Castel S. giorgio. Raccolta differenziata: a lavoro solo 10 dei 23 lavoratori di una coop sociale.  Scatta la protesta. Come sono stati scelti?

Scritto da , 25 marzo 2016
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CASTEL SAN GIORGIO. Non c’è pace per i 23 lavoratori che lo scorso ottobre rischiavano il posto di lavoro. Da allora nulla è cambiato: sembra di essere tornati indietro di sei mesi, anche se questa volta sono solo 10 i lavoratori che hanno occupato la casa comunale, insieme a mogli e figli: pretendono di sapere il perché, in mattinata, sono stati chiamati al lavoro solo 10 operai su 23. Il contratto di servizio sottoscritto dall’ azienda vincitrice del bando di gara prevedeva l’obbligo dell’assunzione di 23 unità. Il sindaco, insieme al funzionario Montefusco, avevano assicurato che in mattinata l’azienda avrebbe presentato il piano industriale da firmare: se esso non avesse garantito il lavoro per tutti e 23 i lavoratori non sarebbe stato firmato. «Non si capisce il perché solo 10 operai, e non 23, sono andati a lavoro», ha risposto il sindacalista Leonardo Tortora, responsabile ai comparti di igiene ambientale Fp-Cgil Salerno: «Questo Comune deve necessariamente essere commissariato, visto che nessuno sa niente della vicenda e nessuno si assume le proprie responsabilità. La colpa è stata fatta ricadere sulla dottoressa Montefusco, la quale non avrebbe potuto agire senza il consenso del sindaco: con le bugie e le mistificazioni sono riusciti a illudere nuovamente 23 famiglie». L’azienda, infatti, avrebbe dovuto presentare il piano industriale ma non ha tenuto fede ai patti e su 23 unità lavorative ne sono state scelte 10 secondo criteri poco chiari; a riguardo Tortora ha affermato: «Chi o cosa ha stabilito se quei 10 lavoratori erano o non erano meritevoli di lavorare? Noi sindacalisti rappresentiamo i lavoratori, eppure non abbiamo avuto ancora modo di vedere le carte che dimostrano i criteri di queste assunzioni».             (p.d.a)lavoratori

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