Campania: stop vitalizi, spunta aumento stipendi vertici Asl

Scritto da , 22 Dicembre 2016
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Congelata la questione dei vitalizi per consiglieri e assessori regionali della Campania – che aveva provocato polemiche – spunta un articolo che aumenta del 20% le indennità per i direttori generali, amministrativi e sanitari di Asl e aziende ospedaliere. Arriva in serata, al termine di oltre 10 ore di dibattito, l’approvazione del Consiglio regionale per la legge di stabilità 2017, con 30 voti favorevoli e 16 contrari, che contiene la norma per l’aumento in busta paga di quelli che l’opposizione di centrodestra chiama “gli uomini del presidente” poiché scelti “con la massima discrezionalità dal presidente De Luca”. Parla di una “seduta piena di propaganda, ma anche di cose serie”, lo stesso governatore, commentando “le centinaia, migliaia di emendamenti”. “Due terzi del dibattito dedicati alla propaganda – aggiunge De Luca – per fortuna un terzo dedicato alle cose serie e al futuro della Campania. Come dimostrano le decisioni assunte dalla maggioranza”. Nella legge, ricorda la Giunta, sono contenute anche misure a favore del sociale, degli asili nido, fondi per l’Osservatorio sul fenomeno della violenza di genere, la riduzione del fondo per i premi di produttività dei dirigenti regionali (di Consiglio e Giunta), la possibilità per consiglieri e assessori di rinunciare a parte delle loro indennità da devolvere in iniziative di beneficenza. In ogni caso sono, per ora, messe nel cassetto le polemiche sui vitalizi di consiglieri e assessori. L’articolo della discordia, previsto nella legge di Stabilita’, e’ stato stralciato su richiesta, accettata all’unanimita’, di Franco Picarone, esponente del Pd e presidente della Commissione Bilancio. C’e’ un altro articolo destinato, pero’, a far discutere: e’ quello che prevede, come detto, la soppressione della riduzione del 20% delle indennita’ per i direttori. O, in altre parole, un aumento del 20% in busta paga per le figure apicali delle strutture sanitarie. Sui vitalizi De Luca aveva annunciato che la questione sarebbe stata superata con l’abolizione dell’articolo della discordia. Cosa che la sua maggioranza ha fatto, con la proposta in aula di stralciarlo e rinviare la questione in Commissione. L’articolo controverso, a detta delle opposizioni, avrebbe reintrodotto i cosiddetti ‘privilegi della casta’, i vitalizi che gli eletti percepiscono, per il solo fatto di essere stati consiglieri regionali. Una legge regionale del 2012, aveva, nei fatti, soppresso i vitalizi per i consiglieri a partire dalla decima Legislatura, quella in corso, targata De Luca. Dunque, tra i 50 consiglieri piu’ 1 (il presidente della Giunta) solo chi ha alle spalle l’esperienza del Consiglio regionale avra’ diritto in ogni caso ai vitalizi. Esempi di questa fattispecie sono presenti sia tra le fila del centrodestra, l’opposizione, sia del centrosinistra, la maggioranza. Per tutti gli altri, per i neofiti, entra invece in gioco il sistema pensionistico contributivo. Con procedure ancora da stabilire. Per sedare le polemiche dei giorni scorsi, l’articolo e’ stato stralciato e rinviato in commissione Bilancio per valutarne l’impatto economico sulle casse regionali. Di “ricostruzione fantasiosa e fatta male” ha parlato proprio Picarone. “Si e’ sollevata una nuvola confusionale – ha affermato – non pretendevamo assolutamente l’abrogazione della legge che sopprime i vitalizi, reintroducendoli”. Canta vittoria il Movimento 5 Stelle che rivendica come proprio il risultato dello stralcio, sostenendo che senza il loro intervento sarebbero stati reintrodotti “schifosi privilegi di casta”. “Di solito, quando si tratta di difendere i propri privilegi la casta si compatta – sottolinea Valeria Ciarambino, M5S – lo abbiamo visto dal silenzio-assenso del centrodestra in Commissione Bilancio”. Non ci sta, pero’, Armando Cesaro, capogruppo di Forza Italia, il quale ricorda che “la legge regionale che abolisce i vitalizi e’ del 2012, quando la Regione era guidata proprio dal centrodestra”. “Le loro chiacchiere stanno a zero – asserisce – sono interessati solo a intestarsi primogeniture che, tra l’altro, non appartengono a loro”.

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