Bogdan Zins: con la musica oltre ogni barriera

Scritto da , 27 Gennaio 2022
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di Olga Chieffi

“A rabid music lover”. Così Leonard Bernstein definì il concertista polacco Bogdan Daniel Zins, nato a Stanislwòw nel 1905 e scomparso a monaco di Baviera il 29 agosto del 1994, pianista, compositore e direttore d’orchestra, poliglotta, laureato in giusprudenza e da ultimo anche musicista-impresario. Fu internato nel campo di Campagna l 16 settembre del 1940, insieme al musicologo berlinese Arthur Neisser, autore di una delle prime biografie su Gustav Mahler, per poi essere trasferito a ferramonti nell’aprile dell’anno successivo. Nei giorni precedenti il suo trasferimento, aveva scritto una lettera al vescovo di Campagna, Monsignor Giuseppe Maria Palatucci, ringraziandolo per la benevolenza ricevuta e per essersi ritrovato tra gente con cui “era possibile lo scambio franco, leale e giovevole di idee e sentimenti”. Su richiesta del vescovo, infatti, il pianista polacco, in più occasioni, aveva suonato l’organo settecentesco della basilica concattedrale di Santa Maria della Pace a Campagna, accompagnandovi i servizi liturgici e tentando fino alla fine di risparmiarsi il trasferimento in Calabria, sostenuto dal monsignore perché valentissimo musicista. Oggi rimarrà per sempre a Campagna poiché a lui sarà intitolata la nuova sala emozionale, corredata di proiezione oleografiche, del Museo della Memoria e della Pace, diretto da Marcello Naimoli, il quale si è affidato al consulente scientifico prof. Raffaele De Luca, docente del Conservatorio Statale Francesco Vezze di Rovigo, e per la realizzazione artistica e tecnologica alla Sineglossa e alla creatività del napoletano Roberto Pugliese. La realizzazione del progetto dedicato a Bogdan Zins è stata strutturata in due fasi: la prima ha riguardato l’allestimento della sala mediante l’utilizzo di giochi di colore delle pareti e l’installazione di immagini e didascalie su forex raffiguranti il baritono tedesco Sigbert Steinfeld con Bogdan Zins nel campo di Ferramonti per il Concerto d’addio del 5 aprile 1942, i musicisti internati nell’Italia fascista; Leonard Bernstein e Bogdan Zins; gli Ebrei internati a Campagna con Bogdan Zins, un concerto di Zins a Campagna alla presenza del direttore del campo De Paoli e del Vescovo Giuseppe Maria Palatucci; la biografia completa di Zins: «Gli anni più felici » – «La caduta nell’abisso» – «L’internamento» e «Il ritorno alla “normalità”, con una mappa con tutti gli spostamenti del musicista durante l’arco della vita; la seconda fase ha visto la realizzazione delle proiezioni olografiche, con l’organico del “Piano trio No. 1, opera 32 in Re minore” di Anton Arensky, pagina amata da Bogdan Zins e che eseguì anche durante il periodo della sua permanenza a Campagna,trasformate digitalmente dall’artista durante l’esecuzione del brano per comunicare al pubblico l’effetto “liberatorio” e di estasi che la musica produce, nonostante l’internamento forzato, a chi è in grado di coglierne il suo profondo potere immaginifico. Simbolicamente gli strumenti vengono rappresentati come “aumentati” per descrivere una realtà idilliaca nella quale Zins e tutti gli internati che potevano sentirlo suonare si rifugiavano per dimenticare la prigionia. Oltre la sala emozionale, diverse le iniziative che ruoteranno intorno all’inaugurazione di questo nuovo spazio, a cominciare da “Una storia diversa”, coordinata dall’Associazione Teatro dei Dioscuri, con la collaborazione della Pro loco Città di Campagna, del Comune di Campagna, del Liceo Musicale dell’I.I.S. “T. Confalonieri”, dell’Associazione “La Dance”, dell’organizzazione di produttori “Mangio tipico”, di altri Istituti, enti ed associazioni del territorio. La performance itinerante proporrà frammenti di vita degli internati ebrei dando loro un volto, un nome, una storia ed esplora i loro rapporti con il generoso Vescovo Palatucci e la comunità campagnese che seppe, nella sua semplicità, accoglierli e rispettarli. Musica protagonista assoluta questa sera e domani con il progetto “Senza guardare dalla finestra” Prospettive di musiche d’insieme e di musicisti ebrei perseguitati, con concerti e tavola rotonda, coordinati da Anna Bellagamba, Laura Brazzo della Cdec, Davide Amodio, Paolo Da Col, Raffaele De Luca, Giuseppe Fagnocchi, Cecilia Franchini, Federico Guglielmo. Un’iniziativa che presenta alcune delle attività di produzione e di ricerca intraprese negli ultimi anni dal Conservatorio di Rovigo nell’ambito degli studi sulla “musica perseguitata” e si integra con le ricerche condotte presso l’Archivio storico del Conservatorio di Venezia. In particolare lavori originali e concerti con musiche d’insieme per lo più inedite scritte o eseguite da compositori e musicisti ebrei perseguitati in Italia (Kurt Sonnenfeld, Isko Thaler, Leon Levitch) e in Germania (Gideon Klein, Joachim Stutschewsky, Marco Frank, Hermann Leopoldi, Tina Bassani e Fanny Finzi). Tra le tematiche della giornata di studio, alcuni episodi emblematici avvenuti in Italia, nei campi fascisti e nell’apparente “ritorno alla normalità” del dopoguerra. Stasera a partire dalle ore 19 ascolteremo il pianista Giuseppe Fagnocchi che eseguirà le Variazioni per pianoforte di Isko Thaler, e in duo con la cellista Caterina Colelli la sonata per cello e pianoforte di Kurt Sonnesfield, e ancora la Sonata per viola e pianoforte / Berceuse di Hermann Leopoldi, diversi lieder di Marco Frank dal soprano Laura Rampin e dal tenore Yuan Shujie, mentre il soprano Su Chenwei eseguirà i Ghettolied di Isko Thaler e Soumrak shůry sesouvá se (Dämmrung senkte sich von oben) da: Tři písně op. 1 no. 3 di Gideon Klein. Si continuerà con 6 Israeli songs per violoncello e pianoforte di Joachim Stutschewsky con Caterina Colelli al cello in duo con Marco Voltan e un valzer di Mario Castelnuovo Tedesco che Manuel Trejo Barrios interpreterà facendo risuonare una chitarra di Nicola De Bonis. Domattina, invece, dalle ore 10, nell’Auditorium Liceo Musicale – IIS Teresa Confalonieri, dopo l’accoglienza dell’Orchestra e Coro del Liceo Musicale diretta dal M° Giuseppe Giordano il Duo composto dai docenti Daniele Gibboni al violino e Pietro Gatto, al pianoforte eseguiranno lo struggente leitmotiv di Schindler’ list si terrà una tavola rotonda introdotta dal Dirigente Scolastico prof. Gianpiero Cerone, Nunzia De Falco, docente del Conservatorio di Musica di Salerno, Roberto Monaco Sindaco di Campagna e Marcello Naimoli, Direttore del Museo della memoria “Giovanni Palatucci”. Ben otto gli interventi: Tradotti agli estremi confini di Raffaele De Luca, Memoria e progetti di ricerca sulla musica di Laura Brazzo, Mille lire al mese: lezioni “normali” di musica di Giuseppe Fagnocchi, Isko Thaler, Joachim Stutschewsky e il violoncello di Caterina Colelli, Tra Vienna e Milano: Marco Frank e la Fremde Frau di Yuan Shujie, Sigbert Steinfeld a Roma nel 1944 di Laura Rampin, Gideon Klein e il “Goethe Chinese” di Su Chenwei, Un liutaio nei campi del Duce: Nicola De Bonis di Manuel Trejo Barrios.

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