Caso Polverino: opposizione all’archiviazione e nuovi elementi

Scritto da , 7 marzo 2016

Non si arrendono i familiari di Alfredo Polverino e dopo la richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero  hanno depositato, attraverso l’avvocato Simona Senatore, opposizione.  Dallo scorso agosto la famiglia Polverino non si dà pace. Vuole capire cosa è accaduto in quei tragici giorni all’ospedale di Eboli. Il ricovero in seguito ad un incidente stradale, il progressivo miglioramento e l’improvviso decesso. Tutto in poche ore. Immediatamente la famiglia presentò esposto alla Procura della Repubblica. La consulenza del medico legale (la perizia fu affidata alla dottoressa Cornetta) sembra non abbia fornito elementi necessari per sostenere l’accusa di omicidio colposo. Di contro dalla consulenza di parte, stilata dal dottore Zotti, emergerebbe altro. Ma, nonostante ciò, il pm ha avanzato richiesta di archiviazione. Ora il legale di Alfredo Polverino, forte delle risultanze a disposizione, proverà a dimostrare a ribaltare la situazione davanti al Gip del Tribunale di Salerno. La vicenda risale alla scorsa estate (5 agosto 2015). Alfredo aveva tranquillamente colloquiato con i familiari fino alla sera prima del decesso. Era nel reparto di rianimazione ma perfettamente cosciente. Chi si recò a visitarlo, nonostante non potesse avvicinarsi, riferì di un ragazzo pieno di vitalità e solarità che non disdegnava qualche battuta per stemperare i toni e tranquillizzare la famiglia. Nessuno immaginava che Alfredo Polverino, affidato alle cure dei medici dell’ospedale di Eboli, sarebbe dopo ppcje ore. Pare che lo stesso Polverino avesse allertato i medici prima che il suo quadro clinico precipitasse definitivamente. “Non mi sento bene – disse ai sanitari che lo visitarono la mattina  del 5 agosto”. Il salernitano riferì che avvertiva dolori lancinanti. Questo era uno degli aspetti che la famiglia di Polverino, assistita dall’avvocato Simona Senatore, aveva chiesto di approfondire.  Fondamentale, però, chiarire le responsabilità dei medici.  Dopo essere arrivato al Pronto Soccorso di Eboli il giovane fu sottoposto ad accertamenti radiologici e trasferito temporaneamente al reparto di rianimazione in quanto le condizioni non venivano ritenute critiche. Inizialmente erano dieci i camici bianchi iscritti al registro degli indagati. Il perito avrebbe dovuto verificare anche se embolie o eventuali allergie potevano essere previste dai sanitari che avevano in cura Polverino. Dalla consulenza di parte, stilata dal dottor Giovanni Zotti, sarebbero emerse delle responsabilità medica ed in vista dell’udienza camerale sono state già depositate le controdeduzioni. Fu la moglie, Patrizia Gallo, a sporgere denuncia.   Alfredo sembrava essere uscito illeso dall’incidente con il suo ciclomotore. Poi l’improvviso peggioramento ed il decesso tra la rabbia e l’incredulità dei parenti. In un primo momento non sembrava aver riportato ferite gravi da far temere per la sua vita. Quando è stato soccorso era di nuovo sul suo ciclomotore e ricordava soltanto di essere urtato da qualcuno. I soccorsi sono scatiati dopo la segnalazione di alcuni passanti. Tra l’altro, a distanza di sette mesi, non è stato individuato il proprietario dell’auto che ha travolto Polverino.

 

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