Bollette pazze, l’Antitrust apre un’indagine su Salerno Energia Sotto la lente d’ingradimento le emissioni delle fatturazioni in acconto. Occhi sulla Iren di Torino

Scritto da , 28 marzo 2018
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L’Antitrus, su sollecitazione di molti cittadini, non solo salernitani, aprirà una procedura di
indagine su Salerno Energia (SEV, luce gas e servizi) e sulla emissione delle fatturazioni in
acconto. Questo ci è stato riferito da fonte riservata.
Strane cose accadono infatti sotto il cielo delle bollette cittadine. È palesemente “strano”
che su un consumo di gas di circa € 200,00 incidano altre voci per un importo complessivo
di gran lunga superiore alle stesse emissioni di gas, tanto da fatturare un totale di oltre €
500,00.
Per la sola gestione del contatore € 125,38, imposte per € 100,00, oltre ad IVA ecc. ecc.
Il servizio clienti non riesce a dare spiegazioni (numero verde 800 933 378).
E in tutto questo l’Antitrust dovrà cercare di comprendere se ci sono anche responsabilità
della società IREN di Torino, il cui gruppo si è inserito nella società salernitana.
La situazione non agevola coloro che si servono di Salerno Energia, ed evidentemente
investe direttamente la politica. Per cui è fin troppo facile domandarsi se il Sindaco Enzo
Napoli avrà intenzione di agire, e se vorrano attivarsi le opposizioni.
Santoro, Caleno, Cammarota… la loro voce è forse la più attesa, perché il problema ancor
prima che salernitano è nazionale, e va riportato ai vertici più alti nelle nuove prospettive
di governo che gli Italiani hanno indicato.
La questione che a nostro avviso è decisamente scandalosa è la voce “trasporto e gestione
del contatore”, che ricorre su tutte le bollette delle diverse compagnie. Per questo
l’Antitrust, come sempre riservatamente ci è stato riferito, ha deciso di aprire un fascicolo,
onde verificare, come da sua competenza, che su queste spese non esistano accordi
sottobanco tra le diverse compagnie.
Come cittadini attenderemo fiduciosi gli esiti di questa indagine. Ma sopra tutto
attendiamo le mosse della politica, a livello locale e a livello nazionale.
E sarebbe il caso anche di comprendere come si stanno muovendo (se lo stanno facendo)
le associazioni dei consumatori, forse quelli maggiormente titolate ad agire contro questa
palese assurdità.
Cos’è, infatti, la voce “trasporto e gestione dell’energia”?
Alcuni siti, anche di compagnie elettriche, ci spiegano che la voce “si riferisce ai costi
sostenuti per il trasporto dell'energia dal luogo dove viene prodotta, che può essere una
centrale idroelettrica, eolica o altro, al domicilio del cliente fino all'uscita dei cavetti dal
contatore, oltre ai costi relativi alla distribuzione e misurazione dell'elettricità erogata a
ciascun punto di prelievo”.
Chi come me ha i capelli bianchi non ha memoria di una spesa simile e ne resta
sinceramente spiazzato, poiché ha sempre pensato che non sia possibile usufruire della
corrente elettrica se questa non ti arriva dentro casa. Il costo di questo viaggio della
corrente non può essere scorporato dalla corrente stessa.
La corrente elettrica – lasciateci fare questo semplice ragionamento da massaia – non è
come l’acqua che posso andarmela a prendere con una tanica alla fonte e decidere che
“non voglio i vostri tubi in casa!”.

I tecnici, i manager, i dirigenti e direttori avranno sicuramente delle plausibili spiegazioni
per queste voci. Noi, perdonerete, abbiamo imparato, in questa epoca di libero mercato, a
non fidarci più di niente e nessuno, e quindi il nostro presupposto non può che essere che
non vi crediamo. Questa voci, a noi, paiono soltanto un modo elegante per farci pagare di
più l’energia e magari riuscire ad alzare i dividendi degli azionisti.
Gli Italiani, nelle ultime elezioni, hanno deciso di cambiare rotta su tutto. Confidiamo che
prima o poi si arrivi a regolare anche queste che sono piccole cose per la vita di un intero
Paese, ma sono grandi, enormi nel quotidiano di una qualsiasi normale famiglia. Siamo
certi che anche se non a breve, avremo buone notizie.

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