Casa Aima rimane senza luce: anziani riportati a casa

Scritto da , 7 febbraio 2015

di Carmine Landi

BATTIPAGLIA. I malati di Alzheimer restano al buio: è quel che sta accadendo da tre giorni a questa parte all’interno del Centro Diurno Alzheimer “Villa Maria” di Battipaglia, altresì detto “Casa AIMA”, che quotidianamente accoglie amorevolmente una ventina di anziani, tutti over 60, afflitti da questo gravoso morbo.

L’edificio di via Etruria, di proprieta del Comune di Battipaglia, è strutturato su due piani: il primo ospita l’azienda speciale “Ferrara-Pignatelli”, mentre il secondo è stato ceduto in comodato d’uso all’Asl Salerno.

Chi doveva pagare le bollette, però, (non si sa se il Comune o la Pignatelli) non l’ha fatto, e, dal momento che la struttura dispone di un unico contatore, l’Enel ha tolto la corrente anche ai poveri anziani del centro, che, dunque, sono stati riportati a casa dai propri parenti.

Una delegazione dei familiari degli ospiti della struttura, allora, s’è recata immediatamente a Palazzo di Città, chiedendo lumi ai tecnici comunali circa la caliginosa vicenda che “Villa Maria” sta vivendo: «c’è stato riferito – ha dichiarato Giuseppe Andaloro, genero della 91enne Maria, ospite della struttura – che il Comune ha pagato 190mila euro all’Enel per tutte le strutture di sua proprietà»; intanto, però, i poveri malati di Alzheimer non possono godere delle affettuose attenzioni che ogni giorno i volontari di via Etruria offrono loro.

Il centro, in effetti, rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello per Battipaglia: la struttura è mirabilmente gestita per conto dell’Asl dal dottor Giancarlo Albano, medico geriatra, e dalla dottoressa Rosa Scarpa, un’abilissima assistente sociale.

All’interno di Villa Maria, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18, trovano accoglienza all’incirca venti unità che godono delle attenzioni di tre brave infermiere: un po’ pochine, forse, ma sicuramente molto in gamba.

Dalle ore 15, poi, in Casa AIMA va in scena il grande spettacolo della solidarietà: le attività pomeridiane, infatti, vengono mirabilmente portate avanti grazie a tanti volontari che investono gratuitamente il proprio tempo proponendo agli anziani dei laboratori di musicoterapia, di lettura e di scrittura che, a detta dello stesso Andaloro, «coinvolgono in maniera encomiabile i malati, puntando ad apportare delle migliorie alla qualità di vita degli ospiti della struttura».

Giuseppe ci racconta che sua suocera, affetta dal morbo in forma di demenza senile, vorrebbe andarci tutti i giorni: «la signora Maria – spiega l’uomo – mi chiede di accompagnarla a Villa Maria perfino nel fine-settimana, quando la struttura è chiusa, e ciò è indice di quanto sia lodevole il lavoro che queste persone svolgono senza intascar neppure un euro».

Non c’è corrente, e l’edificio avrebbe bisogno di una bella risistematina esterna, a giudicar dall’intonaco che casca giù; di fronte a un tale slancio d’umanità, dunque, il minimo che le istituzioni potrebbero fare è restituir la luce elettrica a queste persone, dal momento che quella interiore risplende già abbondantemente grazie al miracolo della solidarietà.

 

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