Caro Venditti: ora Salerno non è più una città di provincia?

Scritto da , 9 Dicembre 2016
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di Brigida Vicinanza

Era il 2012 e il cantautore Antonello Venditti, atteso per il Capodanno in piazza Amendola a Salerno, fu protagonista di una singolare vicenda che riguarda il territorio salernitano. Durante il programma di rai 3 “Sfide” si parlava di Agostino Di Bartolomei, “l’eroe” degli ultras granata, che conquistò la promozione in serie B della Salernitana. Ospite del programma l’amico di Ago, proprio Antonello Venditti. Ma quella sera, durante la puntata, ci fu qualcosa che andò storto o meglio qualche parola del cantautore e del presentatore fu oggetto di polemiche in quel di San Marco di Castellabate, ma non solo. Su tutto il territorio salernitano infatti, la rabbia e l’indignazione crebbe alle stelle. Amara delusione per la città di Salerno in particolare, quando Venditti e il presentatore del programma Zanardi, nel descrivere la vita calcistica di Di Bartolomei, arrivati alla fase che riguardava gli anni dell’ippocampo, Salerno fu descritta come “piccola città di provincia” e la Salernitana una “squadra di periferia”. E proprio in questa piccola città di provincia, il 31 dicembre, per 225mila euro Venditti attenderà l’anno nuovo. Uno scenario, descritto nel programma del 2012, che non andò giù ai tifosi della Salernitana i quali invasero immediatamente la pagina Facebook del programma condotto da Alex Zanardi, protestando contro la descrizione del periodo salernitano di Di Bartolomei, ma non fu tutto. La polemica nascose o forse no, ben altro. Di Bartolomei, dopo aver lasciato il calcio giocato si ritirò con la moglie Marisa De Santis a San Marco di Castellabate dove aprì una scuola calcio. Ma nella stessa San Marco Di Bartolomeo decise di porre fine alla propria vita facendo esplodere un colpo di pistola al petto, il 30 maggio 1994, esattamente 10 anni dalla finale di coppa persa contro il Liverpool con la Roma. L’immagine di San Marco che uscì fuori dalla puntata di Sfide suscitò un’ondata di sdegno da parte di tutta la cittadinanza. La moglie di Di Barlolomei iniziò con il descrivere la vita a San Marco: “La situazione è stata abbastanza difficile perché eravamo impreparati a gestire la situazione con i politici locali”.Ma l’amico Antonello Venditti si spinse ben oltre: “Andai lì e capii che c’era qualcosa che non andava, cioè capii che il sogno era diventato immenso perché quello è un territorio difficile, un territorio di camorra”. E Zanardi proseguì con la stessa dura linea: “Agostino è costretto a scontrarsi con una realtà che non ha nulla a che vedere con il viziato mondo del calcio è la realtà di una terra dura, omertosa, a volte malavitosa”. Parole che non sono passate di certo inosservate. E che ancora oggi vengono ricordate dagli ultras granata e dai cittadini di San Marco, come righe tristi di una pagina di storia, che nel bene o nel male, è parte del territorio salernitano. Soprattutto tra gli ultras granata, il ricordo di Agostino Di Bartolomei è ben vivo. “Guidaci ancora Ago”. Ogni anno, in ogni istante, tra i ricordi di un’annata da sogno. Quello stesso Venditti che il 31 dicembre arriverà “nella piccola città di provincia”, incontrerà gli stessi ultras di “una squadra di periferia”. Sarà che ora probabilmente, quella piccola città di provincia, è cresciuta. E’ diventata grande. O sono diventati “grandi” i circa 225mila euro che il Comune di Salerno ha messo sulla piazza Amendola, che come ogni anno sarà gremita. Quelle dichiarazioni non lasciarono con le mani in mano la cittadinanza di Castellabate che si espresse con la voce del sindaco Costabile Spinelli per il quale, come sottolineò a fine novembre di quattro anni fa: «non c’è niente di più falso. La camorra non c’è a Castellabate, è lontanissima da qui. L’affermazione di Venditti, a mio parere superficiale e proferita da chi non conosce assolutamente questo territorio, è gravissima perché lede l’immagine di Castellabate, di Salerno e della sua gente e delle forze dell’ordine che lavorano in maniera costante per scongiurare questo pericolo». La delusione fu tanta, le polemiche – soprattutto nel mondo degli ultras del cavalluccio – ancora oggi non sono superate. C’è chi, infatti, alla notizia dell’arrivo del cantante in città, ha voluto ricordare quei momenti con dei post su Facebook, nei gruppi di tifosi e nei gruppi dedicati alla squadra granata. Chissà quale sarà l’accoglienza per il cantautore romano e chi se ne ricorderà, nel frattempo però, occorre ribadirlo sempre: “Guidaci ancora Ago”, anche questa volta.

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