Castel San Giorgio piange il giovane Andrzey

Scritto da , 8 Gennaio 2019
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di Giovambattista Rescigno

Un inizio dell’anno all’insegna del lutto, funesta la cittadina che è nodo di congiunzione tra la Valle dell’Irno e l’ Agro Nocerino, anche se il tragico evento si è verificato sulla A1 a Borsetto Lodigiano. Sicuramente non sarà il mazzo di fiori deposto dal ministro Toninelli e la sindaca Gargioni sul luogo dell’incidente a lenire il dolore che ha colpito la cittadina, dove il papà del giovane Andrzey Slawomir Lombardi, Luigi era cresciuto insieme, ai fratelli Armando e Maurizio, figli di Sabatino, notissimo direttore di cantiere e Maria Martoni, ostetrica del luogo. Luigi, come tante menti del Sud, per far si che la sua professione avesse migliori fortune, dopo aver conseguito la laurea in ingegneria si era trasferito al Nord, dove esercitava ed ancora tuttora esercita la sua professione, senza mai recidere il cordone ombellicale che lo univa a Castel San Giorgio, dove aveva trascorso la sua giovinezza. Luigi da giovane era stato componente del comitato direttivo della locale sezione del partito comunista ed era stato anche candidato al comune, la passione per la politica e per il partito comunista che gli era stata trasmessa dalla mamma di origini emiliane. Dopo il matrimonio, la coppia adotta Andrzey e la sorella due ragazzini di origine polacche. Gli anni per la famiglia Lombardi trascorrono serenamente, fino al tragico evento, ove il giovane Andrzey perde la vita per un gesto di altruismo, forse se fosse rimasto a bordo dell’autovettura coinvolta nel sinistro, a quest’ora sarebbe ancora con i suoi cari, ma sono stati proprio quei valori trasmessigli dai genitori a far si che si che si prodigasse nei soccorsi verso le altre persone coinvolte nell’incidente a fargli perdere la vita. Ma c’è da chiedersi, se veramente era stata la famiglia dei cinghiali a scavare sotto la rete, o la rete di protezione aveva della falle, atteso che lo stesso Ministro Toninelli, ha dichiarato di averne trovate anche lui un altra. Allora se é così non ci resta che chiedersi, ma la manutenzione alla rete autostradale da quanto tempo non veniva eseguita dall’ente preposto, e perché la rete non era infissa in un cordolo di cemento e nel terreno. L’incidente di Borghetto Lodigiano, non è l’unico incidente provocato dalla presenza di animali vaganti sulle autostrade italiane, e non è il primo e non sarà nemmeno l’ultimo incidente nel quale oltre a perdere la vita saranno cinghiali, cavalli o armenti, ma ancora vite di uomini donne e bambini. Stazionarie, ma non ancora fuori pericolo di vita le condizioni di salute della giovane che viaggia con Andrezey e che era rimasta a bordo dell’ autovettura, che veniva nuovamente tamponata da un altro veicolo che sopraggiungeva sul luogo teatro dell’evento.

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