Bullismo: rischiano il processo dirigente, 4 docenti e un genitore

Scritto da , 20 Ottobre 2019
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di Pina Ferro

Bullismo in una scuola primaria di Torrione: rischiano il processo l’ex dirigente scolastica della scuola primaria, quattro maestre e il padre di uno dei due bulli. Della vicenda è stata anche informata la Procura per i Minori a cui sono stati segnalati i bulli. Il sostituto procuratore Roberto Penna, a conclusione dell’iter investigativo, ha inoltrato al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Salerno, la richiesta di rinvio a giudizio a carico dell’allora dirigente scolastico dell’istituto, di 4 maestre e del padre del ragazzino protagonista degli atti di bullismo. Vittima particolare di uno dei balletti è stato il figlio di un poliziotto. Uno dei bulli si sarebbe accanito contatto il figlio dell’esponente delle forze dell’ordine mutuando il comportamento ostile del padre verso le divise. Sono stati giorni d’inferno quelli vissuti da tre ragazzini di appena dieci. La classe che frequentavano (anno scolastico 2017/1018) si è trasformata in un calvario doloroso che erano costretti a vivere quasi ogni giorno. In silenzio hanno subito calci pugni e umiliazioni da due coetanei. A mettere la parola fine allo stato di paura e sottomissione a cui erano costretti a vivere i tre alunni della primaria di Torrione sono stati i genitori di uno dei ragazzi non appena hanno appreso cosa era costretto a subire il figlio. Aperto il fascicolo investigativo, il sostituto procuratore Roberto Penna, ha ipotizzato per la dirigente scolastica e le docenti l’ipotesi di reato di maltrattamenti mediante condotte omissive. A docenti e dirigenti è contestato l’articolo 40 del codice penale ovvero “Non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”. A carico del padre di uno dei due baby bulli l’ipotesi di reato è di lesioni personali aggravate: non avrebbe impedito al figlio gli atti di violenza ai danni dei compagni di classe. Uno degli alunni sarebbe stato picchiato solo perché figlio di un agente di polizia, in nome dello slogan “Dagli addosso al poliziotto”. Tra i tanti episodi ricostruiti dal magistrato titolare del fascicolo, il più grave risale al 25 maggio 2018 quando uno dei tre ragazzini, durante le ore di lezione, fu aggredito dal baby bullo che, prima lo colpì con una ginocchiata agli occhi e, poi, lo spinse violentemente a terra. Portato in ospedale dai genitori e dimesso con una prognosi di due giorni, al piccolo alunno fu riscontrato un trauma all’occhio destro e un trauma cranico non commotivo.

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