Brucellosi, “i test sierologici non sono attendibili”

Scritto da , 12 Giugno 2021
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di Pina Ferro

Brucellosi e falsi positivi, arriva una decisione storica del Consiglio di Stato: lo screening con i test sierologici non è attendibile. I giudici del Consiglio di Stato hanno accolto le istanze degli avvocati Dario Gioia e Federico Maggio, difensori di un allevatore del Vallo di Diano. Fino ad oggi, l’Azienda Sanitaria Locale di Salerno, come tutte le Aziende sanitarie, ha sempre eseguito lo screening della brucellosi con i test sierologici, i quali però non sono attendibili in quanto rilevano spesso falsi positivi. Il Consiglio di Stato ha più volte auspicato approfondimenti istruttori ma l’Asl si è sempre opposta, rifiutandosi di eseguire approfondimenti istruttori e continuando ad emettere ordini di abbattimento. E ciò, nonostante lo stesso Ministero della Salute e la Regione Campania avessero reso il nulla osta all’esecuzione di tali approfondimenti con il coinvolgimento del Centro Nazionale di Referenza sulla brucellosi. A questo punto, il Consiglio di Stato, con l’ordinanza numero 4394 del 9 giugno scorso, accogliendo le richieste degli avvocati Dario Gioia e Federico Maggio, bypassandol’Asl di Salerno, ha incaricato direttamente il Centro Nazionale di Referenza sulla Brucellosi, di eseguire le controanalisi ovvero “approfondite analisi non limitate al solo esame sierologico”.In tal modo, dunque, superando i test sierologici, si tutelano gli allevatori dalle false positività, scongiurando ingenti perdite economiche e impatti negativi a causa di danni d’immagine e sul valore della materia prima. L’allevatore in questione (proprietario di oltre 700 capi pregiati), a seguito di controlli fu costretto ad abbattere 89 capi che, stando ai test eseguiti ddall’Asl erano afffetti da brucellosi. A seguito dell’abbbattimento furono eseguiti ulteriori test batteriologici che però diedero esito neggattivo. Dunque, erano stati abbattuti cappi non malati. Successivamente, furono eseguiti ulteriori controlli su altri capi con il medesimo risultato della volta precedente: 59 capi risultavano essere infetti e per questo furono posti in isolamento. Cosa quest’ultima che l’alllevatore ha fatto. Da questo momento prende il via l’iter giudiziariario . Ovviamente alla luce di quanto accaduto l’allevatore ha subito un grosso danno: ha abbattuto dei capi che poi non sono risultati essere affetti dalla brucellosi, ha in isolamente dei capi “sospetti” il cui test è sttato effettuato sempre con lo stesso metodo (test sierologico) e non con il metodo battteriologico e infine ha perso il privilegio di essere azienda ddi qualità con certi requisiti. Ora la sentenza del Consiglio di Stato fa ordine su quanto accaduto fino ad oggi.

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