Bianchi al posto di Squillante

Scritto da , 6 Agosto 2015
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di Andrea Pellegrino

Entro la fine della settimana dovrebbe arrivare la nomina del commissario dell’Asl di Salerno. Per ora non ci sarà la nomina di un direttore generale, la cui procedura è abbastanza complessa e passerebbe attraverso una rosa di nomi da sottoporre ad una commissione. Così la via maestra scelta dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca sarebbe quella del commissariamento delle aziende sanitarie, in particolare di quella di Salerno e di Napoli 1, nonché tra breve delle aziende ospedaliere, quindi anche del “Ruggi d’Aragona”. In pole per il vertice dell’Asl di via Manzo a Salerno ci sarebbe Attilio Bianchi, già manager dell’ospedale di via San Leonardo ed attuale direttore generale dell’Università degli studi di Salerno. Bianchi, dunque, prenderebbe il posto di Antonio Squillante, il cui mandato è scaduto lo scorso lunedì. In calo le quotazioni di Enrico Coscioni che per ora resterebbe al fianco di Vincenzo De Luca come consigliere politico sulla sanità. Poi per il futuro si vedrà. Tra l’altro Bianchi dovrà poi nominare due sub commissari, uno sanitario e l’altro amministrativo. Ma per Coscioni l’incarico dovrebbe essere ben altro, almeno secondo indiscrezioni e se confermata l’indiscrezione Bianchi. Intanto la nomina dell’ex manager del Ruggi libera una casella strategica all’Università di Salerno e che potrebbe agevolare poi l’intesa Tommasetti – De Luca sull’azienda ospedaliera universitaria di via San Leonardo. Per fine settimana, intanto, s’attende anche il nome che Renzi dovrà indicare quale commissario regionale sulla sanità. Tramontata l’ipotesi Zuccatelli, De Luca auspica di poter trattare con il premier la nomina del commissario seppur – a quanto pare – Renzi è intenzionato a decidere da solo. Infine Vincenzo De Luca avrebbe scelto anche il nuovo manager del ciclo integrato delle acque in Campania. Si tratterebbe di Raffaello De Stefano, presidente dell’Alto Calore di Avellino, società che opere del settore di captazione e distribuzione di acqua potabile. A De Stefano toccherebbe anche l’incarico di ripensare la Gori.

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