Battipaglia, al via l’evacuazione Oggi si inizia con l’ospedale

Scritto da , 28 Agosto 2019
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di Andrea Pellegrino

Sarà una bomba d’aereo inglese, residuo bellico della seconda guerra mondiale, a spezzare in due la provincia di Salerno l’8 settembre. Proprio nel giorno in cui si ricorda l’armistizio firmato da Badoglio nel 1943. Un piano di evacuazione imponente: 36mila persone che dalle prime luci dell’alba di domenica 8 settembre dovranno obbligatoriamente lasciare le proprie abitazioni a Battipaglia per farci ritorno solo ad operazioni concluse. Si tratta di circa il 70 per cento dell’intera popolazione di Battipaglia. Chiuso lo spazio aereo, chiuse autostrade e strada ferrata, così come sospesa l’energia e le reti telefoniche in fibra. Saranno assicurati solo i collegamenti mobili. Già da oggi, invece, partirà l’evacuazione dell’ospedale “Santa Maria della Speranza” con i pazienti che saranno accolti nelle altre strutture dell’Asl della provincia di Salerno. Ieri mattina il nuovo vertice in Prefettura per definire gli ultimi dettagli della complessa operazione.

L’INTERVENTO

Nello specifico si tratta di una bomba d’aereo di nazionalità inglese da 250 libbre (pari a circa 115 kg); l’intervento sarà condotto dal 21° reggimento genio guastatori della Brigata bersaglieri Garibaldi e sarà svolto da un team di specialisti sul posto stesso, in quanto la bomba è dotata di congegno anti rimozione, pertanto i tecnici provvederanno con delle attrezzature specifiche allo svuotamento della carica esplosiva dell’ordigno. «La bomba si aziona da una carica principale, da un percussore e un detonatore su cui il percussore va imbattuto. Tra questo percussore e il detonatore, per evitare in fase di lancio che esploda, c’è un disco di celluloide che si frappone tra il percussore e il domatore. C’è un’ampolla di acido che viene rotta da questo percussore che scioglie il disco di celluloide ed elimina l’ostacolo e fa andare il percussore imbattuta. Questo meccanismo ci impedisce di agire nella modalità classica che è quella di svitare la spoletta e procedere prima al brillamento della stessa e poi portare le ordino in cava. In questo caso dovremmo fare in un altro modo perché non è possibile né togliere la spoletta e né muovere l’ordigno perché ogni volta che viene mosso l’ordigno bisogna fermarsi per circa 36 ore», spiega il colonnello Giuseppe Schiariti e sono il comandante del XXI Reggimento Genio Guastatori di Caserta della Brigata Bersaglieri Garibaldi: «Verranno impiegate circa 15 persone: sono 8 operatori e poi gli altri 7 sono tre ufficiali per il comando e controllo e 4 della logistica in generale. A premessa dell’attività di domenica verranno fatte delle opere di fortificazione per contenere eventuali effetti di un’esplosione accidentale».

ISTITUZIONI IN CAMPO

«Sono previste più di 500 persone delle forze dell’ordine statuali, polizia di Stato, carabinieri e Guardia di Finanza, in più alcune centinaia di agenti delle polizie locali che si occuperanno anche dell’importante viabilità alternativa», rassicura il prefetto Francesco Russo aggiungendo che «la miglior riuscita dell’operazione è legata anche ad una partecipazione attiva dei cittadini che devono lasciare le case e abbandonare l’area il prima possibile, in modo tale che le operazioni di lavorazione della bomba, che non può essere disinnescata perché particolare, possano finire al più presto». Per il sindaco di Battipaglia, Cecilia Francese, quella dell’8 settembre «è una operazione senza precedenti. Evacuare persone nel raggio di 1 chilometro e 600 metri richiede un impegno, una forza e una collaborazione di tutti». Perciò, «voglio ringraziare la Regione Campania che ha messo a disposizione 86mila euro che ci permettono di sostenere un comune come il nostro, altrimenti non avremmo potuto dare da soli un’assistenza a tutte le persone che accederanno alle strutture che abbiamo previsto». Francese ricorda che saranno allestite «tre strutture, l’istituto Ferrari dove c’è la possibilità di dare anche dei piatti caldi perché c’è una cucina a disposizione e dove arriveranno 2.500 persone. Poi, abbiamo il ‘Velella’ e l’istituto ‘Sandro Penna’ che accoglierà cento malati allettati e che hanno bisogno di assistenza dal personale medico e paramedico. Abbiamo messo a disposizione delle navette, abbiamo previsto 4 percorsi in modo che le persone possano prendere la navetta e andare nelle strutture predisposte. Le scuole riapriranno l’11 e non il 9. Le parrocchie organizzano delle gite per portare le persone fuori città».

IL PIANO PER L’OSPEDALE

Per il presidio ospedaliero “Santa Maria della Speranza”, il cronoprogramma per l’evacuazione avrà inizio nella giornata di oggi. Dalle 8, i ricoveri saranno bloccati. E’ prevista la sola funzione di diagnosi con eventuale successivo trasferimento dei pazienti. Il 118 condurrà nel pronto soccorso solo i pazienti in codice rosso che necessitano di una rapida stabilizzazione in ambito ospedaliero. Tutti gli altri, invece, saranno smistati in altri ospedali di competenza dell’Asl salernitana che, tuttavia, ha richiesto supporto anche all’azienda ospedaliero-universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” che sarà potenziata con il personale sanitario trasferito, per la durata dell’emergenza, dall’azienda sanitaria locale. Da domani, poi, quattro ambulanze stazioneranno davanti al pronto soccorso, mentre resta disponibile e operativa l’elisuperficie interna al presidio ospedaliero. Il 5 settembre, i pazienti ricoverati in Rianimazione e in Terapia Intensiva Neonatale saranno trasferiti in altri nosocomi, in particolare all’Umberto I di Nocera Inferiore. Alle 23 del 5, ci sarà la chiusura definitiva dell’accettazione del pronto soccorso; alle 14 del giorno successivo, la chiusura completa dell’ospedale. Nella giornata in cui ci sarà l’operazione di bonifica, saranno allestiti due posti medici avanzati nei punti di raccolta più affollati

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