Bisogno, il candidato dei “giovani” «Offriamo loro la possibilità di dibattito»

Scritto da , 12 aprile 2018
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Adriano Rescigno

Quasi tutto pronto a Pontecagnano per le amministrative del 10 giugno. Domenica si aprirà ufficialmente la campagna elettorale che entrerà nel vivo. Giuseppe Bisogno inaugurerà il comitato elettorale de “Per la città pubblica”. A rispondere ad alcune domande è proprio Bisogno, appoggiato dai giovani di Pontecagnano, almeno per adesso.

Quando e come nasce il suo progetto “Per la città pubblica”?

«Ci siamo resi conto di una cosa: la città ha voglia di partecipare attivamente e può farlo solo attraverso la condivisione di un progetto. “Per la Città Pubblica” nasce con questo spirito».

I giovani sembrano preferire lei agli altri candidati. Come motiva questo sentimento?

«I giovani sono la parte della società che maggiormente vive il territorio. Per questo si appassionano a proposte politiche più che a dibattiti impantanati sui nomi. “Per la Città Pubblica” è una proposta che offre la possibilità di parlare, confrontarsi e portare il dibattito in una città dove la politica non c’è stata. Potrà sembrare banale, ma quando la politica è assente, la mancanza si avverte. Credo che i giovani si siano appassionati alla nostra proposta principalmente per questo».

Quali sono le assi portanti del suo programma elettorale? Quale punto le sta più a cuore realizzare?

«Se dovessi dirlo con una battuta, direi ovviamente che l’obiettivo da raggiungere sia realizzare la città pubblica. Pontecagnano Faiano, però, va resa prima di tutto una città normale. Normale significa anzitutto una città con un’amministrazione funzionante, un’amministrazione, cioè, che eroga servizi e non piaceri, che garantisce sicurezza e possibilità di sviluppo concrete ai suoi cittadini. Il punto che mi sta più a cuore, forse, è quello che riguarda lo sviluppo della Città di Mare, non perché sia più importante, ma perché l’adeguato sviluppo delle potenzialità di Pontecagnano Faiano come città marittima ingloba moltissime nuove prospettive: un nuovo modo di intendere il turismo, la vita in città, il nostro stesso approccio culturale. E quest’orizzonte è una sfida che non smette di appassionarci».

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