Casa del Pellegrino all’Ises, indagato il sindaco Cariello

Scritto da , 20 Dicembre 2019
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di Pina Ferro

Assegnazione della Casa del Pellegrino all’Ises, avvenuta a seguito di un’ordinanza sindacale. Il sostituto procuratore Valleverdina Cassaniello ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a: Massimo Cariello, sindaco di Eboli, Cosimo Pio Di Benedetto, Ennio Ginetti, Matilde Saja, Angela Innocente, Tullio Gaeta, Vito De Caro, Angela Lamonica, Lazzaro Lenza, Fausto Vecchio, Gianmaria Sgritta, Luigi Guarracino, Santo Venerando Fido, Mario Domini, Filomena Rosalia, Emilio Masala, Giancarlo Presutto, Giuseppe Piegari, Vincenzo Marchesano, Rosa Altieri, Pierluigi Merola, Giuseppe La Brocca, Vittoria Bonavoglia e, a Maria Sueva Manzione. L’inchiesta è quella partita a seguito della denuncia presentata don Enzo Caponigro contro il sindaco di Eboli Massmo Cariello, i suoi assessori ed un dirigente comunale ed inerente l’assegnazione della struttura all’Iseo. Secondo la denuncia l’assegnazione non poteva avvenire in quanto la struttura non aveva alcuna vocazione sanitaria. Trattandosi inoltre di un immobile pubblico realizzato con fondi pubblici, doveva necessariamente bandire una gara aperta anche per le altre cooperative. Diverse le contestazioni che sono state mosse agli indagati. Tra le altre al sindaco Massimo Cariello viene contestato l’affidamento diretto del Centro polifunzionale SS Cosma e Damiano (Casa del Pellegrino) in assenza di procedure di evidenza pubblica ed in violazione di molteplici disposizioni di legge e di regolamento. Il pubblico ministeri nella conclusione indagini ha anche sottolineato che con ordinanza 335 del 14 dicembre 2016, è stato disposto il trasferimento dei pazienti e dell’Azienda Ises in lca, presso il centro polifunzionale in questione, nonostante la cooperativa Ises fosse priva dell’accreditamento istituzionale presso la Regione Campania. Inoltre la stessa cooperativa aveva finalità socio sanitarie incoerenti con quelle per le quali era stata finanziata la realizzazione del Centro Polifunzionale . I destinatari dell’avviso di conclusione indagine ora hanno a disposizione 20 giorni per rendere dichiarazioni o presentare memoria difensiva, successivamente il magistrato presenterà al giudice per le udienze preliminari la richiesta di rinvio a giudizio.

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