Battipaglia, lottizzazione abusiva a Santa Lucia: bocciato Pontecorvo

Scritto da , 8 luglio 2014

di Oreste Vassalluzzo

BATTIPAGLIA. La Cassazione conferma i sequestri, avvenuti il 29 marzo del 2012, dei 315 appartamenti e locali commerciali realizzati, ed in via di ultimazione, nella zona di Santa Lucia. La società proprietaria, la Slam Srl di Giuseppe Pontecorvo, aveva proposto ricorso in Cassazione dopo che il Riesame aveva dato ragione all’inchiesta portata avanti dal sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Salerno Antonio Cantarella che aveva impugnato l’ordinanza di dissequestro dei due parchi residenziali al centro di una articolata inchiesta per lottizzazione abusiva. L’intervento edilizio era stato nuovamente sequestrato lo scorso a novembre scorso dopo che il Riesame aveva accolto le tesi dell’accusa. Su questo secondo sequestro c’è stato anche il ricorso al Riesame da parte della proprietà. In sostanza la Slam Srl ritiene che la decisione del Riesame, basata comunque sulla consulenza dell’accusa, non avrebbe tenuto conto di nuovi atti che dimostravano, ad esempio, come le fogne e la rete idrica della zona di Santa Lucia sia stata adeguata dal Comune di Battipaglia per la presenza di oltre 600 residenti. Ben al di sotto dei 700 che dovrebbero occupare i nuovi insediamenti residenziali del Parco Doria e del Parco Primavera. Per questa inchiesta restano indagati: l’imprenditore Giuseppe Pontecorvo (difeso dall’avvocato Agostino De Caro), il progettista architetto Bruno Di Cunzolo (difeso dagli avvocati Michele Tedesco e Alfonso Landi) e i tecnici comunali che dal 2007 ad oggi hanno occupato posizioni apicali all’interno dell’ufficio tecnico, ingegnere Attilio Busillo, architetto Michelangelo Guardigni, architetto Gaetano Oliva e architetto Maria Gabriella Camera. Nel novembre scorso il Riesame ha confermato il primo sequestro effettuato il 29 marzo del 2012 su ordine del Gip del Tribunale di Salerno Gisueppina Alfinito. Il collegio giudicante composto dal presidente Massimo Palumbo, dal giudice relatore Giuliano Rulli e dal giudice Pietro Idinnimeo ha ritenuto di avvalorare la tesi del Pm  Antonio Cantarella. Il fatto specifico si riferisce alla presenza, in zona Santa Lucia, di opere di urbanizzazione secondarie sufficienti per il carico urbanistico da sopportare dell’intervento edilizio eseguito dalla Slam Srl e concesso dal Comune di Battipaglia senza un piano di lottizzazione ma con concessione edilizia diretta seguendo i dettami dell’attuale Prg del Comune di Battipaglia. E’ proprio la stessa obiezione che la Cassazione aveva fatto rispetto all’annullamento del precedente dispositivo emesso proprio dal Tribunale del Riesame di Salerno. Secondo la nuova disposizione dei giudici che ordinarono i nuovi sigilli «… emerge la sussistenza del fumus del reato di lottizzazione abusiva poiché non può ritenersi che la prospettazione accusatoria (che si fonda sul rilievo che, premesso che il redattore del piano regolatore generale di Battipaglia alla pagina 86 della relazione al Prg ha previsto in zona C2 di Santa Lucia la possibilità, senza la necessità di potenziare le opere di urbanizzazione presenti, di un insediamento massimo di altre 600 persone rispetto alle 120 che già erano ivi insediate nel 1972». In questo senso il Riesame aveva in pieno la tesi della consulenza tecnica presentata dal Pm Antonio Cantarella. E i giudici evidenziarono che «… dopo il 1972 sono stati fatti più interventi edilizi prima di quello della Slam Srl – che si erano già insediate almeno altre 200 persone così giungendo al numero complessivo di 320 persone insediate, la Slam Srl e il funzionario comunale di Battipaglia nel 2004 e nel 2006 dovevano necessariamente predisporre, prima di rispettivamente di chiedere e di rilasciare i permessi di costruire, un piano di lottizzazione visto che la realizzazione dei 18 edifici da parte della Slam avrebbe comportato l’arrivo di almeno altre 870 persone». Nel giugno scorso la Cassazione si è espressa sul ricorso presentato dall’imprenditore Giuseppe Pontecorvo e ha rigettato la richiesta della società Slam Srl. Per ora non si conoscono le motivazioni che sarebbero anche necessarie per lo svolgimento dell’udienza del Riesame sul secondo sequestro ordinato dal Tribunale e operato lo scorso novembre.

 

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