Battipaglia verso il voto. Di Giorgio (FI): «Sì ai tavoli, ma coi coordinatori». E Ugo Tozzi…

Scritto da , 23 settembre 2015

di Carmine Landi

BATTIPAGLIA. «A Battipaglia, Forza Italia auspica l’unità del centrodestra».

Parola di Domenico Di Giorgio, sindaco di Montecorvino Pugliano e vicecoordinatore di Forza Italia Salerno.

Nei giorni scorsi, in città, s’è parlato in lungo e in largo dell’assenza dei forzisti al tavolo attorno al quale, su invito di Carmine Pagano, si sono riuniti i rappresentanti del centrodestra cittadino.

S’è detto che la causa dell’assenza dei berluscones andrebbe ricercata nella mancata ufficializzazione del nuovo referente: Giuseppe Provenza, ex capogruppo consiliare del Pdl, è ancora in attesa della nomina di coordinatore cittadino, per la quale resta il più accreditato. È vero, ma non del tutto, dal momento che, alla campagna d’ascolto di Etica per il Buon Governo, la delegazione forzista c’è andata.

«Parliamo con tutti – ha spiegato Di Giorgio – ma dipende dall’interlocutore, nel senso che il tavolo di sabato scorso è stato convocato da un simpatizzante di Fratelli d’Italia, mentre a Michele Gioia, coordinatore FdI di fresca nomina, abbiamo dato la massima disponibilità e, se fosse stato lui a organizzarlo, molto probabilmente avremmo preso parte all’incontro».

D’altronde, l’invito al summit con Etica è arrivato dalla presidente del movimento civico, Cecilia Francese, che, per il primo cittadino di Pugliano, «è una persona con cui ci sono convergenze di vedute e con la quale non s’escludono collegamenti per il futuro», ma, al momento, «è tutto ancora in fase embrionale». Come già scritto tra le colonne di questo quotidiano, ad ogni modo, Etica e Forza Italia organizzeranno in solidum un convegno sull’ambiente. Ma nel frattempo, per Di Giorgio, «l’imperativo è arrivare a un’ipotesi comune all’interno del centrodestra». Dello stesso avviso è Michele Gioia, neococrdinatore cittadino di Fratelli d’Italia: «Cerchiamo l’unità del centrodestra, e la richiesta è arrivata pure da Edmondo Cirielli e Michele Cuozzo, ed è per questo che proveremo l’intesa fino all’ultimo, ma, in caso di fallimento, prenderemo atto di quanto accaduto».

I nomi caldi nell’ambito del centrodestra restano quelli di Cecilia Francese e di Ugo Tozzi: «Sarebbero due ottimi candidati – spiega Gioia – ma è necessario anche evitare una prevaricazione dei movimenti civici sui partiti».

Tozzi, ad esempio, ha nel portafogli la tessera di Fratelli d’Italia e, sulle spalle, il mandato di “Insieme per il Futuro”, associazione civica che l’ha già lanciato alla conquista della fascia tricolore. «In questa fase – spiega l’ex presidente del consiglio comunale ai nostri taccuini – parlo di liste civiche perché è con esse che ho avviato un ragionamento, mentre i partiti cominciano soltanto adesso ad affacciarsi alla finestra: io vado nella mia direzione, e cerco di portarmi avanti col lavoro; i partiti devono fare il loro percorso».

In altre parole, per Tozzi, chi aspira al massimo scranno cittadino dovrebbe avere già un programma avviato: «Quel che è sicuro – aggiunge il presidente di “Insieme” – è che io sarò della partita, forte del supporto di almeno tre liste, e lo farò perché, dopo gli ottimi risultati ottenuti fin dal 2002, i cittadini premono affinché io faccia il grande passo, che mi fu già proposto nel 2009, verso la candidatura a sindaco».

Eppure, insistenti voci di corridoio parlano di Tozzi, che vanta una duratura amicizia col consigliere regionale paganese Alberico Gambino, come del candidato maggiormente gradito all’asse Cirielli-Cuozzo-Gioia. E se dovesse arrivare una proposta dal centrodestra o da FdI? «Ad oggi – chiosa l’anestetista – non saprei dare una risposta, perché in ballo ci sono molteplici fattori da dover prendere in considerazione».

 

E Giuseppe Provenza veste i panni del leader.

5. Giuseppe Provenza5. Giuseppe Provenza

Nel pomeriggio di ieri, l’ex capogruppo consiliare del Pdl, in odore di nomina a coordinatore cittadino di Forza Italia, ha incontrato Gerlando Iorio, presidente della commissione straordinaria che regge le sorti della città.

L’avvocato, col supporto dell’interrogazione parlamentare preparata dal senatore forzista Franco Cardiello,  ha interloquito a lungo con il viceprefetto in merito alla quaestio miasmi e all’impianto di compostaggio ebolitano. I due, poi, si sono intrattenuti a dialogare d’altre problematiche riguardanti la città.

Stamattina, in Prefettura, Iorio, Cariello e le altre autorità incontreranno il prefetto di Salerno, Antonella Scolamiero, per confrontarsi sul da farsi.

 

LA STRATEGIA DEL PD. BRUNO: «NO ALLE AUTOCANDIDATURE»

2. Davide Bruno 2

«Il Partito Democratico di Battipaglia ha deciso il suo percorso per  le prossime amministrative». Lo ha dichiarato, tramite nota stampa, il segretario cittadino del Pd, Davide Bruno, che ha spiegato che «sarà composta una delegazione unitaria che rappresenti tutti e che consulterà il corpo del partito, le associazioni collaterali d’area, i dirigenti provinciali iscritti al circolo di Battipaglia e chi in passato ha ricoperto cariche pubbliche».

Di lì il nome del candidato. E Bruno pare lanciare una stoccata a Pietro Ciott: «Al momento non ci sono state riunioni in merito e non c’è nessuna candidatura, non c’è nessun nome. Chi si muove fuori da questa logica fa un percorso differente, in quanto non basta dire di voler fare il candidato sindaco, ma è necessario esprimere una leadership per il partito e la coalizione, individuare i punti programmatici cardine che vanno dalla vocazione produttiva della città, al corretto procedimento amministrativo, ai servizi alla persona, indicare i criteri di costruzione delle liste e il sistema di alleanza in città».

Il segretario, dunque, pensa «che si debba dire basta a questa sterile rincorsa ai nomi».

Punti di partenza? «Si parte dalla coalizione che guida il governo della regione: PD,UDC,SCELTA CIVICA E PSI. Non si preclude il dialogo a sinistra e con le forze civiche di orientamento moderato e progressista».

Se ne parlerà pure «a metà ottobre, durante una due giorni del PD di Battipaglia, per mostrare alla città le idee programatiche».

Sul tavolo, tuttavia, il nome più forte rimane quello di Nicola Landolfi.

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