Castel San Giorgio. Autosospesi 2 assessori

Scritto da , 12 Gennaio 2016
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CASTEL SAN GIORGIO. Nuova crisi a Castel San Giorgio. Due assessori, Manuel Capuano (nella foto a sinistra)   e Francesco Spinelli, si autosospendono dalla carica e in sei mesi il sindaco Pasquale Sammartino (nella foto a destra)  è di nuovo alle prese con una crisi politica, la seconda del suo mandato. Il sindaco e la sua amministrazione fino a questo momento non hanno brillato per grande movimentismo, poi due crisi in appena 180 giorni sembrano davvero troppe a meno che Sammartino non voglia essere ricordato come il sindaco più contestato dalla sua stessa maggioranza nella storia del paese.
Questa volta a mandare su tutte le furie  il gruppo consiliare “partecipazione e trasparenza per il cambiamento” è stata la decisione del sindaco di nominare suo congliere politico l’ex primo cittadino Andrea Donato con un mandato così ampio da farlo diventare nei fatti un vero sindaco ombra.
E proprio da questo prende spunto il documento protocollato ieri a Castel san Giorgio da parte del gruppo politico a cui appartengono Manuel Capuano, Francesco Spinelli e Giuseppe Velluto. “….seri dubbi sulla legittimità e sul piano della correttezza amministrativa… inopportuno e inappropriato sul piano politico”. Una bocciatura senza se e senza ma dell’operato di Sammartino al quale viene anche rimproverato di essersi contraddetto con quanto da lui stesso dichiarato dai palchi durante la campagna elettorale e di non aver avuto la sensibilità di confrontarsi e di concordare la nomina con la sua stessa maggioranza. Velluto, Capuano e  Spinelli pur rispettando le prerogative del sindaco su questo tipo di nomine, ritengono però ingiusto nei confronti della giunta un mandato così ampio che di fatto esautora gli stessi assessori e ricordano a Sammartino che il “cambiare pagina” della campagna elettorale di fatto significava anche chiudere con i personaggi del recente passato.  Ma qual è il rapporto vero che lega a filo doppio Sammartino e Donato? Può essere tutto giustificato da un legame politico? Sono molti a ritenere, invece, che il rapporto tra l’attuale sindaco e l’ex sia da ricercare in alcune assunzioni e successive stabilizzazioni avvenute nel passato e sul quale anche il Ministero e la Corte dei Conti sono già intervenuti con gravi provvedimenti di censura e sulle quali stranamente nessun gruppo politico ha mai ritenuto di dover intervenire, neanche chi oggi grida allo scandalo per la nomina di Donato. Ancora una volta a Castel San Giorgio un intervento della Procura della Repubblica, potrebbe servire a ristabilire la verità delle cose.
Gianfranco Pecoraro

 

L’opposizione: meglio tornare alle urne

CASTEL SAN GIORGIO. Dopo la presa di posizione di Capuano e Spinelli,  ormai, parla apertamente di ritorno al voto.  «Ho sempre ritenuto Donato il vero leader della coalizione che governa il nostro Comune, quindi non posso di certo dichiararmi sorpreso da questa nomina -ha affermato Alfonso Maria Fimiani, esponente di Forza Castel San Giorgio-. Anzi, gli riconosco due grandi meriti: il primo è quello di aver restituito al partito il fondamentale ruolo sociale che merita; il secondo è l’aver restituito trasparenza a questa consiliatura, in cui la sua presenza era stata troppo spesso al centro di estenuanti discussioni. Sinceramente, ritengo le polemiche futili se non risibili: non è una uscita allo scoperto né una promozione, ma una formalizzazione di quanto avveniva già in sostanza. Chi non voleva accettare di intraprendere insieme con lui il percorso amministrativo avrebbe potuto evitare di scendere in campo. Oggi, dopo che il Pd, sotto la sua guida, ha vinto le elezioni, non gli si può chiedere di fare un passo indietro: o lo si lascia governare e lo si aiuta nell’ardua impresa oppure si decide di dare le dimissioni in tempo per tornare a votare entro il 2016, tertium non datur. Personalmente ritengo che Sammartino abbia avuto il grande merito di scongiurare il pericolo di veder approvato un Puc insostenibile per il nostro territorio. Ora, facendo mie tutte le critiche mossegli dal Pd, penso abbia già concluso il suo mandato».

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