Camorra: voto scambio, no Cassazione arresto ex sindaco

Scritto da , 7 marzo 2017

Un supplemento di motivazione per l’applicazione della misura cautelare. E’ il motivo per cui la sesta sezione della Cassazione ha accolto il ricorso dell’ex sindaco di Scafati , Pasqualino Angelo Aliberti, del fratello Nello Maurizio e di altri due indagati a vario titolo per associazione a delinquere, corruzione elettorale, voto di scambio politico-mafioso e abuso d’ufficio, annullando la decisione del riesame a novembre dello scorso anno che disponeva l’arresto dell’uomo politico di centrodestra e degli altri indagati nell’ambito di un’inchiesta della Dia di Salerno sui rapporti tra amministrazione del Comune palermitano e il clan Matrone. Gia’ il gip a giugno 2016 aveva respinto la richiesta di arresto del pm. Pasqualino Aliberti e’ marito del consigliere regionale di Forza Italia Monica Paolino, anch’ella indagata dalla procura salernitana. In particolare, era attraverso il fratello Nello Maurizio, amico del figlio del boss Michele, che l’ex sindaco per gli inquirenti avrebbe intrattenuto rapporti con il clan, utili per il rinnovo dell’amministrazione comunale nel 2013 e nel 2015. La Suprema Corte ha ritenuto significativo il quadro probatorio a carico degli indiziati ma ha rinviato al tribunale del riesame di Salerno gli atti per un supplemento di motivazione per l’arresto.

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