Brini: «Mezza parola e ti coprono di fango. I miei ragazzi innocenti»

Una macchia sulla promozione e adesso anche una sulla salvezza. Davvero strana la storia di Fabio Brini. Alla guida della Salernitana ha conquistato un promozione in B, l’anno del tristemente noto Potenza Salernitana con illecito presunto punito poi con 6 punti di penalizzazioni, e una salvezza l’anno successivo superando il Bari 3-2 nel match che è stato ormai definito il capolavoro della combine: “Dispiace per questa inchiesta davvero impensabile” – ha dichiarato l’ex trainer granata – “però bisogna essere prudenti: in questo calcio ormai si butta fango per una mezza parola”. Non ci sta Brini, non ci sta a veder macchiata quella strepitosa rimonta del 2009 in questo modo. E per questo si espone in prima persona per difendere a spada tratta i suoi calciatori: “Conoscendo quei ragazzi che erano con me a Salerno credo davvero poco a questa vicenda. E’ in corso un’indagine, vedremo csa ne uscirà fuori. A volte, però, si tirano in ballo nomi per giustificare alcune cose oppure vengono fuori alcune situazioni non vere e si viene messi alla berlina”. Che ci sia stata o meno davvero la combine, ovvero che i giocatori della Salernitana abbiano acquistato la sfida per la cifra di 160mila euro si vedrà, il pensiero di Brini oggi è lo stesso di quello espresso il 23 maggio 2009:?“Secondo me è stata gara vera, lo ripeto oggi e lo dissi già allora al termine della partita. Noi dovevamo salvarci, l’ambiente era carico e in campo abbiamo dato tutto”. Ma se mai combine c’è stata è possibile che un allenatore non si accorga di nulla. Forse sì, se viene messo all’oscuro di tutto:?“Personalmente dalla panchina il giorno della gara e nel corso di tutta la settimana di allenamento non mi sono accorto che ci potesse essere davvero qualcosa di strano. Per noi era la partita della vita e in settimana lavorammo duramente per raggiungere l’obiettivo della vittoria”. Magari l’atteggiamento del Bari, che conquistò la matematica promozione in serie A proprio la settimana precedente la gara incriminata, non fu proprio dei più agguerriti: “Mi è capitato fortunatamente di vincere diversi campionati e so cosa può succedere subito dopo una matematica promozione. Festeggiamenti, calo delle motivazioni, minor attenzione ai particolari: tutte cose normali”. Non la pensa così, però, la Procura, soprattutto dopo le confessioni di diversi giocatori che militavano in quel Bari allenato da Antonio Conte: “Sinceramente mi auguro che i giocatori coinvolti possano uscire puliti da questa situazione sicuramente non bella”. Nella speranza, però, che nel calcio si faccia una volta per tutte pulizia per avere nuovamente un minimo di credibilità.