Carenze e disservizi al Ruggi Sindacato sul piede di guerra

Scritto da , 11 Ottobre 2019
image_pdfimage_print

di Erika Noschese

Carenza di personale, riorganizzazione dei percorsi assistenziali e accordi mai raggiunti con la precedente gestione: sono queste, in sintesi, le criticità denunciate – presso l’aula sindacale dell’ospedale Ruggi d’Aragona – dalla Uil Fpl Salerno che ha puntato l’attenzione anche sulla relativa gestione commissariale. «Essendoci una nuova gestione, le criticità non sono indicate come responsabilità ma semplicemente come contributo che il sindacato vuole dare alla soluzione delle criticità su due aspetti fondamentali. Una su tutti la carenza di organico ma è necessario passare ad una fase riorganizzativa dei percorsi assistenziali dell’azienda», ha dichiarato il dottore Raffaele Albano della Uil Medici Salerno secondo cui ampliamento dell’organico e riorganizzazione devono andare di pari passo. «Per le questioni aperte dal comparto sanità ci sono degli accordi precedenti che davano una riorganizzazione complessiva delle varie aree invece l’amministrazione, per ora, ha fatto soltanto interventi tampone – ha poi aggiunto il dottor Albano – Noi chiediamo che questi interventi vengano sospesi perché devono essere inquadrati in un percorso complessivo e condiviso». Si tratta, dunque, di un discorso portato avanti con la vecchia gestione, come ha sottolineato anche Angelo Rambaldi, segretario della Uil Fpl: «Con i continui cambi di gestione andiamo in grosse difficoltà perché chi arriva con la nuova gestione ha difficoltà a portare avanti il discorso fatto con la vecchia gestione – ha dichiarato Rambaldi – Noi abbiamo accordi chiusi da un paio di anni che non riusciamo a portare a compimento». Ma quali sono le maggiori criticità che si riscontrano presso il nosocomio locale?

Radioterapia pediatrica: Testimone oculare di quanto accade quotidianamente Guido Martana, infermiere prossimo alla pensione grazie a Quota100. Da febbraio ad oggi, infatti, l’unità operativa soffre una grave carenza di personale infermieristico. Pur essendo centro di riferimento per tutto il meridione, attualmente, lavorerebbero solo 3 infermieri. «In cantiere non ci sono assunzioni, al momento, perché invece di mettere gli infermieri in turnazione assistenza clinica infermieristica ha messo gli Oss violando norme basilari del ministero della Sanità. Dopo varie denunce hanno messo solo gli infermieri», ha spiegato Martana.

Ufficio accoglienza: Ancora oggi non vi è stata alcuna riorganizzazione aziendale interna e progressione del personale nonostante gli accordi siglati nel mese di dicembre 2017. A ciò va aggiunta la chiusura serale del punto accoglienza che porta visitatori e pazienti a brancolare nel buio. «La situazione è grave soprattutto se si tiene conto che, spesso, a brancolare nel buio sono le persone che devono raggiungere il pronto soccorso pediatrico e, di conseguenza accedere ai corpi C-D», ha dichiarato Lucia Rallo, operatore tecnico dell’ufficio accoglienza.

Servizio cucina: ormai al collasso. La Soresa è attualmente in corsa per l’affidamento esterno del servizio ma, in contemporanea, ci dovrebbe essere un bando per l’assunzione del personale tramite il collocamento. Il servizio cucina potrebbe diventare punto cottura – tramite gara d’appalto dei locali – per il trasferimento esterno dei pasti sia per l’Asl che per i presidi ospedalieri.

Cardiochirurgia: in questo caso, si potrebbe dire AAA infermieri cercasi. Si tratta di un reparto che necessiterebbe di 16 operatori, tra infermieri e strumentisti e che – attualmente – può contarne solo 11, a disposizione della sala operatoria, nonostante la presenza di decine di cardiochirurghi.

Pagamento ticket: con la chiusura serale e festiva degli sportelli per i pazienti il pagamento del ticket diventa quasi impossibile, nonostante la presenza di un totem. Da qui la richiesta di spostare il macchinario nei pressi del punto accoglienza così da aiutare, chi ne ha bisogno, con il funzionamento di uno strumento sicuramente utile.

Ostetricia e ginecologia: soprattutto con la chiusura dell’ospedale di Battipaglia, in occasione del disinnesco della bomba il Ruggi ha ospitato circa 30 pazienti con una sola infermiera ed una sola ostetricia. Al momento, il rooming in è aperto e conta 18 posti letto a cui dovrebbero sommarsi i 26 posti del reparto di ginecologia che, ancora oggi, non riesce ad aprire a causa della mancanza di personale. «Chiediamo una svolta all’attuale gestione per assicurare il benessere lavorativo dei dipendenti», ha dichiarato Lorenzo Conte, segretario provinciale della sigla sindacale.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->