Battipaglia e ricorsi. Bruno (Pd): «Noi facciamo politica»

Scritto da , 31 luglio 2015

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. «Noi non facciamo ricorsi; noi facciamo politica». Così parla Davide Bruno.

All’indomani della divulgazione, dalle pagine di “Le Cronache”, delle motivazioni che hanno indotto il Tar del Lazio a respingere i ricorsi contro lo scioglimento presentati da Giovanni Santomauro, Pasquale Tramontano, Pasquale Angione, Etica per il Buon Governo e Battipaglia Nostra, il coordinatore cittadino del Partito Democratico ha voluto rilasciare delle dichiarazioni ai nostri taccuini.

«Battipaglia – spiega il numero uno dei dem – non è citta di camorra, ma sarebbe da folli non riconoscere che, in passato, c’è stato un problema in rapporto ai legami tra politica, costituzione delle liste e governo della maggioranza che sosteneva Santomauro».

Vale a dire il sindaco che fu candidato tra le fila del Pd. «È vero – continua Bruno, che, all’epoca dei fatti, nel direttivo del Pd non c’era neppure – ma occorre ricordare pure che Santomauro passò all’UDC, che era il partito che, tra i 16 consiglieri della maggioranza, alla fine ne contava 10, e che era arrivato pure a ottenere 5 assessori su 10».

Per il leader democrat, allora, «il problema riguarda maggioranza e opposizione, riguarda l’intera città». E le responsabilità dem? «Noi – spiega Bruno – abbiamo gestito malissimo la fase post-elettorale, nella composizione della maggioranza come nell’aver favorito i transfughi dell’Udc».

E adesso s’avvicinano le elezioni. «Sarà il pd battipagliese a decidere modalità e tempi per l’assetto della coalizione, composizione delle liste e un programma chiaro per il rilancio della città». E il candidato sindaco? «Sarà una personalità fortemente rappresentativa per la città e in grado di attuare il programma di governo».

Eppure, all’indomani delle dimissioni di due membri della minoranza interna, Angelo Di Tore e Francesco Della Corte, dal direttivo, Bruno, a detta di qualche organo di stampa, pare isolato: «No, sto portando avanti un percorso innovativo, perché la fase congressuale è finita un anno fa, e ora bisogna aiutare il partito capendo cosa ci sia stato di buono e di sbagliato. Superiamo questo momento e lanciamo il partito verso le amministrative».

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