Carmine Pagano (Fd’I-An): «Mi candido alle regionali per il bene del territorio»

Scritto da , 7 Marzo 2015
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di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Carmine Pagano scende in campo: ieri sera, all’interno del teatro Bertoni, al cospetto di una platea gremita, l’ex-consigliere comunale ha ufficializzato la propria candidatura all’assise consiliare regionale. Eppure, il nuovo presidente della Battipagliese non sventolerà più il vessillo di Forza Italia, bensì lo stendardo di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, tanto è vero che, accanto al biologo, c’erano l’ex-numero uno di Palazzo Sant’Agostino, l’onorevole Edmondo Cirielli, il coordinatore regionale del partito, Antonio Iannone, il coordinatore provinciale, Michele Cuozzo, e il commissario cittadino, Giuseppe Fiorillo.

«Ho abbandonato Forza Italia – ha spiegato Pagano – in contrapposizione alle logiche partitiche provinciali, per le quali si dovrebbero far salire in barca tutti purché si riesca a far numero, senza criteri meritocratici».

A spingere l’ex-consigliere comunale tra le braccia di Giorgia Meloni, dunque, sarebbe stata la parola “territorio”, poiché, a detta sua, «l’onorevole Cirielli, in questi anni, ha dato ampie dimostrazioni di avere a cuore il nostro territorio, fino a diventare leader del centrodestra in provincia di Salerno».

Ad ogni modo, pur mirando a Palazzo Santa Lucia, Pagano guarda con forte attenzione al municipio battipagliese: «noi – ha dichiarato il nuovo patron della compagine calcistica locale – vogliamo essere i veri e soli protagonisti del futuro della nostra citta, seguendo le indicazioni del partito, ma scegliendo per conto nostro e senza alcuna imposizione».

D’altronde, Pagano parla del 10 maggio come di una sorta di preambolo alle prossime elezioni comunali: «questa tornata elettorale – ha affermato l’ex-consigliere cittadino – diventa fondamentale anche in prospettiva delle prossime amministrative, che si terranno nel 2016, poiché, al momento, gli unici fondi a cui le amministrazioni comunali possono attingere sono le risorse europee, che, però, passano attraverso le politiche regionali, nell’ambito delle quali la nostra presenza è di vitale importanza».

Eppure, a parer del candidato battipagliese, c’è da lottare parecchio per ottenere risultati ragguardevoli: «in città, molti partiti – ha dichiarato Pagano – si sono preoccupati esclusivamente della conservazione del potere, senza dare alcuna risposta reale in un momento di crisi economica e sociale, e, tra l’altro, la vecchia amministrazione locale ha reso ancor più pesante il clima di sfiducia tra i battipagliesi portando, attraverso una politica scellerata, allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione camorristica; a Battipaglia, però, la camorra non esiste, se non all’interno di quel sistema amministrativo ad che ha manifestato dei caratteri malavitosi».

Ciononostante, l’ex-consigliere d’opposizione non pensa a una battaglia persa in partenza, ma stimola i suoi numerosi sostenitori a combattere contro l’astensionismo, «perché bisogna far sì che gli sfiduciati non soltanto vadano a votare, ma votino per noi» e fronteggiando l’azione degli altri esponenti politici cittadini, «perché i vari pseudo-politicanti locali, a tutti ben noti, sponsorizzeranno il male della nostra città, facendo in modo che a decidere siano persone che nulla hanno a che fare con la nostra città».

Votare Pagano, dunque, vuol dire esprimere la propria preferenza per l’attuale inquilino principale di Palazzo Santa Lucia, Stefano Caldoro: «opero nel settore della sanità – ha spiegato il presidente della Battipagliese – ed è in questo ambito che, dopo aver ereditato miliardi di euro di debiti dalle amministrazioni del passato, Caldoro ha compiuto un’azione di risanamento economico, purtroppo avvenuto con tagli e a scapito dell’ efficienza delle strutture pubbliche; tuttavia,  con grande merito del presidente, oggi i conti sono a posto e la Campania, uscita dalla fase di commissariamento, è la regione più virtuosa d’Italia. Ora, dunque, saranno prioritari lo sblocco del turnover, che, stando a quanto garantito dal presidente, porterà a più di mille assunzioni, l’ammodernamento degli ospedali e infine una riorganizzazione più capillare sul territorio delle strutture sia pubbliche che private».

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