Bassolino su Fb: «Che vergogna il treno Agropoli Salerno»

Scritto da , 29 luglio 2015

«Treno ferrovie dello stato Agropoli – Napoli delle 8,47. In centinaia in piedi, un caldo terribile, donne e bambini che si sentono male. È una vergogna inaccettabile per un paese civile, il governo intervenga sullo stato delle ferrovie». Il post su Facebook è dell’ex governatore Antonio Bassolino, pubblicato nella mattinata di ieri.
Il treno è quello che collega il Cilento a Napoli e che quindi attraversa quotidianamente tutte le località turistiche e balneari della provincia di Salerno, tra cui Palinuro, Ascea, Agropoli, Paestum e così via. Ieri l’ex presidente era a bordo del treno stracolmo di gente ed ha lanciato l’allarme. Una vera e propria odissea che vivono i viaggiatori ogni giorno, con aria condizionata malfunzionante e minimo spazio vitale, al punto che in molti accusano malori.
Una emergenza provocata con molta probabilità dal numero ridotto di treni che attraversano la tratta ferroviaria ma anche dall’ormai disastrosa condizione dei convogli troppo datati e lasciati nel degrado. Non certo un bel biglietto da visita per i turisti che via ferro intendono attraversare le località balneari della nostra regione. Seppur, a quanto pare, siamo ai limiti della civiltà e del buon senso.
A dare forza alle parole di Bassolino, anche l’ex consigliere comunale napoletano, Giovanna Borrello: «Solo affollato? Questa tratta (Napoli-Agropoli) è anche da me abbastanza frequentata. Quei treni regionali sono anche sporchi (a stento si può guardare fuori dai finestrini), senza aria condizionata, e quando ti va bene arrivano con qualche ora di ritardo».
«Questo è purtroppo il risultato della legge di Stabilità – accusano il consigliere regionale di Davvero Verdi Francesco Emilio Borrelli e Gianni Simioli della Radiazza – nella quale sono stati stanziati circa 5 miliardi di risorse nuove per le ferrovie (4.859 milioni) di cui 4.799 da Firenze in su e 60 milioni a Sud di Firenze. La rete ferroviaria e gli utenti della Campania e del sud Italia sono considerati con meno rispetto di un carro bestiame da troppo tempo».
(andpell)

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