Caso Ises: i 5 Stelle chiamano De Luca

Scritto da , 16 aprile 2017
disabilita

Peppe Rinaldi

Sembra che il Movimento 5 Stelle voglia prendere di petto la brutta faccenda dell’ex cooperativa Ises. O, meglio, sembrava: perché poi, al netto della buona volontà, non è stato individuato il punto centrale della questione: il sequestro, plateale e a un tempo invisibile, di 21 disabili, trattenuti oggi in una struttura comunale senza la cosiddetta base di ricovero, cioè privi della copertura legale necessaria all’esercizio di qualsiasi attività sanitaria. Disabili sottoposti a terapie mediche e farmacologiche senza regole né cautele. In attesa che qualcuno “sistemi le carte” alla Regione. Una storia ripugnante della quale – come questo giornale scrive da tempo – sono diretti responsabili tutti i dirigenti Asl a vario titolo coinvolti tra distretto locale e uffici di via Nizza, la ex coop commissariata nelle sue declinazioni passate ed attuali e l’attuale apparato politico-burocratico che governa il Comune, oltre alle autorità di controllo. Solo dopo vengono gli altri punti critici, pur significativi: le norme urbanistiche violate, il finanziamento europeo della Casa del Pellegrino a rischio restituzione (6 milioni di euro) con tutti i prevedibili danni collaterali, il guazzabuglio creato ad arte dal sindaco Cariello, le mire di improbabili imprenditori attirati sul potenziale business dal giro di relazioni dell’exsindaco Melchionda, ora in conflitto con il successore, ora in perfetta sintonia. E molto altro. Che non se ne sia accorto nessuno tra i politici del posto, anche quelli apparentemente più attivi, non è una notizia, ma qui siamo in ambito manzoniano, nel senso del coraggio e di don Abbondio. Rimanevano i 5 Stelle: chissà, magari loro azzanneranno il polpaccio e la conteranno giusta. Ed eccoli in scena: cinque attivisti dello storico Meet up locale, l’ala per così dire ufficiale del movimento, diramano una nota stampa informando di aver consegnato al “cittadino portavoce Michele Cammarano”, consigliere regionale della Campania, un’interrogazione sulla Casa del Pellegrino, opera finanziata con fondi Ue, nata e concepita per altro ma piegata ad esigenze che di pubblico ormai hanno solo la reiterata infrazione della legge. Le Cronache ha già dato conto in una precedente edizione del pur pregevole intervento pentastellato: conta oggi dire che, al netto dell’omissione del punto focale, la posizione assunta dai cinque attivisti (Marianna Ingenito, Michele Masiello, Cosimo Adelizzi, Arturo Forlano, Gianluca Figliolia) rappresenta un passo in avanti nella diffusione della consapevolezza di cosa stia accadendo a valle di una gigantesca truffa nata anni fa ed ora in fase di duplice replica tra Eboli ed Albanella. Ora la storia rischia di ingarbugliarsi perché su un seguito blog ebolitano (www.politicademente.it) la presa di posizione dei 5 Stelle viene attaccata dal presidente uscente Ises,Tullio Gaeta, anche presidente di una delle due coop sorte sulle sue ceneri (la ‘Nuova Ises’, “curata” dall’ex sindaco Melchionda, funzionale al sindaco Cariello) che annuncia e dopo una settimana presenta querela contro i firmatari della nota. Gli ex soci specificano di essere stati confortati dal consiglio dei propri avvocati nel proporre l’azione legale: pessima scelta, l’ennesima, che ove superi l’ostacolo dell’archiviazione, si trasformerà in un irridente boomerang. Se la nota degli attivisti meriti una querela per diffamazione a noi di Le Cronache dovrebbero allora dare direttamente l’ergastolo per ciò che abbiamo scritto neegli anni (mentre tutti erano distratti, grillini compresi). Ma questa è un’altra storia. Tornando alla nostra, ecco che si fa intrigante -diciamo- ancor di più quando entra in scena una vecchia conoscenza di questo giornale, l’ex sottufficiale della Finanza Angelo Voza (che si firma “Cav.”), oggi collaboratore del parlamentare siciliano Mario Giuseppe Giarrusso, presumiamo a titolo non gratuito, leader di un altro gruppo di grillini locali, non “riconosciuti” dal nucleo originario: ma non vorremmo entrare in questa roba cervellotica, anche se capiamo come gira un certo mondo. Come è altrettanto inutile dar conto del ragionamento svolto sul blog dall’ex finanziere in pensione, oggi in prima linea al grido di “onestà” marcato Casaleggio&Associati. A parte una comune incertezza linguistica che rende non sempre comprensibile l’intero dibattito, l’entrata in scena del personaggio colpisce perché, da un lato ufficializza la spaccatura nel movimento cittadino (niente di grave, succede a tutti, perfino ai 5 Stelle) e dall’altro ripropone la tipica doppia morale (e questo, invece, non proprio tutti lo fanno) rispetto alle vicende giudiziarie. Nel primo caso, sono affari loro, anche se qui un’idea ce la siamo fatta. Per il secondo, la cosa è più complicata: il cavaliere Voza, già finanziere dal curriculum zoppicante, è ricoperto di procedimenti penali, per ipotesi di reato che vanno dalla indebita appropriazione di danaro alla calunnia, dalla diffamazione aggravata alla falsa testimonianza. Lo abbiamo raccontato più volte, una consultazione rapida sul web può soddisfare eventuali curiosità. Ora, noi siamo garantisti estremisti e crediamo che perfino Voza sia innocente fino a prova contraria. Altrettanto può dirsi dei 5 Stelle, pronti a crocifiggere chiunque subisca una contravvenzione stradale? Dipende, perché anche in scala locale a quanto sembra le regole si interpretano e non si applicano, come dimostra un certo attivismo pubblico che implica la rappresentanza di quel simbolo. Nessun problema, basta saperlo.

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