Capaccio, insediamenti Pip: rimossa la clausola della polizza fidejussoria

Scritto da , 2 agosto 2013

CAPACCIO PAESTUM. Il Consiglio comunale ha approvato il nuovo regolamento comunale per la cessione delle aree destinate ad insediamenti di attività produttive nell’area Pip in località Sabatella. Rispetto al regolamento che era in vigore in precedenza, il nuovo prevede tre sostanziali novità: viene recepita la variante al piano regolatore generale con la quale si prevede, nell’area Pip, un’altezza massima per gli opifici di 10 metri invece dei 7 previsti in precedenza; viene abolita la polizza fideiussoria che limitava la capacità d’indebitamento necessaria per la realizzazione degli opifici e viene sostituita da un atto unilaterale d’impegno di durata illimitata che il titolare dell’insediamento produttivo dovrà consegnare al Comune dopo averlo registrato all’Ufficio del Registro di Agropoli; il nuovo regolamento prevede l’introduzione della gestione parziale e provvisoria di una parte dell’area Pip da parte dei singoli insediati, che dovranno occuparsi della cura di marciapiedi e delle aree verdi situate intorno ai loro lotti fino a quando non si costituirà il comitato di gestione (ossia quando si sarà insediato almeno il 70% dei lotti privati) a cui poi passerà questo compito, al fine di non vanificare il lavoro fatto per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria esponendole all’abbandono. Inoltre, per rendere più efficienti le procedure e semplificare l’iter burocratico, l’amministrazione ha ritenuto opportuno sintetizzare in capo all’area VI Lavori pubblici sia la competenza di attuazione dei Pip che la competenza relativa al rilascio dei permessi a costruire. Sono 62 i lotti in cui è suddivisa l’area Pip del Comune di Capaccio Paestum, in località Sabatella, a ridosso della strada statale 18. «La novità più importante introdotta nel regolamento che abbiamo approvato nel corso dell’ultimo Consiglio comunale riguarda sicuramente l’abolizione della fideiussione – spiega il sindaco Italo Voza –. La polizza fideiussoria rappresentava una limitazione per gli imprenditori che, allorquando andavano a chiedere un prestito alle banche per la costruzione degli opifici potevano ottenere una somma massima dalla quale l’istituto di credito avrebbe sottratto la somma prevista dalla polizza fideiussoria. In pratica, per fare un esempio, se la capacità d’indebitamento di un soggetto è trecento ma la fideiussione è pari a cento, la banca avrebbe concesso solo duecento. Un aspetto che, soprattutto in questo momento di crisi economica, ha gravato non poco sulla scelta degli imprenditori di investire nell’area Pip. A sua volta il Comune per essere sicuro che le opere di urbanizzazione primaria non si deteriorino prima della nascita del consorzio di gestione, ne affida la cura agli imprenditori che man mano andranno a insediare le loro aziende nell’area Pip. Per snellire l’iter burocratico, infine, abbiamo deciso che l’area VI si occuperà sia dell’attuazione dei Pip che del rilascio dei permessi a costruire».

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