Avviso di conclusione indagini per il sindaco, il vice e l’ex giunta

Avrebbero attestato la sussistenza di residui attivi inesistenti o comunque in misura diversa da quelli effettivamente riscontrabili. Notificato l’avviso di conclusione indagine ad amministratori e tecnici del comune di Montecorvino Pugliano. I reati contestati si riferiscono alla giunta precedente all’attuale anche se alcuni degli indagati sono in carica. L’indagine aperta dal sostituto procuratore Maurizio Cardea è attualmente stata affidata al collega Roberto Penna della Procura di Salerno. L’avvisio di conclusione delle indagini è giunto al termine di alcune perizie contabili e finanziarie eseguite sulle delibere s numero 75 del 2018, 77 del del 2019 e 83 del 2018. Ad eseguire l’accertamento è stato oltre al Ctu (consulente tecnico) nominato dalla procura anche da da tre professori universitari esperti di procedura penale. Il fascicolo investigativo è stato aperto a seguito di alcuni esposti presentati dall’ex sindaco Domenico Di Giorgio e dal suo gruppo. L’avviso di conclusione indagini è stato notificato, nelle scorse ore, a: Alessando Chiola (sindaco in carica), Ludovico Buonomo (vicesindaco), Grazia Dello Stritto (assessore), Angelica Montella, Vito Montella (consigliere) e Roberto Verrioli ; ed ai tecnici Ferruccio Della Corte (ettore finanziario), Vito Grasso, Aniello Palo e Donato Mandia (già coinvolto anche in altro procedimento con l’accusa di concussione e di corruzione). I destinatari dell’avviso hanno venti giorni di tempo per presentare una memoria difensiva o per chiedere al magistrato di essere sentiti. Alla scadenza di tale termine il sostituto procuratore potrà inoltrare al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Salerno la richiesta di rinvio a giudizio. Seconso i capi d’imputazione i quattro tecnici, secondo: in qualità di funzionari e responsabili di settore del Comune di Montecorvino Pugliano avrebbero falsamente attestato, che per l’esercizio finanziario 2017 non risultavano debiti fuori bilancio di propria competenza. Secondo la pubblica accusa, l’ex esecutivo unitamente a Della Corte quale funzionario della ragioneria che apponeva il visto alle tre delibere finite sotto la lente della magistratura, avrebbero attestato una maniera non veritiera l’insussistenza di debiti fuori bilancio al fine di occultare il considerevole disavanzo di amministrazione successivamente accertato e certificato dal commissario ad acta, nella delibera del 19 ottobre del 2018.