Bilanci: tasse e servizi, la stangata è dietro l’angolo

Scritto da , 3 dicembre 2014

di Andrea Pellegrino

I correttivi richiesti dalla Corte dei Conti potrebbero avere effetti pesanti sulla città di Salerno. Le conseguenze potrebbero riguardare l’aumento dei tributi (quelli che non raggiungono già il massimo dell’aliquota) ed i servizi individuali alla persona (quindi teatri, mensa scolastica, impianti sportivi ed aree mercatali). Un esempio su tutti, l’aumento di uno 0,8 sulla Tasi, ed in particolare sulla quota Imu. Il tutto con l’incubo almeno del pre-dissesto ed anche di un intervento della Procura della Corte dei Conti su eventuali responsabilità. Ieri mattina l’agitazione a Palazzo di Città aveva già raggiunto, infatti, il suo livello massimo. Gli atti, infatti, ora dovranno approdare nuovamente in aula consiliare, già chiamata, tra l’altro, entro la fine dell’anno ad approvare l’assestamento di bilancio 2014. La relazione della giustizia contabile, alla fine, avrebbe messo a nudo le casse comunali e i relativi flussi finanziari, partendo dal consuntivo 2012. Un equilibrio di bilancio, che praticamente, sarebbe solo sulla carta, o rispettato solo e soltanto attraverso entrate straordinarie, come la vendita di aree di suolo, diritti edificatori, alienazione di beni ed immobili. Una condizione questa che porrebbe l’ente in una situazione di “deficitarietà strutturale” con conseguenze presenti e future. Soprattutto ora che – segnala la Corte dei Conti – che le entrate per i diritti di edificazione si sono ridotte notevolmente nel corso degli anni e si potrebbe ridurre ulteriormente rispetto alle somme iscritte ed immaginate, rappresentando così una minore entrata. Due i fondi da istituire (spalmati sugli esercizi finanziari futuri), l’uno per la svalutazione crediti (in considerazione della scarsa capacità di incasso dei tributi) e l’altro per le passività provenienti da miste e partecipate. Il tutto, però, senza l’analisi di ciò che è stato fatto nel 2013, quindi, poi nell’anno in corso. Seppur, stando alla prima disamina, la Corte dei Conti eccepisce: «L’esame della variazione di bilancio 2013 evidenzia che, a fronte di minori entrate per alienazioni di diritti edificatori per € 5.698.855,10 e minori entrate derivanti dal piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari per € 7.300.000,00, l’ente ha previsto nel bilancio 2013 maggiori entrate per “alienazione di aree pubbliche” per un importo di € 60.616.747,96 e per “alienazione capitale società partecipate” per € 12.700.000,00. Si prevedevano inoltre maggiori entrate per Ici per € 4.345.000,00 e per contributo mancato gettito Imu per € 14.929.010,96». «Peraltro – proseguono- nella stessa deliberazione di variazione di bilancio si evidenzia un parere “sfavorevole” dei revisori, pure condiviso dall’assessore al bilancio (Alfonso Buonaiuto,ndr) e dal Direttore generale nei seguenti termini». Ma la Corte dei Conti avrebbe già messo in guardia tutti anche sul futuro: «Va, inoltre, evidenziato che i provvedimenti di riequilibrio, nel corso del 2015, dovranno riguardare anche la cassa e, pertanto, risulterà vieppiù opportuno, alla luce delle considerazioni che verranno svolte in relazione alla situazione dell’ente e a prescindere dal conseguimento degli altri equilibri, l’adozione di formali provvedimenti ai sensi dell’articolo 193 del testo unico enti locali».

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