«Cobellis? Non condivido la scelta»

Scritto da , 28 febbraio 2015

di Michele Amoruso

In odore di campagna elettorale sempre più prossima, durante la bagarre delle primarie del Pd e la profonda crisi della destra, il presidente della regione Campania Stefano Caldoro sbarca a Postiglione, in occasione del convegno moderato dal sindaco di Campagna Roberto Monaco “Alburni – Sele – Calore: Un comprensorio tra parco e sviluppo sostenibile”. La presenza nel comune alburnino segue quella presso il Museo dello Sbarco di Salerno, in cui il presidente della regione ha avuto modo di illustrare il lavoro della sua amministrazione e di esprimere il proprio dissenso nei confronti della scelta di Luigi Cobellis e dell’Udc salernitano dell’accordo con l’amministrazione Canfora e con il Partito democratico. Non ha dubbi però che, per la imminente sfida elettorale, l’area centrista (Ncd ed Udc) potrà stringere nuovamente il legame con la coalizione di destra per correre insieme alla riconferma in regione. Poi la tappa a Postigione, alle ore 19,00. Una occasione per vedere da vicino un territorio assai travagliato, spesso dimenticato e vittima incolpevole della distanza dai centri di potere. L’ultima visita risale all’incirca ad un quinquennio prima, come sottolineato dal presidente della comunità montana locale, quella degli Alburni, Eduardo Doddato. Doddato che ne ha approfittato per relazionare, con forza, sulla profonda crisi che ha colpito l’ente da lui rappresentato, il territorio degli Alburni, le difficoltà vissute dal Parco, ma soprattutto nel Parco. Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco Pellegrino, padrone di casa, che nei saluti ha colto l’occasione per illustrare al presidente Caldoro le necessità, le difficoltà e le eccellenze locali, tutte per nulla seconde a quelle dei grandi epicentri campani. Le relazioni dei diversi sindaci della zona, i loro saluti, i loro interventi, orbitano tutti sulla necessità di presentare al presidente Caldoro il disagio di una zona della Campania da troppo repressa nella solitudine: l’assenza della regione in questi luoghi si fa sentire tutta. Palmieri da Roscigno, Melchionda da Serre, Pastore da Controne, Lardo da Contursi, Forziati da Castelcivita, Auricchio da Roccadaspide, Marra da Altavilla Silentina, questi i primi cittadini intervenuti, tutti accomunati da problemi identici, identiche richieste, identiche proposte: il completamento della fondovalle, il soccorso finanziario per il completamento delle opere in cantiere, il risanamento dell’ente comunità montana e dei presidi ospedalieri, la creazione della città degli Alburni, al fine di addensare in un’unica voce amministrativa territori grandi e scarsamente popolati, vessati nei servizi, disagiati dall’isolamento. Caldoro raccoglie ed incassa, insieme alle istanze, anche tanti complimenti e la solidarietà elettorale dei sindaci presenti al tavolo di lavoro: nonostante i problemi e l’abbandono, paradossalmente, tutti gli amministratori riconoscono nell’operato del presidente regionale un lavoro egregio ed importante, addossando alla politica nazionale le responsabilità del declino del territorio da loro rappresentato. Il presidente regionale chiude, infatti, tutti gli interventi con una prevedibile disamina di quanto fatto dalla regione Campania sotto la sua gestione, soprattutto nei confronti delle piccole comunità: “la Campania, potete controllarlo sulla gazzetta ufficiale, è la prima in Italia per numero di gare d’appalto”. “Sull’esempio della Regione Campana – afferma poi Caldoro – tante altre regioni hanno assunto il nostro sistema di lavoro, un esempio può essere rintracciato ad esempio nella Calabria”. Il presidente pone l’accento poi su uno dei temi più delicati per gli Alburni: forestazione, Comunità Montana, operai e dipendenti. Grazie al suo intervento e all’interessamento del ministro Braca che ha introdotto la questione a livello europeo, è stato possibile garantire una copertura finanziaria di 60 milioni che nei prossimi anni provvederà a risolvere molte delle questioni in sospeso. “Fateci investire, caro Governo, i soldi che abbiamo risparmiato. Sono 220 milioni, sono soldi nostri che possiamo usare per assumere, per sistemare la sanità, vogliamo impegnare questo avanzo laddove si ha maggiore necessità, sulla sanità siamo in una situazione molto molto critica”. In attesa di un giudizio del governo nazionale, Caldoro presenta quella che è una importante vittoria: la riorganizzazione del piano ospedaliero, atto a risanare non soltanto le cattive scelte fatte dalle precedenti amministrazioni regionali, ma anche le cattive disposizioni governative che proprio alla Campania avevano tolto più di 1000 posti letto e coperture sanitarie. “Se lavoriamo bene insieme – rivolgendosi agli amministratori locali- possiamo risolvere molti dei problemi pendenti, viabilità su tutti, come abbiamo fatto per il porto di Salerno o l’aeroporto di Pontecagnano”. Un pensiero, in conclusione, è rivolto all’Ente Parco, da cui in tempi recenti è iniziata la fuga da parte dei comuni. “Va trovato un punto di equilibrio, saltando i no ideologici, chiedendo a gran voce al governo nazionale l’intervento a riguardo”. “Chi in questi anni di crisi ha svolto il proprio compito meglio degli altri, negli anni a venire, dove è prevista una piccola ma positiva crescita, avrà la possibilità di meglio agganciare questa ripresa. Insieme, tutti noi, abbiamo fatto un gran bel lavoro a riguardo, con una mentalità positiva ed una logica di comunità”.

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