Bovo: «Il rinnovo? Fabiani mi ha dato la sua parola che sarei rimasto». E su Menichini…

Scritto da , 2 luglio 2015

di Gaetano Ferraiuolo

Arrivato a Salerno per disputare un campionato da assoluto protagonista, non è riuscito a scendere in campo con la giusta continuità a causa, soprattutto, delle scelte di un allenatore che gli ha puntualmente preferito Favasuli anche quando l’ex Pisa appariva in debito d’ossigeno. Le qualità tecniche ed umane, tuttavia, non si discutono e la società è pronta a proporgli il rinnovo del contratto rilanciandolo alla grande in una categoria che conosce alla perfezione e nella quale si è disimpegnato egregiamente con le maglie di Bari e Pescara. Andrea Bovo, ai microfoni di Cronache del Salernitano, ha parlato di passato, presente e futuro.

Estate da neopromosso, quali sono le sensazioni?
Indescrivibili, non ci sono parole per descrivere la gioia che ho provato quando è arrivata la notizia della matematica promozione in serie B! Ce la stiamo godendo tutta, abbiamo festeggiato a lungo con i nostri tifosi e ci apprestiamo a vivere un’annata in cui l’obiettivo è quello di far divertire la gente e consolidarci in una categoria che spetta di diritto ad una piazza come Salerno…”
Dispiaciuto per aver giocato poco?
 
“Quando sono arrivato ho sopperito con l’entusiasmo ad alcune carenze atletiche derivanti dalla mancata preparazione estiva. Ho collezionato un buon numero di presenze, è il minutaggio che non mi ha soddisfatto appieno. Sono abituato ad assumermi le mie responsabilità e so che Salerno non ha ancora visto il vero Bovo, ma quando non giochi nel tuo ruolo e non giochi mai due partite di fila diventa difficile esprimersi al meglio”
 
Cosa non ha funzionato con Menichini?
 
“Parlare ora di una persona che non c’è più mi sembra poco rispettoso, alla fine era l’allenatore di una squadra che ha vinto un girone difficile totalizzando 80 punti e va ringraziato insieme a tutti gli altri. Non sono ipocrita: non è certo il mister con cui mi sono trovato meglio nella mia carriera. La nostra forza era un gruppo di grandi uomini che anteponeva il bene della squadra agli interessi personali: contava solo vincere il campionato e ci siamo riusciti, peccato solo essere stato accantonato tra febbraio ed aprile quando mi sentivo al top della forma”
 
Dispiace che la partita col Messina decisa da un tuo gol sia stata associata alla vicenda scommesse?
 
“Assolutamente no, sono cose che non mi interessano. Nel tabellino resta il mio gol, tra l’altro una rete molto bella con un gran tiro dalla distanza. Abbiamo sudato ogni singolo punto, non c’è altro da aggiungere”
 
Quanto ha inciso il fattore tifo?
 
“In campo vanno i giocatori, in passato la Salernitana è retrocessa eppure la spinta del pubblico non è mai mancata. Fatta questa premessa, è inevitabile dire che anche le statistiche hanno una loro valenza: sotto la curva segnavamo quasi sempre, evidentemente il tifo ci dava quella spinta in più che talvolta ha fatto la differenza. Posso dire con certezza che per tanti avversari è durissima venire a giocare all’Arechi, tanti punti in classifica ce li ha dati la Sud. La vittoria del campionato la dedichiamo non solo ai 22mila delle ultime giornate, ma anche a quelle 10-15 persone che per tutto l’anno ci aspettavano all’uscita del Volpe per incitarci. Amo Salerno proprio perchè vive di calcio e ti trasmette passione e carica 365 giorni all’anno. Mi sto allenando da solo per non farmi cogliere impreparato, mi fermano per strada per incoraggiarmi e questo mi rende orgoglioso”
 
E’ fatta per il rinnovo?
 
“Ci fu una promessa verbale e sono convinto che un dirigente serio come Fabiani sarà di parola. Evidentemente hanno capito che posso dare il mio contributo anche in serie B, mi permetto di dire che mi sono dimostrato un grande professionista e che ho una voglia matta di godermi la cadetteria con la Salernitana. Ho avuto un paio di proposte, ma a me interessa soltanto ripartire con la maglia granata addosso”
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