Autismo, la battaglia di un papà

Scritto da , 24 agosto 2018
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Vincenzo Senatore

Nella migliore delle ipotesi l’autismo, a Salerno, è l’ennesima occasione di business per far mangiare qualche amico. Nella peggiore è un mondo sconosciuto di cui gli enti preposti non vogliono occuparsi. Vittorio Naddeo, papà battagliero che vive questi problemi in prima persona da anni, ha fondato l’associazione “Autismo chi si ferma è peduto” per rivendicare i sacrosanti diritti di sua figlia e di tutti gli autistici. “Purtroppo – dice a Cronache – bisogna ammettere che la situazione è molto deprimente, a Salerno manca del tutto un progetto globale e coordinato di assistenza”. E chi dovrebbe occuparsene, Asl, Comune e scuole, non lo fa contravvenendo, peraltro, alle disposizioni della legge 134 del 2015 che individua una serie di figure specializzate nell’assistenza delle persone affette dal disturbo dell’autismo e indica alle realtà competenti la strada da seguire per realizzare iniziative e progetti. “Tutto questo a Salerno non avviene – dichiara Naddeo – e devo dire che siamo noi genitori a dover investire risorse economiche per attrezzare quella rete di assistenza e inclusione che dovrebbe invece essere appannaggio degli attori pubblici”. Chi non ha soldi “è costretto a inseguire enti e istituzioni scolastiche oppure deve arrangiarsi in qualche modo, non nascondo che molti genitori sono disperati e altri si sono rassegnati”. Ma come funziona la filiera del sostegno agli autistici? “Prima di tutto – spiega Vittorio – c’è la diagnosi, quando poi il bambino viene dichiarato autistico dovrebbe entrare in un percorso coordinato ed essere assistito da personale specializzato”. Invece? “A Salerno l’Asl indirizza le famiglie verso dei centri accreditati (non lo dice lui ma lo diciamo noi, si tratta di aziende private che ovviamente devono fare dei profitti, ndr) dove non c’è personale adeguatamente formato, peraltro queste strutture non possono lavorare al fianco dei ragazzi al di fuori delle loro sedi”. Per questo motivo dovrebbero stare in un sistema che le metta in connessione con scuole e Comune. “Il Comune di Salerno si affida a delle cooperative che non hanno alcuna competenza in materia di autismo – precisa Naddeo – inoltre è stato messo in piedi un sistema che prevede l’assegnazione di voucher alle famiglie con l’obbligo di impiegarli proprio presso le cooperative da loro indicate”. Già. “Per onestà intellettuale devo dire che la vice sindaco Eva Avossa è l’unica ad aver sempre sostenuto le nostre iniziative”. E le scuole? “Qui il discorso è lungo – ammette Naddeo – diciamo prima di tutto che non esiste alcun coordinamento nemmeno tra istituti di diverso grado. Se, per esempio, mia figlia segue un percorso alle elementari può capitare che alle medie si trovi senza assistenza, perdendo così quella continuità che è vitale per poterle assicurare inclusione e crescita”. Questo perché accade? “Bisogna chiederlo ai dirigenti scolastici, che si fanno la guerra tra loro e che ragionano ovviamente ciascuno secondo il proprio convincimento proprio perché non esiste un progetto globale e coordinato che li costringa ad adeguarsi alle disposizioni di legge”. Per non dire dei fondi che prendono. “Il progetto Scuola Viva ha assegnato ingenti risorse agli istituti cittadini ma se andate a chiedere vi dicono che non hanno soldi per l’assistena agli autistici”.

Il 12 settembre ci sarà la resa dei conti

La resa dei conti è fissata per il 12 settembre prossimo. In quella data inizia l’anno scolastico e gli organici devono essere formati secondo quanto dispone la legge. In caso contrario Vittorio Naddeo dell’associazione “Autismo chi si ferma è perduto” e gli altri firmatari del manifesto sulle inadempienze di Asl, Comune e scuole (Claudia Nicchiniello di Angsa Campania, Antonio Pitta che guida “Il tempo per loro” e Maurizio Mastrogiovanni, presidente di “A.B.A.) presenteranno una denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, alla Corte dei Conti, all’Anticorruzione e alla Guardia di Finanza. “Ci devono garantire che tutto sarà a posto – dice Naddeo – altrimenti procediamo perché non possiamo più accettare questo stato di cose”. Le associazioni chiedono anche un incontro urgente con il commissario dell’Asl Salerno, Mario Iervolino. Le associazioni e i genitori, nel frattempo, vanno avanti con le loro iniziative come quella dello scorso mese di maggio che ha visto decine di ragazzi protagonisti di un’esibizione di basket al Pala Matierno di Salerno. In quella sede per il Comune di Salerno ci fu la presenza della vice sindaco Eva Avossa e per l’Asl del capo del Dipartimento di Salute Mentale, Giulio Corrivetti (“due ottime persone – dicono i genitori – le uniche che ci sono vicine sempre”). Altre iniziative sono in cantiere e verrano annunciate nel corso delle prossime settimane e dei prossimi mesi. L’obiettivo è sempre quello di fare integrazione e assicurare a chi è autistico di avere gli strumenti giusti per poter stare nella società in maniera partecipativa e attiva. Un compito che andrebbe svolto dagli enti preposti, purtroppo clamorosamente assenti su un tema di così vasto impatto sociale e, dal punto di vista delle famiglie, emotivo.

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