Caso Ruggi, lettera a Cronache del dottor Pasquale Totaro

Scritto da , 25 gennaio 2018
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Egregio Direttore,

a distanza di alcuni mesi da quando il mio nome è comparso, quasi per caso, sui principali giornali cittadini e all’indomani della risoluzione della vicenda delle nomine dei Direttori dei reparti di Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Ruggi d’Aragona di Salerno, che non ha visto esaudire il mio sogno di poter mettere la mia professionalità al servizio di quella che è e resterà sempre la mia città, le sono grato dell’opportunità di esprimere alcune brevi considerazioni personali. Per prima cosa vorrei sgombrare il campo da eventuali dubbi avanzati da alcuni suoi colleghi circa il mio rivolgermi alla giustizia amministrativa per vedere riconosciuti i miei eventuali diritti. La passione per la medicina inculcatami da mio padre e dallo studio dei dettami della nostra gloriosa Scuola Medica Salernitana, mi ha portato tanti anni fa a lasciare Salerno e ad allontanarmi dai miei affetti familiari. In tutti questi anni trascorsi in giro per l’Italia e l’Europa con l’unico scopo di apprendere al meglio l’unica professione che io abbia mai desiderato fare, una cosa mi è stata sempre chiara e precisamente che la medicina sia prima di ogni cosa la dedizione ai pazienti e ai loro problemi e vada esercitata esclusivamente nelle sedi idonee e al letto dei malati. Per tale motivo ho sempre ritenuto che le vicende professionali dovessero rimanere il più lontano possibile da interessi politici e da aule giudiziarie. Per tale identico motivo non ho mai ricercato scorciatoie di nessun tipo e ho sempre fatto in modo che per me parlassero solo le mie esperienze professionali e il mio curriculum. Anche in questa occasione non mi sono discostato dai miei principi e, allorquando è venuto fuori il mio nome a seguito dell’indicazione dell’ex Direttore Generale, incurante dello scetticismo diffuso sia tra i miei amici salernitani di una vita, che tra i miei colleghi “del nord”, mi sono tenuto lontano dalle polemiche successive e mi sono limitato ad esprimere ai vertici dell’Azienda il mio interesse e la mia totale disponibilità ad accogliere tale sfida. A tal scopo mi sono presentato al Direttore Sanitario e al subentrante Direttore Generale (che tuttavia ha ritenuto opportuno conoscermi ed incontrarmi solo dopo aver firmato le delibere di nomina) in modo che potessero conoscere me e i miei progetti per la Cardiochirurgia Salernitana.

Prendo quindi atto, con ovvio dispiacere, delle decisioni prese ma non intendo tuttavia discostarmi dal mio modo di pensare rincorrendo lunghe e penose vicende giudiziarie. Continuerò, pertanto, a prendermi cura dei miei pazienti presso il Policlinico San Matteo di Pavia sperando che in futuro possa ricapitare l’occasione di mettere la mia professionalità al servizio dei miei concittadini. Colgo l’occasione per formulare al Dr Enrico Coscioni i miei più sinceri auguri di buon lavoro.

Mi permetta infine di ringraziare pubblicamente tutti coloro che mi hanno supportato in questi mesi, sperando in una risoluzione diversa della vicenda, e facendomi sentire di nuovo a casa come se tutti questi anni non fossero mai passati.

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