Carcere: la polizia penitenziaria rinviene un seghetto in una delle celle dell’alta sicurezza

Scritto da , 8 maggio 2013

Un seghetto per tagliare il ferro. E’ stato rinvenuto dagli agenti della polizia penitenziaria in una cella della sezione di “Alta sicurezza” del carcere di Fuorni nel corso di una regolare perquisizione. L’attrezzo, ben occultato, con tutta probabilità sarebbe stato utilizzato a breve per un tentativo di evasione. Immediata è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica che dovrà fare luce sull’episodio e capire chi abbia potuto fare arrivare all’interno della sezione più controllata del carcere cittadino, un aggeggio atto a segare le sbarre. Contestualmente è stata aperta un’indagine interna. All’interno della cella vi sono quattro detenuti, tutti ristretti per reati di associazione camorristica. L’episodio, che si è verificato all’indomani dell’aggressione consumatasi la scorsa domenica, ai danni di un agente della polizia penitenziaria, riporta ancora una volta alla ribalta il penitenziario di Fuorni dove, ultimamente stanno accadendo tanti episodi anomali. Appena lo scorso agosto fece scalpore la notizia del rinvenimento di due telefonini, muniti entrambi di caricabatteria, all’interno di una cella del penitenziario. Ancora una volta nel mirino finì la sezione di alta sicurezza. Dell’episodio ne ha parlato il collaboratore di giustizia Raffaele Del Pizzo che avrebbe già fornito agli investigatori numerose informazioni su presunti legami tra detenuti e personale gravitante intorno al carcere di Fuorni. Pochi mesi dopo, all’interno della sezione tossicodipendenti del penitenziario, si sono registrati due episodi di overdose. In quel caso a fare entrare la droga furono alcuni parenti dei detenuti.  Ora è la volta del seghetto. Nell’istituto di Fuorni vi sono circa 550 detenuti. Ognuno di essi fa un colloquio a settimana: ciò significa che in un mese vi sono oltre duemila colloqui con un flusso inimmaginabile di persone, fino a 10mila al mese, che accedono al penitenziario. I controlli sono serrati ma non sempre si riesce a monitorare la situazione che, al momento, appare esplosiva. 

 

8 maggio 2013

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