma che ponga le basi di un rinnovamento reale dell’Unione». Per rinnovare la Comunità Europea, quindi, non si può cedere alla tentazione di ridurre il peso specifico delle istituzioni comunitarie? «No, assolutamente. La soluzione non può e non deve essere quella di mirare a “meno” Europa. Non si possono sminuire le funzioni del parlamento europeo, della Commissione e di tutte le istituzioni che guidano la nostra comunità». L’avanzata delle forze euroscettiche – che sono tuttavia profondamente divise tra di loro – fa pensare a un Parlamento europeo senza una maggioranza ben definita. Cosa farà PiùEuropa affinché questo rischio possa essere scongiurato? «Sì, c’è la possibilità concreta che i popolari ed i socialisti insieme non riescano a conseguire una maggioranza per governare l’Europa. Servirà il contributo dell’Alde, alleanza dei liberali e democratici europei, che è il gruppo parlamentare cui aderisce il mio partito». Quali saranno le priorità che si porrà qualora dovesse essere eletto? «Innanzitutto sia a livello individuale che partitico mi porrò l’obiettivo di abolire il diritto di veto che blocca l’Europa da vent’anni, con la possibilità da parte di ogni singolo paese membro, di bloccare decisioni della Comunità per interessi meramente nazionali. Occorrerà poi rafforzare la squadra dei commissari europei riducendone il numero, in modo da rafforzare la governance europea». Quali sono le politiche di questo governo che ritiene inopportune? «Sicuramente la politica economica in deficit non rafforza la nostra posizione nazionale rispetto alla Comunità europea. Anche la politica migratoria è dannosa. Siamo i primi a voler difendere i confini, ma non lo si può fare con le modalità proposte dal ministro degli interni matteo Salvini. Non dobbiamo difendere i confini italiani, ma quelli europei di cui l’italia è protagonista». Secondo lei, i populismi avranno vita lunga? «Credo che queste forze politiche si stiano progressivamente sgonfiando: dopo i toni propagandistici sulla onestà e sull’economia non solo abbiamo visto un numero crescente di esponenti delle forze che ad oggi governano finiti sotto indagine ma inoltre non si sono viste misure che abbiano effettivamente comportato un miglioramento del benessere nel nostro paese. L’italia ha bisogno di un cambiamento reale e concreto: non si può più attendere».




Salerno, sferra fendente al cuore dell’ex amante

di Pina Ferro

Non si dava pace per quella relazione extra coniugale che la sua giovane amante non voleva più portare avanti.Ieri, quando poi l’ha vista con un altro uomo, non ha esitato ad impugnare un coltello da cucina e a colpirla al petto trapassandole il cuore. E’ accaduto intorno alle 18,40 in via Generale Clark a Salerno, nel tratto di strada compreso tra il Sea Garden ed il distributore di benzina. La donna, una 38enne rumena ora è ricoverata in terapia intensiva nel reparto di cardiochirurgia dell’ospedale “SanGiovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno dove è stata anche sottoposta ad intervento chirurgico. Il fendente le ha causato una lacerazione del ventricolo destro.In manette è finito Giuseppe Ingenito, 63 anni, residente a Pontecagnano già noto alle forze dell’ordine per stalking: nel 2014 aveva ricevuto un divieto di avvicinamento ad una donna italiana che era stata la sua amante. L’uomo è un dipendente dell’ospedale di via San Leonardo, dove lavora come infermiere. L’uomo per 5 lunghi anni anni ha avuto una relazione extraconiugale con la straniera, residente anche lei nel comune Picentino. Qualche tempo fa la ragazza, che lavora come cameriera, aveva deciso di troncare quel rapporto che non l’avrebbe portata da nessuna parte. Pian piano la 37enne stava ricostruendola sua vita sentimentale e da qualche tempo usciva con un nuovo compagno. Ma al 63enne, non stava bene. Non si era rassegnato a perdere la giovane amante e, probabilmente, aveva cominciato anche a seguirla. Nel tardo pomeriggio di ieri l’ha sorpresa in auto con l’altro. Non appena l’ha vista è stato accecato dalla gelosia, al punto da perdere la lucidità. Ha impugnato una lama e dopo essersi avvicinato alla vettura l’ha colpita al cuore. Ingenito è stato bloccato e disarmato da un carabiniere della tenenza di Melito di Napoli, libero dal lavoro, il quale ha poi chiesto l’intervento dei colleghi del nucleo operativo della compagnia di Salerno agli ordini del tenente Bartolo Taglietti. La donna soccorsa e immediatamente intubata è stata trasportata al pronto soccorso del Ruggi dove i medici dell’equipe del primario di cardiochirurgia Iesu, composta da Mastrogiovanni Triggiani e Leone l’hanno sottoposta ad un delicato intervento chirurgico. Al momento la prognosi è riservata, nelle prossime ore bisognerà valutare eventuali danni neurologici. L’uomo dopo le formalità di rito è stato associato al carcere di Fuorni come disposto dal magistrato di turno Roberto Penna. L’accusa è di tentato omicidio.




Torrente Fusandola, tre deviazioni e nessun ok. «Rischioso, si deve fermare tutto»

di Andrea Pellegrino

Tre versioni di deviazione del torrente Fusandola e nessuna delle tre autorizzate completamente. Emergono ulteriori dettagli dalla nuova inchiesta che conta dodici indagati per la deviazione del Fusandola per la realizzazione del progetto di riqualificazione di Santa Teresa. Agli atti c’è una relazione di un Ctu della Procura della Repubblica che ha analizzato nel dettaglio tutti gli aspetti tecnici alla base, poi, delle accuse mosse dal pm Rinaldi. Emerge uno «stato confusionale» degli uffici comunali che hanno inviato ben tre diverse versioni del progetto definitivo, nessuna delle quali all’epoca dei fatti approvata. Al Genio Civile, infatti, arrivano tre versioni: la prima è del giugno 2008; la seconda dell’agosto dello stesso anno e la terza dell’ottobre, sempre del 2008. Tutte disegnano il nuovo tracciato del torrente Fusandola la cui deviazione definitiva, così come emerge dall’inchiesta, oltre a non rispettare norme ambientali, potrebbe provocare rischi. Tra l’altro è lo stesso torrente che nell’ottobre 1954 fu triste protagonista di una alluvione che generò morte e distruzione. «Si blocchi tutto», l’appello del comitato No Crescent e di Italia Nostra che da giorni studiano le carte della nuova inchiesta che tocca l’area di Santa Teresa. Un appello che arriva fino dal governo con la richiesta di intervento del Ministero dell’Ambiente. Intanto l’8 maggio si torna in aula con la nuova udienza del processo sulla variante ai lavori di Piazza della Libertà. Procedimento che vede tra gli imputati l’ex sindaco ed attuale governatore della Campania Vincenzo De Luca. Ma c’è anche un ulteriore contenzioso al Tar Salerno, dove s’attende la sentenza sul ricorso – presentato sempre da Italia Nostra e No Crescent – sul nuovo Pua di Santa Teresa, ossia quello che ha acquisito il nuovo parere della Soprintendenza (firmato all’epoca da Gennaro Miccio) che portò al taglio degli edifici pubblici (Torri, tra cui la nuova sede dell’autorità portuale e all’edificio trapezio), oltre all’abbassamento di qualche centimetro dell’altezza della mezza luna di Bofill.




Provincia di Salerno, Parkinson:il farmaco non è reperibile

di Marcello D’ambrosio

Per le persone affette dal morbo di Parkinson è di vitale importanza assumerlo. Ma da qualche tempo i salernitani e non solo, non riescono più a reperirlo nelle farmacie. Si tratta del “Sinemet”. Per i pazient iil problema è reso ancor più gravoso dalla mancanza di un farmaco equivalente a base di Levodopa/Carbidopa a rilascio immediato. Innumerevoli i disagi. Il presidente dell’ordine dei medici Giovanni D’Angelo cerca di rassicurare quanti temono di non avere più a disposizione il medicinale. «Questo farmaco non è sospeso,quindi non è stato ritirato dal commercio ma ci sono problemi al livello della distribuzione. Potrebbe essere mancante, oggi, per uno di quei fenomeni nella distribuzione del farmaco legati al prezzo dello stesso. Questo perché sono prodotti a prezzi più bassi da altri stati, la Slovenia ad esempio o la Danimarca, per dirne una. Questi spostamenti fanno sì che vengano a mancare nel nostro armamentario terapeutico e in genere, purtroppo, il paziente deve addirittura fare una ricerca e poi trovarlo lì dove viene prodotto a prezzo più basso. Oramai c’è il libero mercato mentre prima c’era un controllo maggiore nella circolazione del farmaco.Tutto questo crea dei flussi anomali da una parte o dall’altra.Il prezzo del farmaco non è unico in tutta Europa e nei paesi extracomunitari e quindi il paziente cerca di procurarselo al prezzo più basso. Io sono del parere che la cosa migliore sarebbe stata un controllo centralizzato». Dato lo stato di emergenza sul territorio nazionale legato all’irreperibilità del farmaco Sinemet, le Associazioni pazienti con Malattia di Parkinson, la società scientifica che si occupa di Malattia di Parkinson e dei rapporti con le Associazioni pazienti Parkinson, hanno inviato una lettera ad Aifa (Agenzia italiana del farmaco) per segnalare il disagio. E’ stato verificatoche il blocco della produzion e e’ stato comunicato anche ad altri paesi, come il Regno Unito dove tuttavia sia il Sinemet che il generico ( CoCareldopa, Levodopa-Carbidopa) non hanno subito la stessa problematica nella reperibilità come in Italia. Parkinson Italia, il Comitato Italiano Associazioni Parkinson, l’Accademia Limpe-Dismove la Fondazione Limpe per il Parkinson, nel rispetto dei diritti dei pazienti, chiedono ad Aifa di fare chiarezza con l’azienda produttrice del farmaco ed avere notizie certe sulla data di approvvigionamento del Sinemet in Italia.Intanto, i numerosi salernitani affetti dal Parkinson sperano che l’importante medicinale possa tornare prestissimo nelle loro farmacie di fiducia.




Una Campagna di affissione senza precedenti a Salerno

L’apertura di un nuovo franchising è uno di quegli eventi che merita una strategica pianificazione comunicativa di grandissimo impatto sul pubblico.

In occasione della Nuova Apertura del Fast Food Venezuelano, Vamoss, l’Agenzia Creatiwa Studio ha ideato una coinvolgente e dinamica campagna di comunicazione.

Partendo dalla condivisione di un messaggio di leggerezza, allegria ed unione è stato scelto un gesto preciso, facilmente riconoscibile dai ragazzi e dai più giovani: il gesto della Shaka.

La Shaka nasce nella sub cultura dei surfisti hawaiani, si tratta di un gesto amichevole che consiste nell’estensione del pollice e del mignolo tenendo le tre dita medie della mano chiuso verso il palmo e gesticolando in segno di saluto con la parte anteriore o posteriore della mano; la mano può essere ruotata in avanti e all’indietro per aumentare l’enfasi del gesto.

Il segno dello Shaka si è poi diffuso in tutto il mondo.

In Europa è stato portato alla popolarità dai goleador latino-americani, che dopo aver segnato una Rete hanno esultato correndo per il campo da calcio facendo il gesto della Shaka.

L’Inaugurazione del punto vendita, è prevista Giovedì 25 Aprile alle ore 18:00.

Qui il sito web www.vamoss.it