Brogli primarie: Esposito e Mastursi “200 schede false per Bonavitacola”

Scritto da , 13 febbraio 2016

di Andrea Pellegrino

Duecentocinquanta voti per Fulvio Bonavitacola a Nocera Inferiore. Garantisce Nello Mastursi. Gli intrecci tra politica ed imprenditoria, fulcro dell’inchiesta della Procura della Repubblica sulla variante in corso d’opera per Piazza della Libertà, emergono dalle corpose intercettazioni che vedono protagonisti ancora gli Esposito, Nello Mastursi – il dimissionario capo della segreteria politica del governatore della Campania, oggi coinvolto nell’inchiesta di Roma sulle pressioni effettuate su Vincenzo De Luca per l’ottenimento di un incarico in una struttura sanitaria regionale da parte dell’avvocato Guglielmo Manna, marito del giudice Anna Scognamiglio, relatore dell’udienza riguardante l’applicazione della Legge Severino al presidente della Regione – e, indirettamente, Fulvio Bonavitacola. Siamo alla fine del 2012, è il 29 dicembre: quel giorno e quello successivo sono quelli indicati per lo svolgimento delle Parlamentarie del Pd, ovvero le primarie per stabilire le candidature romane. Alle ore 19:35 Enrico Esposito chiama Nello Mastursi, all’epoca coordinatore provinciale delle operazioni di voto delle “primarie”, e, asserendo di ritenersi in grado di assicurare l’attribuzione di 250 preferenze in favore di Fulvio Bonavitacola, lo informa anche delle illecite intenzioni manifestate da Vincenzo Petrosino, ex vicesindaco di Nocera Inferiore e, così come Bonavitacola, in corsa per garantirsi un seggio in Parlamento, pronto a dare il via ai brogli elettorali. Il piano è chiaro: alterare circa 700 schede, garantendo a Bonavitacola il nome su almeno 200 di esse. Constatata una certa “apertura” di Mastursi alla definizione e alla realizzazione dei brogli prospettati da Petrosino, “Esposito – sottolinea la Procura – affermava di aver verificato la possibilità di alterare 700 schede e di aver rappresentato a quest’ultimo di poter aderire all’accordo solo se si fosse proceduto ad apporre il nominativo di Bonavitacola su 200 delle 700 schede disponibili”. La replica di Mastursi era netta e perentoria e ovviamente favorevole al quadro prospettato. Anzi, il coordinatore delle Parlamentarie in provincia di Salerno, rilancia alla proposta di Esposito e chiede che a Fulvio Bonavitacola venga garantito un numero di voti superiore. Al telefono Nello Mastursi suggerisce: «Enrico…dici così: “Ho parlato con Nello. Va bene ma dobbiamo far salire a Fulvio, punto”. Non esiste…non dobbiamo discutere proprio perché se no Nello pone la questione sul seggio di Nocera, punto.” In questo momento è battaglia ferma”». Dopo poco Esposito racconta a Iannello quanto stabilito con Mastursi, poi contatta Petrosino: «Gli ho detto che facciamo 30 e 70 e mettiamo dentro 500 tue e 200 mie, però lui ha detto “Enrì. deve salire Fulvio, dobbiamo fare metà e metà». Il giorno delle primarie, Esposito ordina dunque di “imbucare” 300 schede per Petrosino e 300 per Bonavitacola. Dopo un lungo dibattito scaturito dall’impossibilità di schede a disposizione, Esposito decide di redigerne 300 per Petrosino e 200 per Bonavitacola. In nottata è sempre Esposito a comunicare il dato a Bonavitacola, per poi commentare quanto accaduto con Antonio Iannello. Quest’ultimo dice: «Enrì, al di là di tutto, abbiamo fatto una figura di merda perché in tutto questo quel coglione di Enzo che non voglio perdere niente, non voglio perdere niente…io ho fatto un conto…le preferenze degli uomini sono 120 in più rispetto al totale dei votanti, hai capito? eh! se qualcuno va a prendere il verbale se ne accorge…se somma le preferenze degli uomini sono 120 in più rispetto ai 1.800 votanti, capito? che casino abbiamo fatto come gli scemi…ho sentito a Nello «Nè, vediamo di cambiare questi verbali, facciamo Vincenzo invece di 1.500».

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