Cameron Carpenter e l’organo Tamburini

Scritto da , 12 Luglio 2019
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Concerto di elevato spessore tecnico, del virtuoso organista americano, nonostante l’interruzione per amnesia sulla Passacaglia e fuga in Do Minore BWV 582 che lo ha costretto ad interrompere per qualche minuto il concerto.

Di ARISTIDE FIORE

Nella splendida cornice della cattedrale di Salerno, l’organo costruito nel 1954 dalla prestigiosa ditta Tamburini di Crema, e revisionato dalla stessa per l’occasione, ha allietato un nutrito uditorio con le esecuzioni bachiane e le improvvisazioni del Maestro Cameron Carpenter, celebre giovane virtuoso di questo strumento. L’evento, organizzato dal Maestro Massimo Fargnoli, già direttore artistico dell’Orchestra Scarlatti della RAI di Napoli e qui in veste di presidente dell’Associazione Musicale Napoletana, e dovuto anche all’amore per la musica e alla consueta disponibilità del parroco, don Michele Pecoraro, è compreso nel programma di intrattenimento stilato per le Universiadi 2019, che, come è noto, si stanno svolgendo nella nostra regione. Di Johann Sebastian Bach sono stati eseguiti il Preludio e Fuga in Re Maggiore BWV 532, la Sonata in trio in Re Minore BWV 527 (Andante – Adagio e dolce – Vivace) e il Preludio e Fuga in La Minore BWV 543. In seguito è stata la volta di una rivisitazione dello stesso Carpenter, il suo Pastel on Bach’s ‘Bist du bei Mir’ (Se tu sei con me) BWV 508, aria in realtà scritta da Gottfried Heinrich Stölzel benché una sua versione sia stata riportata nel taccuino di Anna Magdalena, seconda moglie di Bach, e quindi compresa nel catalogo delle opere di quest’ultimo. Anche le esibizioni di artisti di chiara fama possono incorrere in piccoli inconvenienti che, sebbene nell’immediato possano suscitare sorpresa e lieve turbamento, spesso contribuiscono a renderne più vivo il ricordo ma soprattutto a rafforzare il sentimento del pubblico nei loro confronti. È dunque capitato che un simile inciampo si sia manifestato anche in quest’occasione. Mentre scorrevano le note della Passacaglia e Fuga in Do Minore BWV 582, si è verificato un piccolo colpo di scena, che ha comportato un’improvvisa interruzione: stando a quanto dichiarato dallo stesso interprete, un inspiegabile vuoto di memoria, forse una perdita di concentrazione dovuta al caldo, come dimostrato dal ritmico sventolio dei programmi di sala che ha accompagnato l’intero concerto, o piuttosto all’emozione determinata dalla bellezza e dalla solennità del luogo, come pare abbia ammesso lo stesso musicista al suo arrivo in cattedrale, nell’imminenza del concerto. Di sicuro l’accaduto ha rivelato il lato umano di un esecutore impeccabile, incontrando la comprensione del pubblico e incrementandone l’affetto, ampiamente espresso al ritorno del Maestro per la ripresa, con l’arcinota Toccata e Fuga in Re Minore BWV 565 per poi passare alla seconda parte, dedicata in prevalenza all’apporto di Cameron, prima con il suo arrangiamento della Suite francese n° 5 BWV 816, originariamente scritta per il clavicembalo (1. Allemanda; 2. Courante; 3. Sarabanda; 4. Gavotta; 5. Bourrée; 6. Loure; 7. Giga), e infine all’improvvisazione, con una sinfonia in tre movimenti piuttosto vivaci, ricca di accenti vagamente jazzistici. Congedandosi da un pubblico plaudente, levatosi in piedi per l’entusiasmo, Cameron ha offerto una sontuosa esecuzione di “Moon river” di Johnny Mercer e Henry Mancini, il tema reso famoso dal film “Colazione da Tiffany”, con Audrey Hepburn e George Peppard, sfruttando sapientemente tutte le potenzialità dello strumento per raggiungere il cuore di ogni ascoltatore.

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