Avvocato rischia il giudizio per stalking e calunnia

Scritto da , 5 Luglio 2019
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di Pina Ferro 

Rischia il processo un avvocato del foro di Salerno accusato di stalking e calunnia ai danni di una donna. La vittima a causa del grave stress a cui è stata sottoposta dal professionista ha avuto seri problemi di salute, ripercussioni sono state registrate anche dal bimbo che la donna aveva in grembo. Il sostituto procuratore Roberto Penna ha formulato al gip del Tribunale di Salerno la richiesta di rinvio a giudizio a carico di R.E. Il magistrato, titolare del fascicolo ha anche informato dell’intera vicenda l’ordine professionale di appartenenza. La vicenda ha inizio diversi mesi fa in un centro della provincia. La vittima, dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie, ha cominciato ad edificare un immobile in un terreno di proprietà. Il via ai lavori non viene visto di buon grado dal professionista che allerta i vigili urbani affinchè procedano ad un controllo che si concluderà senza alcun rilievo di irregolarità. L’avvocato non ha alcuna intenzione di arrendersi e così presenta una serie di denunce tutte arhiviate. Gli esposti riguardavano il danneggiamento e invasione di terreno. In più occasioni ha chiesto l’accesso agli atti all’ufficio tecnico del comune di residenza oltre ad aver presentato un ricorso al Tar, un atto di citazione civile ed una denuncia all’ufficio territoriale del lavoro affinchè verificassero che il cantiere fosse a norma. Tutte queste azioni, che non hanno portato alla rilevazione di nessuna rregolarità, hanno causato alla donna che era in stato interessante, un grave stato di stress con un innalzamento della pressione arteriosa. Patologia, questa, che non sussisteva in precedenza. Inoltre, i medici certificarono problemi nella crescita del nascituro. Inoltre, il eonato a seguito della nascita fu ricoverato in terapia intensiva. A seguito di tutto cià la Procura di Salerno ha aperto un fascicolo a carico dell’avvocato accusato oltre che di stalking anche di calunnia, ravvisata in uno degli esposti presentati a suo tempo. I fatti risalgono al febbraio 2015 fino al 2017.

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