Carceri, corsa contro il tempo

Scritto da , 18 maggio 2014

di Andrea Pellegrino

I Radicali contano i giorni. “A nove giorni dalla data perentoria imposta dalla sentenza pilota della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, nota come la sentenza “Torreggiani”, pena pesanti sanzioni comunitarie, decine e decine i milioni da risarcire ai detenuti a spese dei contribuenti italiani (sembrerebbe non basti una Comunitaria al mese), ancora non si è fatto nulla”. Donato Salzano, segretario della sezione salernitana dei Radicali porta avanti la sua battaglia, con impegno, passione e determinazione. Come Radicali cosa state facendo? “Dallo scorso 27 febbraio abbiamo deciso di attendere il 28 maggio in Satyagraha, più di mille persone tra militanti Radicali e familiari di detenuti in sciopero della fame, insieme nel dare corpo alla lotta nonviolenta e gandhiana con la fame di verità di Rita Bernardini e la sete di Diritto di Marco Pannella. Dialogando con le istituzioni e controllando giorno dopo giorno quali azioni concrete verranno messe in atto per porre fine alla continuata flagranza criminale in cui da più di trent’anni vive il nostra Repubblica. Poi contiamo i giorni: se entro il 28 maggio non sarà ripristinata la legalità, l’Italia verrà condannata a risarcire i detenuti: si parla di decine e decine di milioni”. A Salerno come vi state muovendo? “Innanzitutto c’è la mia lettera aperta, inviata all’attenzione di tutte le Istituzioni coinvolte, compreso al direttore dell’Asl, Antonio Squillante ed al sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Ho partecipato con il mio digiuno alla battaglia nazionale e sollecito quanti sono interessati a non rendersi responsabili di ciò che accade e che accadrà nelle carceri”. Quale è la situazione a Fuorni? “La nostra ultima visita a Fuorni ci ha portato alla sezione Alta Sicurezza, quella che una volta era dedicata ai tossicodipendenti, lì sono stipati, ammassati, come carne da macello, circa 130 uomini in 16 celle (da quattro posti) e 4 singole (Cubicula), pensare che anche per scendere giù nell’ora d’aria, è necessario fare i turni nel piccolo cortile che prima era destinato ai pochi tossicodipendenti. Il Consiglio d’Europa ha stilato il rapporto 2012 sulle carceri: siamo secondi soltanto alla Serbia per tasso di sovraffollamento, (145 ristretti per 100 posti contro 160/100 dei Serbi). A Fuorni su una media di circa 500 tra uomini e donne ci sono 280 posti legali (fate un po’ voi i conti), tolti i 130 di Alta Sicurezza e le 48 donne, il resto sono tutti ammassati come agnelli sacrificali nella 1° sezione destinata ai cosiddetti Comuni, senza dimenticare poi la costante sempre più preoccupante e crescente percentuale da record dei detenuti in attesa di giudizio, quando la legge prescrive l’extrema ratio per la custodia cautelare. Ed è ecco perché mi rivolgo – nella mia lettera aperta – al presidente dell’ufficio dei Gip e al Tribunale di Sorveglianza”.   Quali interventi fare? “Lo stesso Presidente della Repubblica, dopo aver elencato tutta una serie di provvedimenti in tema di decarcerizzazione e depenalizzazione, ammonisce nel suo messaggio che “tutti i citati interventi – certamente condivisibili e di cui ritengo auspicabile la rapida definizione – appaiono parziali, in quanto inciderebbero verosimilmente pro futuro e non consentirebbero di raggiungere nei tempi dovuti il traguardo tassativamente prescritto dalla Corte europea. Ritengo perciò necessario intervenire nell’immediato con il ricorso a “rimedi straordinari”. Per il Presidente Napolitano: non c’è da perdere nemmeno un giorno. E, invece, sono passati anni, vite umane martirizzate a migliaia, mentre lì nelle carceri si continuano ad ascoltare le urla provocate da un dolore insopportabile in questi corpi e in queste anime”. Ed il Governo cosa fa? “Con Monti e con la bravissima Cancellieri – cancellata proprio perché brava – erano stati messi in atto alcuni strumenti che avrebbero portato alla riforma della giustizia”. Ed oggi? Il Ministro Orlando cosa fa? “S’arrampica sugli specchi, cerca di giustificarsi e non esclude neppure il risarcimento (stimato secondo lui in 20 euro al giorno) per i detenuti. Noi invece facciamo proprio il messaggio di Napolitano, pensando che Amnistia ed Indulto siano i primi strumenti da mettere in campo. Anche perché riteniamo che la riforma della giustizia porti anche i suoi vantaggi sotto il profilo economico e di sviluppo di una Paese”. Vantaggi economici, perché? “Mi spiego: se un investitore vuole venire in questo Paese la prima cosa che guarda è il sistema giudiziario. Se si accorge che per superare una controversia impiegherà anni ed anni, rinuncia al suo investimento su questo territorio. Ecco perché è importante ristrutturare il sistema”. Torniamo alla sua lettera aperta, chiude citando Papa Francesco “Questo Papa, Francesco, da un po’ ci esorta a riflettere evangelicamente sulle beatitudini, tra esse sicuramente rilevante: “Beati i perseguitati per causa della giustizia perché di essi è il regno dei cieli”. Ed è un Papa che ha incontrato Marco Pannella, nel suo momento di lotta politica più dura”. Ma qualcuno ha risposto al suo appello? “Al momento devo solo ringraziare alcuna stampa per la vicinanza e per aver raccolto questa lotta di civiltà”.

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