Augusto e il potere delle immagini

Scritto da , 31 maggio 2016

L’eco della memoria registra il potere delle immagini del mondo antico che arriva fino alla stampa e diventa propaganda al servizio del potere

 

Di Ambra De Clemente

Zancher è un archeologo tedesco, che ha diretto l’Istituto Germanico di Archeologia di Roma ed insegna alla Scuola superiore di Pisa, mette il Doriforo di Policleto in primo piano, nella copia del Museo Nazionale, per l’edizione Bollati Boringhieri. Questa immagine comparsa sulla rivista: “La difesa della Razza” sarà il simbolo della razza ariana contrapposta alle immagini della donna etiopica e dell’ebreo in primo piano. Le lezioni di Mauro Menichetti, docente di Archeologia romana dell’Università degli studi di Salerno sottolineano il valore comunicativo delle immagini   che in età romana diventano strumenti di propaganda politica ed i simboli che incarnano l’identità romana di cui il Fascismo e Mussolini si impossessarono: “Civis romanus sum”. L’arte e l’architettura riflettono secondo Zancher riflettono il contesto sociale e politico con le crisi ed i momenti di trasformazioni e ne incarnano il sistema di valori, comunicando un messaggio che è una testimonianza storica di quel tempo. Un nuovo linguaggio visivo è espressione di un mutamento politico e di un cambiamento di mentalità e della cultura della società di cui si fa portavoce. Forma e contenuto di un opera d’arte, lo stile   sono testimonianze storiche. I poeti e gli artisti riflettono il clima di pace e un “ aurea aetas” in cui il sovrano regna un impero universale. Le immagini del classicismo augusteo arrivano fino ai nostri giorni attraverso la pubblicità e attraggono milioni di turisti nei musei. Gli anni trenta ci danno un’immagine canonica ed idealizzata dell’are augustea Durante il Fascismo vi fu lo scavo di monumenti importanti come il Mausoleo, il Foro di Augusto, il Teatro di Marcello e l’Ara Pacis. Nel 1937 si sono svolte le celebrazioni del Bimillenario dalla morte di Augusto che ci ha tramandato l’immagine di quell’età che è arrivata ai nostri giorni. Augusto viene studiato in Germania, negli Stati Uniti, ad Oxford e numerosi convegni parlano sempre di lui, rendendo eterna la sua memoria.

 

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