Lombardi: “Senza aiuti veri si profila un autunno caldo”

“Nessun sostegno vero al comparto dell’edilizia; nessun serio programma di investimento infrastrutturale. Le piccole e medie imprese del settore edile sono in enormi difficoltà. Urgono azioni vere di sostegno al settore: ristori concreti dalle perdite subite, e non spinte all’indebitamento. In mancanza, per il comparto si profila un “autunno caldo” con pesanti ripercussioni anche sociali ed occupazionali”. A lanciare l’allarme è il presidente nazionale di FederCepi Costruzioni, Antonio Lombardi, che stigmatizza l’efficacia degli interventi fin qui adottati, a livello nazionale e regionale, per le aziende del settore. “L’unica nota parzialmente positiva – commenta Lombardi – è l’adozione del Bonus Ristrutturazioni al 110%: ma è una opportunità che si sta già scontrando con due gravissime problematiche: un quadro normativo ancora troppo confusionario e complicato; e la mancanza di liquidità che spinge le famiglie a rinviare o addirittura a non prendere minimamente in considerazione questa tipologia di interventi”. Con questi due freni, insomma, anche il Bonus Ristrutturazioni rischia di avere impatti sul comparto assolutamente marginali. Ma il grosso delle critiche del presidente di FederCepi Costruzioni riguarda le varie forme di ristoro adottate per fronteggiare l’emergenza-Covid. “Da ormai lunghi mesi – dice Lombardi – ragioniamo di decreti anticrisi specifici, adottati con cadenza mensile, qualificati fantasiosamente per quello che ancora non sono e non perseguono incisivamente. Le piccole imprese faticano ancora a vedere aiuti veri e concreti”. FederCepi Costruzioni evidenzia che “tranne sospensioni e differimenti delle scadenze tributarie, i vari decreti hanno nella sostanza previsto soltanto soltanto incentivi all’indebitamento. Il cosidetto “Fondo perduto” che può essere richiesto fino al prossimo 13 agosto, taglia fuori la stragrande maggioranza delle aziende e, per chi vi accede, il ristoro non è affatto compensativo dei danni subiti. Così il settore non è nelle condizioni di avviare ripartenze vere”. Il presidente Lombardi stigmatizza in particolare le decisioni del Governo. “L’Europa – dice Lombardi – che pure così spesso abbiamo accusato in passato, spesso a sproposito, ha creato i migliori contesti, per tutti gli stati membri, per intervenire con tempismo ed efficacia. Solo a titolo esemplificativo: il 19 marzo la Commissione europea ha adottato la Comunicazione COM (2020) 1863 sul cosiddetto Temporary Framework, che consente agli Stati membri di adottare misure di aiuto all’economia, in deroga alla disciplina ordinaria sugli aiuti di Stato. La Comunicazione prevede espressamente che queste misure debbano “compensare i danni causati direttamente dalla pandemia di Covid-19, come ad esempio, quelli causati dalle misure di quarantena che impediscono al beneficiario di esercitare la sua attività economica”. Nello specifico, inoltre, il Temporary Framework prevede (comunicazione del 19 marzo 2020) l’ammissibilità degli aiuti finalizzati a garantire la liquidità e l’accesso ai finanziamenti per le imprese: gli Stati membri sono stati, tra l’altro, autorizzati a concedere, fino al valore nominale di 800 mila euro per impresa, prestiti a tasso zero, garanzie su prestiti che coprono il 100% del rischio o fornire capitale. Intervento peraltro cumulabile con gli aiuti “de minimis” (portandosi dunque l’entità dell’aiuto per impresa a un milione di euro) e con altre misure consentite in via straordinaria dal Temporary Framework. Il 29 giugno 2020 la Commissione ha adottato una modifica del TF (Comunicazione C(2020) 4509) con la quale ha esteso il campo di applicazione del quadro temporaneo al sostegno pubblico a tutte le microimprese e piccole imprese (con meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo totale e/o bilancio annuo totale inferiori a 10 milioni di euro), anche se il 31 dicembre 2019 erano già in difficoltà finanziarie. “In un contesto di operatività sostanzialmente ed inusualmente favorevole – conclude il presidente di FederCepi Costruzioni – il nostro Governo ha adottato le misure più soft e meno impattanti, pur nella consapevolezza delle gravi difficoltà in cui già versavano ed ancora versano le nostre aziende. Senza un aiuto vero e immediato – conclude Lombardi – non si può che temere un autunno caldo per il settore, con migliaia di imprendori costretti a chiudere i battenti, e lavoratori licenziati non appena verranno meno CIG e vincoli ai licenziamenti”.




De Luca striglia il Governo: “Riesplode il contagio”

“Rivolgo al Governo una richiesta precisa: si organizzi ad horas un piano specifico di controlli capillari che mobiliti in maniera massiccia e quotidiana tutte le forze dell’ordine, per garantire il rispetto delle norme anti Covid”. Parte dinuovo all’attacco il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, dopo che nelle ultime settimane proprio nel suo territorio si sono verificati un aumento di casi di coronavirus. Aumento che l’ha portato ieri a disporre una mini zona rossa nel Napoletano. “E’ impensabile che si possa gestire con efficacia questa fase transitoria senza questi interventi. L’assenza di un tale piano, unito a comportamenti irresponsabili di singoli cittadini e operatori, è destinato a produrre una nuova esplosione del contagio”, ha aggiunto. Dunque una richiesta precisa, un intervento massiccio di forze dell’ordine che controllino il territorio al fine di far diffondere ancor di più il virus. “Ho detto ripetutamente e ripeto: in queste condizioni c’è il rischio di non arrivare neanche a settembre, con il nuovo anno scolastico alle porte”. Per il governatore De Luca se non si aggisce con velocità la situazione può solo che peggiorare ecco perchè ha aggiunto che… “E’ indispensabile avere il massimo rigore e assumere decisioni immediate per spegnere da subito ogni focolaio di contagio. Occorre chiamare a rispondere anche sul piano penale quegli operatori che subordinano la vita delle persone ai propri affari, ignorando le regole di sicurezza”, sottolinea il governatore della Campania. “Registriamo intanto due fenomeni gravi: l’abbassamento forte dell’età dei contagiati; e il dilagare di contagi importati da altri Paesi, anche da parte di nostri connazionali”, aggiunge. Ora si attende la risposta del Governo alle richieste di De Luca, che comunque è pronto a dichiarare altre mini zone rosse in Campania se si dovessero verificare nuovi focolai.




Con “eCampus” per la realizzazione della classe dirigente

Salerno Formazione ed eCampus insieme per la realizzazione della classe dirigente, e non solo, del futuro. Un passo importante, per quella che è una novità sul territorio salernitano, nonostante il binomio già esistesse, soprattutto sul fronte commerciale. «Abbiamo stipulato di recente un’importante convenzione con eCampus, l’università telematica. – afferma Pierpaolo Pellegrino – Salerno Formazione diventa polo di studio eCampus per la provincia di Salerno. Non ci occuperemo soltanto delle attività commerciali ma anche di tutoraggio per i corsi degli studenti». Nel dettaglio si tratta di cinque Facoltà universitarie: Giurisprudenza, Economia e Commercio; Ingegneria, Filosofia e Lettere. Un passo importante, dunque, che non sarà certo il solo, con lo stesso Pellegrino ad annunciare un’altra novità. «Nella convenzione stipulata c’è anche la possibilità per gli studenti di poter sostenere in sede gli esami. – riprende Pellegrino – Oltre alla possibilità di perfezionamento del corpo docente e in modo particolare il Corso 24 CFU (Crediti Formativi Università) utili per l’insegnamento». Una convenzione, stipulata lo scorso 5 agosto, che va a chiudere il cerchio di un periodo di straordinaria crescita per Salerno Formazione che ha ricevuto di nuovo a distanza di dodici mesi un premio di eccellenza. A conferma della bontà della metodica di didattica che mette in campo Salerno Formazione. Unica realtà nel Meridione, Salerno Formazione, società operante nel settore della didattica, della formazione professionale e certificata secondo la normativa UNI EN ISO 9001:2008 settore EA 37 per la progettazione ed erogazione di servizi formativi in ambito professionale è stata insignita per il secondo anno consecutivo del prestigioso riconoscimento “CUM LAUDE”, un vero e proprio premio erogato da Emagister che contrassegna i migliori centri di formazione e università su tutto il territorio nazionale. «Occupiamo tutta la filiera, dal semplice doposcuola fino ad arrivare all’alta formazione vera e propria anche a livello nazionale. – afferma il direttore didattico Pierpaolo Pellegrino –Siamo stati fra i primi ad adottare la didattica generale dell’insegnamento online secondo la metodologia del fad-online. I nostri corsisti hanno la possibilità di ascoltare la lezione con calma, previo scaricamento della registrazione». Il progetto di Emagister è nato in Spagna, ma da qualche anno ha allargato il raggio d’azione anche ad altri Paesi europei, tra cui l’Italia. L’obiettivo è di fornire una panoramica dei centri di formazione maggiormente qualificati ai futuri studenti, premiandoli con il marchio “cum laude”. Che si basa, infatti, anche sulle opinioni degli alunni, vere e proprie cartine tornasole del livello della formazione.




Grimaldi: “Snellire i procedimenti burocratici”

Carattere schivo ma deciso. Pratico e vecchio stampo, di quelli capaci di sporcarsi le mani con la calce per seguire direttamente sui cantieri i lavori. Un imprenditore edile di vecchio stampo Angelo Grimaldi, presidente Unaco, che al passo con i tempi non dimentica quelle che sono le peculiarità di un settore che vive una profonda crisi già da qualche anno. Un settore che, però, potrebbe avere un’impennata a breve, per quella che potrebbe essere una nuova primavera per l’intero comparto. «Di là dei rapporti dell’Istat che afferma che nel quadro economico globale italiano il 40% totale delle imprese sono a rischio di chiusura, qualcosa potrebbe muoversi nel nostro settore. – afferma il presidente Grimaldi nonché socio di FederCom Tur – Ci potrebbero essere ben 14 miliardi di lavori sul fronte edile che potrebbe mettere in moto decisamente tutto il comparto e dare un impulso concreto all’economia non solo locale ma addirittura nazionale». Una notizia positiva, che molti stanno attendendo e che possa essere attuabile. Prevista dal decreto poi convertito in legge lo scorso 18 Luglio, si punterà decisamente su quelli che sono i crediti fiscali per potenziare gli immobili privati. «Attendiamo le disposizioni delle linee guida, comprese quelle dell’Agenzia delle Entrate. – riprende Grimaldi – Un passo avanti che è stato già fatto in tempi sospetti per alcune zone del nostro Paese interessato in particolare da eventi naturali come il sisma per la ricostruzione. Questa volta sarà a livello nazionale. Ci sarà un movimento di crediti fiscali di circa 14 miliardi di euro che saranno utilizzati per efficientare gli immobili dei privati in Italia. Ritengo che questa misura, se dovesse essere messa a regime ordinario si potrebbe avviare a quello che un processo di autoalimenterebbe delle stesse aziende. Perché così facendo le stesse imprese fatturerebbero di più con conseguenti maggiori imposte con ricadute benefiche sul Pil. Pensi che tutto questo potrebbe muovere qualcosa come 50- 60 miliardi tra l’edilizia e l’indotto generando appunto quelle imposte che per lo stato sarebbe una vera e propria manna dal cielo con conseguenze benefiche sulla stessa economia nazionale». Tutto ruota, dunque, su Ecobonus, Sismabonus e Superbonus sull’efficientamento energetico degli immobili. «Ma tutto è possibile anche con un necessario snellimento dei procedimenti burocratici. – puntualizza – Senza, sarebbe ancora difficile lavorare». Nel frattempo, qualcosa è cambiato su un punto che l’ha visto in prima linea sulla famigerata circolare Inail che riversava sugli imprenditori anche le responsabilità penali di eventuali contagi. «Hanno tranquillizzato le aziende apportando delle piccole modifiche. – afferma – Hanno riconosciuto, anche se non in modo eclatante di aver commesso un piccolo errore, modificando con piccoli accorgimenti la circolare. Se vogliamo, un risultato ottenuto da noi di Unaco, che tra i primi, avevamo sollevato seri dubbi sull’efficienza della circolare».




La festa per gli 80 anni di Rocco Olivieri “La mia casa è un museo granata”

Quando si parla di Salernitana non si può non pensare a Tifosi (con la T maiuscola) del calibro di Rocco Olivieri, uno di quelli con il sangue color granata, un sostenitore di Sua Maestà da decenni, una persona per la quale la maglia è l’unica cosa che conta. In onore dei suoi primi 80 anni, il Ccsc ha organizzato un evento, svoltosi ieri sera in uno dei luoghi simbolo della città: l’arenile di Santa Teresa. “Possiamo dire che sono circa 65 anni che tifo Salernitana – afferma un emozionato Olivieri – casa mia e tutta granata, persino i cuscini, ho creato una sorta di museo. Io vivo per la Salernitana, quando ne parlo mi vengono i brividi, e se vogliamo portarla ad un altro livello, dobbiamo essere tutti uniti”. Nonostante sia nato a Benevento, Rocco Olivieri è comunque un salernitano Doc ed è proprio nel cuore della città che la sua passione per il granata è nata e cresciuta: “Stavo sempre davanti al Vestuti, mi è sempre piaciuto “il pallone” ed infatti ho anche una scuola calcio, la “Nuova Salerno” (che ora si è fusa con la “Locubia”) e ho “cresciuto” giocatori come Grassadonia e Russo sul campo “De Gasperi”, essendone stato il custode per quasi 40 anni. Dopo essersi soffermato sui dolcissimi ricordi legati alla storica promozione in Serie A, il protagonista della serata, che ha anche ricevuto, telefonicamente, gli auguri da Delio Rossi, afferma: “Ora sto soffrendo sempre. Pensavo che questa festa sarebbe coincisa con i playoff, ma è andata male. In ogni caso ci sono tanti club presenti, persino i ragazzi del “Colosso Granata” arrivati direttamente da Roma. Tifando la Salernitana – conclude Olivieri – faccio solo il mio dovere, dov’è lei, ci sono anche io. Allo stadio ci vado sempre, solamente una volta non sono entrato, rimasi fuori a piangere come un bambino, ma avevo comunque la radiolina con la quale seguì la partita”. Alla serata non poteva mancare Riccardo Santoro, presidente del Ccsc, che dichiara: “Gli 80 anni di Rocco erano da festeggiare perché è una persona che merita tutta la nostra attenzione. Non è salernitano ma è come se lo fosse avendo preso a cuore squadra e città, sono 60 anni che è qui, 60 anni di tifo di altissimo livello. Meritava il tributo che gli stiamo offrendo stasera. In un momento delicato come questo la sua figura conta tantissimo perché può essere il punto di unione per i gruppi che sono divisi”. Al fianco di papà Rocco, presente anche il figlio Mario: “Stasera omaggiamo quello che, oltre ad essere un grande tifoso della Salernitana, è anche un grande uomo di sport, ed è proprio allo sport che mio padre ha dedicato la vita, tenendo sempre presenti i sani valori di solidarietà, amicizia, aggregazione e condivisione. Credo che la sua figura sia importante per la Salernitana perché può dare speranza, lui è tifoso a prescindere da tutto, la squadra potrebbe anche giocare in Terza Categoria, lui ci sarebbe comunque. Abbiamo bisogno di questi tifosi ma anche di dirigenti che la pensano così, lo sport non può essere legato solamente agli interessi”. Infine, un emozionato Mario Olivieri conclude con queste parole: “Come figlio non posso che fargli tantissimi auguri e dirgli che gli voglio tanto bene”. Un evento che ha coinvolto sostenitori dell’ippocampo da tutta Italia, come Rosario Maresca del club “Colosseo Granata”: “Rocco Olivieri, per Salerno, è un esempio, sia per i giovani sia per noi che lo abbiamo vissuto in tutti questi anni. Lui non ha mai chiesto niente e fare il tifo per la Salernitana vuol dire anche questo dato che non vinciamo nulla, si tratta di puro amore, di passione. È stato sempre un punto di riferimento e per noi del club è un grandissimo amico essendo venuto anche spesso a Roma. È davvero un onore essere qui”. Si è espresso sul protagonista dei festeggiamenti anche Giovanni Apicella, il quale afferma: “Olivieri meritava questa serata, non solo per gli 80 anni. È uno di quelli che ha sempre seguito la squadra in casa e in trasferta, il suo appartamento è pieno di fotografie, bandiere e cimeli della Salernitana. È una persona davvero speciale, merita tutto ciò e credo che con questa festa tutti avranno la possibilità di capire che quando vogliamo, sappiamo essere uniti”. Tra i presenti, anche il presidente del club “Amici della Salernitana” Giovanni La Padula: “Lui è la base portante del tifo granata, lo conosciamo da anni ed è una persona a cui vogliamo bene. Una figura carismatica per la quale affetto e stima sono illimitati. Le figure storiche come la sua hanno una rilevanza notevole ma c’è da dire che c’è stato anche un ricambio generazionale e le idee dei vecchi sostenitori non combaciano sempre con quelle dei ragazzi di oggi. La differenza di età – conclude La Padula – incide sul modo di pensare”. Non poteva non essere presente anche Massimo Falci, vicepresidente del Ccsc, che con queste parole omaggia la figura dello storico tifoso di Sua Maestà: “È vero che la passione accomuna tutti i tifosi della Salernitana, certe volte risulta stucchevole fare contrapposizioni tra chi è più o meno appassionato, ma al cospetto di persone come Rocco Olivieri o Celeste Bucciarelli, ogni discorso del genere cade. Loro hanno qualcosa in più, dobbiamo riconoscerlo, dobbiamo inchinarci innanzi alla loro fede e in questo momento di difficoltà vanno presi come esempio affiche si rinnovi in tutti l’amore per la squadra”. Dulcis in fundo, le poche ma significative parole del “Vikingo” Raffaele Russo:” Se sono qui è perché lo stimo e gli voglio bene, è una figura storica e un grandissimo tifoso. Mi auguro stia sempre bene e gli faccio tantissimi auguri”.




Gran parte delle foci dei fiumi della provincia sono inquinate

In Campania, su 31 punti monitorati sulla costa, quasi la metà supera i limiti di legge: complessivamente 14 punti risultano oltre i limiti di legge: dieci quelli giudicati fortemente inquinati e quattro quelli inquinati. Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva in mare. E anche quest’anno si registrano livelli di inquinamento record, situazioni che nonostante gli esposti dell’associazione e i controlli delle forze dell’ordine mostrano un inquinamento ormai cronico: è il caso, ad esempio, della foce del fiume Irno a Salerno, del Savone a Mondragone, del fiume Sarno tra Castellammare e Torre Annunziata, della foce del canale di Licola a Pozzuoli e della foce del torrente Asa a Pontecagnano, giudicati “fortemente inquinati” per l’ undicesimo anno. È questa in sintesi una fotografia scattata lungo le coste della Campania da un team di tecnici e volontari di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane. A parlarne, nel corso di una conferenza stampa tenuta ieri mattina a Salerno sono stati Mariateresa Imparato, presidente regionale di Legambiente, Francesco Esposito, Ufficio di presidenza comitato scientifico Legambiente Campania, Angelo Caramanno, assessore all’Ambiente Comune di Salerno, Danielo Di Guardo, comandate Capitaneria di porto di Salerno, Claudio Marro, direttore tecnico facente funzione Arpa Campana e Fabrizio Marotta, presidente Lega Navale Salerno. Per la prima volta quest’anno la Goletta non segue il classico itinerario coast to coast a bordo dell’imbarcazione, che si prende una piccola pausa nel rispetto delle restrizioni per il distanziamento fisico imposte dalla pandemia. Il viaggio ideale lungo la Penisola vive infatti di una formula inedita, ma che ugualmente punta a non abbassare la guardia sulla qualità delle acque e sugli abusi che minacciano le coste italiane. La 34esima edizione di Goletta Verde vede come partner principali Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, e Novamont, azienda leader a livello internazionale nel settore delle bioplastiche e dei biochemicals. Partner sostenitore è invece Ricrea, Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio. La campagna 2020 è inoltre realizzata con il contributo di Fastweb. Media partner è la Nuova Ecologia. Il monitoraggio di Legambiente non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi per porre rimedio all’inquinamento dei nostri mari. Sono stati 13 i punti monitorati nella provincia di Salerno e di questi 5 sono risultati “fortemente inquinati” e 3 “inqiunati”. Fra quelli “fortemente inquinati” ci sono il punto alla foce del torrente Dragone nel Comune di Atrani, il punto alla foce del fiume Irno sul lungomare Tafuri di Salerno, il punto alla foce del fiume Picentino fra Salerno e Pontecagnano Faiano, il punto alla foce del torrente Asa sul lungomare Magazzeno a Pontecagnano Faiano e il punto alla foce del canale di scarico alla Marina di Eboli. Fra i punti inquinati ci sono il punto alla foce del fiume Tusciano fra Pontecagnano e Battipaglia, il punto alla foce del rio su via Poseidonia in località Laura nel Comune di Capaccio e il punto alla foce del fiume Solofrone fra i Comuni di Capaccio e Agropoli. Entro i limiti tutti gli altri punti, il punto sulla spiaggia di via Mantegna a Salerno, il punto alla foce capo di fiume fra Capaccio e Agropoli, il punto in spiaggia in località Caprioli nel Comune di Centola e il punto in spiaggia di fronte il rio Caca Fave in località Villammare nel Comune di Vibonati. “Anche quest’anno registriamo una fotografia delle coste campane tra luci ed ombre, con delle situazioni in alcuni punti della nostra costa che rendono bene la gravità della situazione della depurazione in Campania dove, di fronte a quella che ormai è diventata una vera e propria emergenza – dichiara Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania – poco o niente è stato fatto dalle istituzioni. Per i casi più gravi, quei ‘malati cronici’ che denunciamo da anni proseguiremo con le nostre azioni di denuncia, chiedendo l’applicazione della legge sugli Ecoreati, per risolvere le criticità che ancora minacciano la qualità e la salute dei nostri mari. Occhi puntati anche sui 475 scarichi in mare di acque reflue e altre tipologie di apporti censiti dall’Arpac. Un lavoro di mappatura importante che viene messo a disposizione delle istituzioni utile per valutare, a partire da questi scarichi, possibili fonti di impatto sulla qualità delle acque. Quello della pessima qualità delle nostre acque in prossimità delle foci, che spesso diventano fogne a cielo aperto a causa del mancato funzionamento degli impianti di depurazione, deve diventare un tema prioritario nell’agenda della politica regionale in vista della tornata elettorale di settembre. Al di là di annunci e inaugurazioni è ora che la Regione Campania metta in atto al più presto un’adeguata ed efficace azione di prevenzione, piuttosto che attendere il conclamarsi delle varie crisi che puntualmente colpiscono il territorio come l’emergenza sul fronte della depurazione”.Permangono le criticità sulla cartellonistica informativa rivolta ai cittadini che, nonostante sia obbligatoria ormai da anni per i Comuni, non viene ancora rispettata. Indicazioni che hanno la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare e i dati delle ultime analisi. Solo in 2 delle 13 foci analizzate sono presenti i cartelli di divieto di balneazione. Inoltre soltanto 3 cartelli i cartelli informativi sulla qualità delle acque su 18 spiagge analizzate sono stati avvistati dai tecnici di Goletta verde, nonostante siano un obbligo di legge da diversi anni.




Antonacchio denuncia: “Illegale la delibera su premialità al personale”

“Spiace dover rilevare il grave errore di valutazione sulla questione da parte del nostro Presidente della Regione Campania – afferma Pietro Antonacchio Segretario Generale della CISL FP di Salerno – che spacca il mondo del lavoro del settore sanità, non tiene conto della rilevanza con cui tutti gli operatori hanno concorso a contrastare l’emergenza epidemiologica ma soprattutto mostra una miopia politica alla luce del fatto che la questione era stata ampiamente relazionata e dibattuta all’interno del confronto avuto con i funzionari regionali. Ne deriva quindi la consapevolezza che volutamente e nonostante i rilievi inoltrati da CISL FP e CGIL FP di attenzionare la materia in maniera più approfondita, De Luca abbia voluto mostrare una discriminazione e differenziazione tra i lavoratori, definendo per alcuni quote di premialità e escludendo oltre 30.000 operatori ritenendoli estranei alla valutazione complessiva del loro operato. Dispiace che un animale politico possa fare un errore così grossolano. Mi auspico in un forte ripensamento e che possa nell’immediato valutare il giusto riconoscimento per gli esclusi. “Abbiamo sempre avuto ragione. De Luca, messo da noi alle strette, ha disperatamente adottato la soluzione più becera ed illegale. Con una motivazione che richiama leggi per lo più inappropriate all’oggetto del provvedimento, e noncurante che la Cisl agisce in virtù del principio costituzionale della rappresentanza dei lavoratori, la Giunta della Regione Campania ha deliberato di pagare al personale sanitario esposto al rischio Covid-19 il 60 per cento dell’indennizzo. La Cisl si è sempre opposta a questa scelta, sia per l’ammontare che per il concetto di rischio che non risponde al pericolo a cui i dipendenti della sanità sono stati e continuano ad essere esposti.” Lorenzo Medici, leader della Cisl Funzione Pubblica della Campania, contesta la decisione assunta dalla Giunta sulla premialità, ed attacca: “Quando De Luca smette di parlare e deve affrontare realmente i problemi di chi lavora senza risparmiarsi per salvare la salute dei campani, non riesce a mettere su una delibera giuridicamente corretta e viola persino la Costituzione. Con questo provvedimento, il governatore si è pure coperto di ridicolo perché ha pensato bene di dargli il carattere della temporaneità sine die, chiaro tentativo di fregare gli operatori della sanità e di costringere la Cisl a sottostare alle sue scelte antisindacali. Il segretario generale conclude annunciando la prosecuzione della lotta. “Caro De Luca – dice Medici – i lavoratori e la Cisl sono responsabili quando si tratta di salvare la vita della gente, ma hanno anche l’intelligenza per capire che le tue intenzioni sono illegali. Perciò porteremo avanti con determinazione e fermezza la battaglia intrapresa per il riconoscimento di un indennizzo adeguato al rischio a cui sono esposti gli operatori della sanità”.




“Va cambiata gestione delle stazioni carabinieri”

Il Codacons ha trasmesso una nota al Ministro della Difesa Lorenzo Guerini e al Comando Generale dei Carabinieri, sulla mancanza di sicurezza in larga parte del territorio. L’iniziativa prende le mosse da numerose segnalazioni di cittadini che, reclamando interventi rapidi, sono “andati a sbattere” contro il muro della burocrazia. “In queste settimane tutta l’attenzione – sostiene ilEnrico Marchetti, presidente del Codacons Campania – è incentrata sulla questione ‘caserma Levante’ di Piacenza. E’ sbagliato, è quello un fatto isolato, lo Stato di diritto saprà trovare giuste contro-misure, nel rispetto dei principi di legalità. Noi poniamo una questione diversa, di ‘sistema’”, continua il presidente Marchetti, “tanti utenti ci segnalano disagi e inefficienze della Pubblica amministrazione sul tema sicurezza, sono questi i fatti che debbono preoccupare”. Ampie fette di territorio, soprattutto nelle aree periferiche, sono abbandonate a se stesse. “Nella nota al Ministro e al Comando Generale dell’Arma”, afferma l’avvocato Pierluigi Morena dell’ufficio legale dell’associazione, “chiediamo di riflettere su un dato: come è possibile che le piccole Stazioni siano ridotte a svolgere compiti meramente burocratici, con pochissime funzioni legate alla protezione dei cittadini e alla sicurezza del territorio. Tra le tante, abbiamo segnalato – puntualizza l’avvocato Morena – due casi significativi segnalatici dalle vittime di reati: quello della Stazione di Castel San Lorenzo (nella Valle del Calore) chiamata mesi orsono all’intervento, all’una di notte, da cittadini della vicina Felitto per schiamazzi notturni e danneggiamenti. Qui la pattuglia dei Carabinieri arrivava solo al mattino seguente. E quella di Vietri sul Mare dove, poche settimane fa, sul litorale della frazione Marina, alle prime ore del pomeriggio, una ragazza veniva derubata della borsa contenente tutti i suoi averi. Chiamata prontamente la Stazione ubicata a 50 metri dal fatto, la derubata si sentiva rispondere, con sufficienza, che avrebbe dovuto sporgere denuncia. Non era possibile alcun intervento sui luoghi perché chi rispondeva al telefono era l’unico carabiniere presente in caserma”. “Fatti gravissimi” conclude il legale “due semplici esempi ma emblematici di un sistema sicurezza che non funziona!”. Per il Codacons sono molte le cose da rivedere, l’associazione ha chiesto al Ministro come si possa garantire sicurezza ai cittadini se molte Stazioni sono di fatto declassate a meri uffici amministrativi. Quale garanzia si possa offrire ai cittadini di larga parte del territorio interno, montagnoso, se la caserma deputata all’intervento nelle ore pomeridiane e notturne è la lontanissima Stazione di Agropoli (posta a 50 impervi chilometri dal comune di Felitto!).Il Codacons ha invitato il Ministro Guerini all’adozione di misure concrete perché il sistema venga cambiato al più presto, destinando anche maggiori risorse in modo da poter rendere operative tutte le Stazioni dei Carabinieri, anche quelle periferiche, le quali debbono garantire la sicurezza 24 ore al giorno, e tutti i giorni.




“Ancora cemento libero con la delibera su ex Enpals”

“Ancora cemento libero senza rispetto dello sviluppo della città, questa volta per la palazzina ex Enpals con delibera urgente del 6 agosto, in piena campagna elettorale per il voto regionale” Lo denunciano in una nota congiunta l’avv. Antonio Cammarota, capogruppo consiliare de La Nostra Libertà, e il dott. Roberto Celano, capogruppo consiliare di Forza Italia al Comune di Salerno, i quali rimarcano come“nel complesso ex Enpals si sta promuovendo una insostenibile speculazione edilizia con ampliamento delle metrature non confacente al contesto urbanistico della zona, affidato a imprenditori del napoletano senza nemmeno applicare la clausola sociale, quella di far lavorare i nostri giovani salernitani”. “L’edificazione della città va inserita nel rispetto del paesaggio e del territorio e nella considerazione che a Salerno non servono più civili abitazioni”, concludono Celano e Cammarota, “ma spazi standard ed edificazioni di strutture sportive, ricreative e turistiche che diano slancio allo sviluppo produttivo della città, nel segno dell’urbanistica sociale e partecipata”.




Degrado Centro Storico, Santoro: “Emergenza sanitaria, sindaco si dia una mossa”

Sversamenti di rifiuti e nessuna traccia di bonifica. Sono ormai giorni che diverse zone caratteristiche del Centro Storio di Salerno si presentano in condizioni imbarazzanti. Tra l’altro un evento non nuovo in questi primi mesi post lockdown e non solo. Oltre alla presenza di microdiscariche, si accompagnano spesso anche cattivi odori. Sul degrado ambientale cittadino è intervenuto il consigliere Lega Dante Santoro insieme al Coordinatore cittadino Rosario Peduto: “Dovremmo parlare di ripartenza, offrire un biglietto da visita presentabile per una città che vive di turismo e che di turismo ha assoluta necessità per recuperare il terreno perso causato dal Covid. E invece ci ritroviamo ancora una volta a dover denunciare strade ridotte a pattumiere, quartieri e periferie abbandonate al proprio destino. Questo a causa dell’inerzia dell’amministrazione comunale che continua a fare buon viso a cattivo gioco, a metterci la faccia solo quando le cose vanno bene di natura, aprendo il fianco ad un’emergenza sanitaria di genere diverso. Non è tollerabile vedere la città ridotta in questo stato, aumenteremo il nostro pressing per restituire a Salerno il decoro urbano ed ambientale che merita. Il sindaco sia dia una mossa”.