«Attuale struttura ospedaliera inadeguata Necessario il nuovo Ruggi»

Scritto da , 15 Gennaio 2019
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di er. no.

+Europa si schiera a favore del nuovo ospedale che dovrà sorgere, tra qualche anno, a 500 metri dall’attuale azienda ospedaliera universitaria. «L’attuale struttura del Ruggi d’Aragona non è più adeguata a sostenere i bisogni della popolazione dell’area della provincia di Salerno. Oltre ad essere troppo piccola, è estremamente costosa da mantenere e non è stata progettata e pensata, come ovvio, per le tecnologie moderne e per le nuove concezioni in termini di sanità». Lo ha dichiarato il responsabile della comunicazione del partito guidato a livello nazionale da Emma Bonino, Giacomo Santoro commentando le polemiche in atto sulla questione della costruzione del nuovo ospedale. «Ci sono alcuni punti critici in particolare che portano alla necessità di un nuovo ospedale, come anche spiegato da Maurizio Mauri, presidente del Cneto, Centro nazionale per l’edilizia e la tecnica ospedaliera – ha poi aggiunto Santoro – Da quando è stato costruito ad oggi sono passati più di 30 anni; le tecnologie si sono evolute, i reparti e i servizi sono aumentati in maniera significativa. Se la struttura esistente fosse stata realizzata oggi non sarebbe conforme a nessun requisito in termine di sicurezza, efficienza, comfort e fruibilità». Secondo +Europa, infatti, oltre alle spese enormi necessarie per la manutenzione ordinaria servirebbero interventi di messa in sicurezza sismica, efficientemente energetico, potenziamento degli impianti elettrici, etc. che sono eccessivamente costosi e farebbero solamente da tampone ad una situazione gravemente deficitaria.«Non è un capriccio o un pretesto della politica. La necessità di un nuovo ospedale è reale e motivata e segue un trend mondiale; in Danimarca, ad esempio, le regioni hanno pianificato la costruzione di 16 nuovi ospedali (in sostituzione di strutture vecchie) entro i prossimi 10-15 anni con l’obiettivo di rendere più efficiente l’assistenza sanitaria e avere strutture ad impatto zero sull’ambiente – ha poi aggiunto Santoro – Il buon senso ce lo chiede; credere che le necessità di oggi siano le stesse degli anni ’70 o di quelle del 2030 è espressione di una visione miope. L’edilizia sanitaria è un tema cruciale per il futuro, perdere tempo oggi vuol dire lasciare tutto sulle spalle delle future generazioni».

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