Cataldo Esposito voleva costituire l’associazione con Del Giorno

Scritto da , 11 febbraio 2016

Nel carcere di Carinola l’idea di costituire un nuovo sodalizio criminale dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’attività investigativa che ha portato all’arresto di nove persone trovano origine e fondamento nelle risultanze emerse in un altro procedimento penale. I fatti risalgono al 2012. Il costituendo sodalizio sarebbe dovuto nascere in seguito ad un accordo tra gli esponenti di spicco di due note famiglie malavitose (entrambi detenuti all’epoca presso la medesima casa circondariale), nello specifico Luigi Del Giorno ed Esposito Cataldo. Viene evidenziato nell’ordinanza che ha disposto l’arresto la particolare rilevanza del ruolo che avrebbe ricoperto Del Giorno, il quale, sulla scorta delle strette amicizie che lo legavano alle famiglie malavitose della piana del Sele e dell’Agro Nocerino Sarnese, avrebbe potuto aprire nuove piste di rifornimento per il traffico illegale di stupefacenti. “L’obiettivo era quello di reinvestire gli introtiti del traffico illecito in attività commerciali lecite per il tramite dei familiari liberi di Esposito Caltaldo”. L’idea era quella di monopolizzare il mercato salernitano con l’obiettivo, come già evidenziato nella conferenza stampa dell’altro ieri, di implementare e riorganizzare il traffico di eroina. L’attuazione del progetto criminoso, come viene evidenziato nell’ordinanza, subisce un rallentamento nell’attuazione del programma criminoso a seguito del tentato omicidio di Eugenio Del Regno (1 ottobre 2012) da parte di Gennaro Caracciolo. L’originario piano trovò nuova linfa in occasione del trasferimento di Catalado Esposito nella casa circondariale di Secondigliano dove stringeva un accordo con Mahadio Ally Said che costituiva la nuova associazione. Successivamente Roberto Esposito incontrò la moglie del tanzaniano. All’incontro partecipavano anche Mario Viviani e Matteo Coscia. Viene evidenziata la scaltrezza degli “associati” che evitavano contatti diretti e comunicavano attraverso segni convenzionali. Il sito di approvvigionamento era individuato nell’abitazione di Abshir Diriye sita a Varcaturo di Giugliano. Un altro passaggio significativo per gli inquirenti è rappresentato dall’arresto di Luigi Siniscalchi (uno degli staffettisti). Dalle intercettazione è emerso come Roberto Esposito e Mario Viviani si preoccupavano di occuparsi di individuare un avvocato difensore. Il colloquio tra fratelli. Roberto rivolgendosi al fratello afferma: “Mo mi metto a fare l’eroina, devo prendere vent’anni? Li prendo come dico io: voglio farmi un sacco di soldi”. Cataldo di rimando gli consiglia: “L’eroina? A parte che quella non si trova più così… solo qua puoi trovarla, a Castel Volturno. Hai visto a Secondigliano come fanno. La stessa cosa devi fare tu”. Se Roberto Esposito è una figura apicale, stesso dicasi per Matteo Coscia che viene definitato il co-finanziatore. Quest’ultimo riforniva i consumato presso la propria abitazione. In alcuni casi veniva individuata come area di incontro, ed in questa caso entra spesso in scena la figura di Gerardo Landi, al Mc Donald’s Di Mercatello. Quest’ultimo è protagonista anche della cessione di sostanza stupefacente, cocaina, ad Anna Maria Balestrieri. Il Gip sottolinea che per quest’episodio non può essere oggetto di una nuova valutazione ai fini cautelari per il divieto di ne bis in idem. Sull’associazione è stato ascoltato anche il collaboratore di giustizia Dario Iannone che non avrebbe fornito elementi di rilievo. Droga sospetta. L’allarme del procuratore capo Lembo in relazione ad una molecola presente nell’ecstasy ed il timore che l’eroina acquistata sul mercato dei tanzaniani non fosse di qualità alimenta i sospetti relativi ad un legame con le frequenti morte di overdose dei mesi scorsi. Udienza di convalida. Si terrà domani mattina al carcere di Fuorni per 6 dei 7 arrestati. Cataldo Esposito, difeso dall’avvocato Allegro, è detenuto a Melfi.

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