Blitz nelle strutture che accolgono animali, associazioni presentano esposto in prefettura

di Erika Noschese Verificare la legittimità delle operazioni che hanno svolto le forze dell’ordine rispetto alle associazioni e i volontari che operano nella provincia di Salerno. E’, in sintesi, il contenuto dell’esposto presentato al prefetto di Salerno da Paolo Bernini, presidente dell’associazione Dpa onlus. In questi giorni, infatti, numerosi sono stati i provvedimenti da parte dei sindaci della provincia di Salerno che hanno dato mandato alle forze dell’ordine di procedere allo sgombero di strutture ospitanti animali abbandonati. L’esposto presentato dall’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle al prefetto di Salerno raggruppa tutte le associazioni salernitane e volontari: Lega nazionale difesa del Cane sezione di Salerno, associazione Zoofila nocerina, Balzoo banco zoologico alimentare della sezione di Salerno, Asd La casa di Pluto, Amici di Pluto, Anna Pia Sacco, Valentina Abbruzzese. Nell’esposto presentato al prefetto Bernini sottolinea come il blocco dell’Asl e di conseguenza delle sterilizzazioni hanno causato una crescita esponenziale del numero delle cucciolate nel periodo del lockdown, che associato al blocco delle adozioni, rendeva necessario che le associazioni ed i volontari provvedessero al recupero di molti più animali, a differenza che in una condizione di normalità; le associazioni hanno coordinato le attività di concerto con gli Uffici delle Prefetture delle diverse province e con la Regione, affinchè gli organi di Polizia collaborassero con le associazioni territoriali. L’elevato numero di randagi hanno reso necessaria la collaborazione di volontari freelance che si sono occupati degli animali, il più delle volte affidati a loro, o direttamente segnalati, dalla polizia municipale di competenza o dalle forze dell’ordine. Operazione, questa, necessaeia in quanto i canili privati non avevano più i requisiti necessari per ospitare i cani ma nonostante il blocco dei nuovi ingressi gli enti hanno continuato a mantenere e nelle strutture convenzionate gli animali che si trovavano già ricoverati, pagando quelle strutture anche se non idonee. Bernini, nell’esposto, parla di una “vera e propria persecuzione” nei confronti dei volontari, sttraverso controlli a tappeto da parte del Noe e delle Asl “che con dei veri e proprio blitz si recano in strutture segnalate da anonimi, contestando illeciti amministrativi ed invitando i volontari a “liberarsi degli animali”, smantellando cucce e tettoie di riparo, in mancanza prospettando pesanti sanzioni pecuniarie”. “È chiaro che la vicenda assume connotati surreali se si pensa che questa associazione si è più volte battuta con gli enti affinchè si effettuassero controlli nei canili convenzionati, segnalati e non a norma e dove si consumano spesso fenomeni di maltrattamento nei confronti degli animali; – Si precisa che le predette associazioni hanno ripetutamente denunciato le condizioni nelle quali vengono detenuti i cani randagi nei diversi canili, tutti fuori norma o addirittura abusivi e comunque non conformi alle normative Regionali e Statali (si pensi al Canile di Torre Annunziata, al Canile di Sarno, al Canile di Brusciano, Canile Iguazu, Canile di Luogosano; Canile di Torre Orsaia) – ha scritto ancora Bernini – Le Asl veterinarie di competenza hanno sempre mostrato un atteggiamento di acquiescenza nei confronti dei canili – nonostante le numerose segnalazioni – con riluttanza ad intervenire anche di fronte ad evidenti irregolarità. Oggi invece si assiste ad un gioco al massacro nei confronti delle associazioni e dei volontari a cui le forze dell’ordine e le Asl si stanno prestando, su anonime segnalazioni, favorendo solo il business dei canili e di quelli che guadagnano sulla pelle degli animali”. Nell’esposto Bernini accusa i canili di prendere soldi pubblici, pur non rispettando “alcuna condizione minima di igiene, tutela e cura degli animali e che sono una condanna all’ergastolo per quei cani che vi finiscono dentro in quanto – pur di non perderne la diaria – nessun gestore – a differenza dei volontari – promuove o ne favorisce le adozioni, mentre dall’altro lato si assiste ad un’azione di capillare smembramento delle attività delle associazioni da parte di Asl e Noe che puniscono e perseguitano volontari che rendono un servizio gratuito agli enti, alle comunità e agli animali”. Da qui la richiesta di verificare la legittimità delle operazioni svolte dalle forze dell’Ordine rispetto alle Associazioni ed ai volontari operanti nella provincia di Salerno; la legittimità delle convenzioni dei Comuni con i canili privati nonché implementare i controlli delle Asl e delle forze dell’Ordine in quelle strutture, che vengono segnalate come non a norma; verificare e promuovere un costante controllo degli Enti nelle strutture convenzionate ove spesso i cani vengono abbandonati a se stessi; verificare e promuovere la costante verifica da parte delle Asl sulla salute degli animali nei canili, sulle loro sterilizzazioni e sul pagamento delle diarie da parte degli enti attraverso un costante monitoraggio e censimento degli animali ricoverati nelle strutture; invitare Asl e forze dell’Ordine ad una collaborazione fattiva con le associazioni di volontariato che gratuitamente si prendono cura di cani e gatti randagi a proprie totali spese; promuovere un tavolo tecnico fra rappresentanti degli Enti, delle Associazioni, delle Asl e delle forze dell’Ordine affinchè ci sia un coordinamento sulle modalità di ricovero dei cani e dei gatti randagi, atteso il permanere dei provvedimenti di sequestro di molti canili convenzionati, richiamando gli Enti ad una politica delle sterilizzazioni e ad una maggiore cura dei soldi pubblici.