Battipaglia, infiltrazioni: il Tar nega la sospensiva. Ci sarà il giudizio di merito

Scritto da , 11 luglio 2014

di Oreste Vassalluzzo

BATTIPAGLIA. Non c’è ancora la data, ma quello che è certo è che i due ricorsi, quello di Etica e dell’ex sindaco Giovanni Santomauro, saranno discussi in un’udienza di merito. I giudici amministrativi della prima sezione del Tar del Lazio (magistrati Sestini, Bottiglieri e Correale) hanno rigettato l’istanza cautelare (la sospensiva del provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Battipaglia per infiltrazioni mafiose), ma ha disposto che la decisione non possa che essere assunta, vista la materia del contendere, dopo una valutazione nel merito dei due ricorsi presentati dagli avvocati Zara Di Cunzolo (per Etica) e Andrea Di Lieto (per l’ex sindaco Santomauro).  La battaglia legale per ottenere l’annullamento del decreto, firmato lo scorso 7 aprile dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e proposto dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano, tuttavia non è ancora conclusa. Cecilia Francese, leader di Etica, e Giovanni Santomauro sperano di poter avere ragione quando sarà fissata l’udienza di merito della vicenda.  Per i giudici del Tar del Lazio hanno rilevato «la non manifesta irragionevolezza del decreto impugnato» e l’ha giudicato «adeguatamente motivato» ma con la sentenza di ieri si è comunque rimandato ad un giudizio di merito. Per i tempi di trattazione dei due ricorsi si dovrà aspettare. Proprio in questi giorni si è insediato un nuovo presidente del Tar del Lazio che dovrà ora provvedere alla calendarizzazione delle udienze. Un risultato l’ex sindaco l’ha ottenuto. I magistrati hanno chiesto all’avvocatura dello Stato le copie delle relazioni dei commissari della commissione d’accesso (composta da Rosanna  Bonadies, Pasquale Gallo e Marcello Romano), senza gli “omissis” che sono stati pubblicati sulla gazzetta ufficiale. Nella sentenza di ieri, il Tar del Lazio, ha messo in primo piano l’interesse pubblico. Etica in tanto pensa di superare la decisione del Tar del Lazio andando direttamente al giudizio del Consiglio di Stato. La verifica del merito dei provvedimenti che hanno etichettato Battipaglia come città di camorra darà la possibilità di “controllare” il lavoro del Ministero.

 

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