Cammarano: “200 candidati con De Luca e Caldoro Quasi nessuno sarà eletto alla Regione”

Scritto da , 19 Agosto 2020
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Spesso si parla delle liste del Movimento Cinque Stelle come delle liste composta da cittadini sprovveduti. Non è il caso, quest’anno per la lista alla Regione Campania che nel Salernitano presenta diversi profili di alto livello, pesino un consigliere uscente, che si candida per portare in regione, oltre che il suo entusiasmo, il suo bagaglio di esperienza nella complicata legislatura appena trascorsa. Michele Cammarano, imprenditore di Capaccio, da capolista in provincia di Salerno lancia la sua sfida per la regione al mondo della politica dei partiti in coalizione e alle decine di candidati. Siamo negli ultimi giorni utili per la presentazione delle liste, quale è il suo commento sulla proliferazione di liste e candidati? «Probabilmente non è chiaro a tutti, e lo posso confermare dai messaggi che ricevo, che i consiglieri della Provincia di Salerno sono nove, ne uno di più, né uno di meno. Nel centro sinistra abbiamo circa centoventi candidati e nel centro destra almeno ottanta candidati, siamo a duecento escluso il M5S e Pap, è ovvio che la stragrande maggioranza di questi candidati sa benissimo di non avere nessuna possibilità di essere eletta». Secondo lei, per essere eletto, quanti voti di lista e quanti voti di preferenza personale servono? «Non è facile da dirsi su due piedi, dipende dal quorum che verrà fuori dopo il voto. Posso dire che secondo me nel centro sinistra ce ne sono almeno 12-13 “forti forti”, quindi almeno la metà di questi forti non verrà eletto. Allora è lecito chiederci, ma perché questi si candidano? Non sono degli sprovveduti, probabilmente avranno la loro contropartita. Ovviamente chi si candida e oggi parte da zero, non ha alcuna possibilità. E’, semplicemente, un esercito di porta acqua, senza nessun progetto unitario da portare in Regione, addirittura non si conoscono i candidati tra di loro, figuratevi cosa succederà dopo il voto. Al di là dell’ironia il fatto di dover ricorrere ad un esercito di porta acqua che vanno a prendere voti un pò qui un pò lì, non è un grande segnale di democrazia, perché non si dà ai cittadini la libertà di poter scegliere». Lasciamo perdere la questione quantitativa e parliamo della qualità dei candidati, un suo commento? «Anche qui le cose lasciano molto a desiderare, ci sono tutta una serie di profili che a mio avviso non dovrebbero neanche candidarsi, abbiamo mogli di sindaci, abbiamo figli di sindaci, figli di ex politici, i sindaci non dovrebbero fare campagna elettorale, dovrebbero garantire il libero esercizio del voto, qui abbiamo sindaci che fanno aperta campagna elettorale per amici parenti mogli e affini». Tutti fanno proposte, ma gli uscenti hanno nel loro bagaglio anche qualche progetto realizzato. Ad esempio, a che punto sono i progetti nelle scuole realizzati con i soldi degli stipendi dei consiglieri del MoVimento 5 Stelle? «Abbiamo finanziato progetti per 230 mila euro, esattamente l’importo dell’accantonamento che noi consiglieri del MoVimento 5 Stelle abbiamo accantonato nel corso degli anni. In provincia di Salerno si tratta di 8 progetti, che però sono ancora al palo perché è sopraggiunta l’emergenza Covid, ci auguriamo di vederli realizzati nei prossimi mesi». Parliamo adesso di Turismo, abbiamo visto in televisione la pubblicità della Regione Marche e della riviera Romagnola. Secondo lei, da esperto di turismo, sarebbe stato opportuno per la regione Campania fare qualcosa di simile? «La Regione Campania è stata completamente assente, ho presentato due question time (una domanda a risposta immediata) all’Assessore al Turismo Corrado Matera, io ero d’accordo sull’idea di fare una campagna, ma bisogna stare attenti anche alle tempistiche, muoversi in ritardo non serve a nulla. Le regioni che abbiamo menzionato sopra avevano già iniziato a promuoversi nel periodo Covid, partire a Giugno non avrebbe avuto senso, tanto è vero che Campania Calabria e Lombardia sono state le regioni col più basso flusso turistico registrato in stagione. Ma la cosa non mi sorprende perché il Piano per il Turismo in regione Campania praticamente non esiste, dunque ero già a conoscenza di come la Regione Campania affronta il comparto turistico, che dovrebbe essere centrale per una regione come la nostra». Cosa cambierà alle amministrative con il cambio delle regole interne operate nel Movimento 5 Stelle? «Innanzitutto in alcuni comuni è risultato impossibile che si presenti una lista del Movimento 5 Stelle, troppo piccoli oppure la gente è imparentata tra loro e nascono tanti problemi. Secondo la mia opinione, che si tratti di una civica unica, di una coalizione di liste civiche, qualunque occasione di portare il bagaglio valoriale e progettuale del movimento 5 stelle in una istituzione, è una occasione da non perdere». Coalizioni per vincere o alleanze con liste che hanno fatto un percorso comune? «Entrambi. Sicuramente liste che hanno condiviso con i gruppi locali del movimento 5 stelle un progetto comune, ma allo stesso tempo non possiamo escludere le alleanze per vincere. Qui però è importante la persona in carne e ossa che finisce nelle istituzioni più che il progetto e gli alleati sulla carta perché bisogna convincere gli altri che sono in commissione. Ma se si vuole davvero portare i temi del movimento, bisogna pensare a vincere, stare al Governo, anche stare nelle commissioni, presidente, vicepresidente, segretariato generali, perché sono figure che all’interno delle commissioni sono importantissime, si calendarizzano, temi, leggi». Cosa direbbe a chi non vuole votare il movimento 5 stelle e vorresti convincerlo a votare per la tua lista? «I dati ufficiali parlano chiaro. Noi siamo stati in 5 anni l‘unica opposizione al potere De Luca al consiglio regionale. Il centro destra è stato assente, basta vedere gli atti in regione Campania, non ci sono leggi presentate, emendamenti, nessuna proposta innovativa anche per migliorare le leggi degli altri. Zero. Anche se vediamo le assenze nelle commissioni, ci si rende conto che l’unica opposizione presente (fatto salvo il lockdown, naturalmente) siamo stati noi. Spesso e volentieri siamo riusciti a portare dei temi, io ho visto approvare due leggi sull’agricoltura, approvate all’unanimità in consiglio regionale. Vorrei aggiungere anche un altro piccolo dettaglio. Noi siamo lì a lavorare, il lavoro in Regione Campania è un lavoro come un altro, bisogna prenderlo seriamente e non è un incarico di mera rappresentanza o una prebenda politica, c’è tanto da lavorare e questo particolare spesso e volentieri i miei colleghi lo hanno dimenticato».

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