Canfora allarga lo Stir, la Regione mette altri soldi

Scritto da , 10 agosto 2018
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Andrea Pellegrino

Sospesa l’ipotesi Sardone, il presidente della Provincia Giuseppe Canfora «allarga» lo Stir di Battipaglia. Questa volta – contrariamente ai precedenti atti – l’ordinanza è pubblicata sul sito istituzionale dell’ente ed è stata resa nota. Allo Stir di Battipaglia è possibile stoccare, per i prossimi 90 giorni, ulteriori rifiuti. Questo per un nuovo rallentamento del termovalorizzatore di Acerra. Insomma, le balle che erano in viaggio verso Sardone resteranno a Battipaglia. Almeno secondo le ultime indicazioni. Non fosse altro che l’ordinanza numero 2 del 25 luglio 2018 resta in piedi o quantomeno non c’è traccia della sua revoca. Così come di una ulteriore ordinanza che consentiva alla Gesco di accogliere nuovi rifiuti nel sito di trasferenza del comune di Giffoni Valle Piana. Il tutto mentre la RegioneCampania stanzia nuovi fondi per svuotare gli Stir della Regione.

ROMANO: «DA CANFORA SOLO UNA PEZZA»

«Il presidente della Provincia di Salerno è costretto a firmare una ordinanza urgente per “sanare” le violazioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale in base alla quale sta funzionando l’ex Stir (ora Tmb) di Battipaglia»,incalza Giovanni Romano, ex assessore regionale all’ambiente. «In sostanza, avendo superato le quantità massime di rifiuti accumulati nell’impianto (oltre 15.000 tonnellate) a causa delle mancate evacuazioni della Frazione Secca Tritovagliata (FUT) e della Frazione Umida Tritovagliata e Stabilizzata (FUTS), per scongiurare il pericolo di una chiusura dell’impianto da parte delle Autorità di Controllo per la conseguente mancanza degli standard di sicurezza, il Presidente della Provincia ci mette “una pezza” e con l’ordinanza “sana” giuridicamente le gravi mancanze e addirittura “autorizza” ulteriori stoccaggi interni all’impianto di Battipaglia in previsione dell’aggravarsi della situazione a causa di un altro rallentamento del termovalorizzatore di Acerra».  Il provvedimento – secondo Romano – non risolve in alcun modo il problema strutturale dell’impianto di Battipaglia che risulta stracolmo di rifiuti non tanto per i rallentamenti del termovalorizzatore di Acerra, ma per due ordini di motivi che continuano ad essere ignorati dalla Provincia e dalla Regione Campania. «L’ordinanza del presidente della Provincia aggrava il già precario stato di sicurezza dello Stir di Battipaglia e la previsione di consentire questi stoccaggi “provvisori” per soli 90 giorni fa semplicemente sorridere visto che gliabbancamenti proseguono da oltre un anno».

PIU’ DI 8 MILIONI PER SVUOTARE GLI STIR

Quanto alla delibera regionale, Romano spiega: «La prova che la nostra Regione è sull’orlo del baratro trova una ulteriore conferma nella delibera della Giunta Regionale che ha deciso di “anticipare” 8.300.000 euro per svuotare gli ex Stir di Battipaglia e Tufino e consentire di recuperare gli spazi necessari per realizzare gli impianti di compostaggio che si prevede di realizzare all’interno degli stessi. A Battipaglia addirittura la gara si è conclusa lo scorso autunno e l’impresa aggiudicataria, la Monsud SpA, è in attesa da oltre nove mesi di iniziare i lavori». «Possiamo solo immaginare le inevitabile procedura per l’aggiornamento dei prezzi (con conseguente aumento del costo dell’opera) e, probabilmente per il ristoro dei danni causati ad una impresa che ha regolarmente vinto una gara e alla quale non viene consentito di effettuare i lavori perché le aree sono occupate da rifiuti non evacuati. Chiaramente la Regione, per evitare problemi con la Corte dei Conti, chiarisce che questasomma dovrà essere “recuperata” dalle due società (EcoAmbiente Salerno e Sa.p.Na. Napoli) anche perché le stesse società, incassando la tariffa dai Comuni (cioè dai cittadini), dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) già avere queste somme e, quindi, non possono essere pagate due volte. Ci chiediamo – s’interroga Romano – stiamo parlando delle stesse società provinciali che sono state raggiunte da provvedimenti di pignoramento della stessa Regione (poi “opportunamente” sospesi) perchè non hanno pagato (nonostante le tariffe incassate) il conferimento al termovalorizzatore di Acerra? E se queste Società hanno già le risorse finanziarie acquisite attraverso i pagamenti dei Comuni, perché deve intervenire la Regione? In realtà si continua a nascondere che il sistema è fallito. Nonostante i milioni di euro del Governo Renzi. Nonostante i roboanti proclami dell’attuale Presidente pro-tempore della Regione che sta tristemente ritornando ad essere la Regione della “monnezza”».

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