Attendendo I Segni distintivi live. Boom di visualizzazioni per il duo di poliziotti cantautori

Scritto da , 16 Aprile 2021
image_pdfimage_print

di Olga Chieffi

“Com’è lunga l’attesa…” pronuncia tra sé Tosca, attendendo la “falsa” fucilazione del suo Mario, un ultimo coup de théatre della primadonna che si fa maestra di recitazione, anche tra i merli di Castel Sant’Angelo, un “lasciapassare”, quell’ attesa, verso la vita, verso la libertà. Un’ attesa che si è palesata più volte, ieri sera, nel corso dell’appuntamento, ormai abituale, con il contenitore virtuale di Le Cronache, “In prima fila con…”, che ha salutato protagonisti I segni distintivi, ovvero i poliziotti Fabio Sgrò e Angelo Forni. L’attesa, un termine declinabile in innumerevoli modi, e Fabio ed Angelo ci hanno consegnato, le proprie originali e personali chiavi, per uscire da questo tempo fermo, che ha tolto agli artisti e a noi pubblico, quel tempo fermo, carico di tensione, di nascite, di pensieri, parole, sguardi, profumi condivisi, che cala in platea e palcoscenico, quando si apre il sipario, si rivela la scena, si accendono i riflettori, ci si guarda per cercare l’attacco di un pezzo. Fabio e Angelo, si sono raccontati passando dai loro primi passi insieme, il primo importante lancio con “La pagella”, track list dello loro debutto discografico “Verso un porto migliore”, dedicata al piccolo emigrante del Mali con la pagella cucita nella giacca a dimostrazione del suo voler far bene, in “attesa” di un nuovo inizio, nel segno del lavoro, dello studio e della giusta formazione, la scelta di musica e testo comunicativi perfetti per spazzare ogni barriera, a superare ogni diversità, sulle tracce di Jack Sparrow, che ha strambato, poi, allegramente verso il “Costa Rica”. Ed ecco Salerno calata in un’eterna attesa, nel video “Sogni ed incubi”, come la fortezza Bastiani, con tutti noi novelli Giovanni Drogo, in perenne aspettativa di un cambiamento. In questa snervante condizione, il tempo si consuma, tra baluginii di riflessi politici e sociali, volti a misurare giorni di crisi, ricercando quel silenzio interiore, in un continuo decifrare i confini di un deserto in cui ci muoviamo, tenendoci, purtroppo, ancora troppo lontani da un pragmatismo risolvente. L’incanto può essere definito l’attimo in cui avviene la trasformazione tra suono fisico udibile e la nascita di un nuovo sentimento, ovvero un movimento in cui il suono in noi diventa qualcosa di inudibile, messaggio ben inteso questo in “Un’altra volta noi”, una intensa canzone d’amore. Ancora un altro singolo con “Era la notte di Natale ”, in cui i due cantautori si sono riscoperti bambini e recuperato il tempo della meraviglia, con un’altra declinazione di attesa. Una canzone, questa divenuta colonna sonora del settimo concorso letterario nazionale “E adesso raccontami Natale”, promosso dall’associazione Costadamalfiper… nell’ambito della quindicesima edizione della fiera del libro in Mediterraneo Incostieraamalfitana.it diretta da Alfonso Bottone, e che sarà presentata live nel gala di premiazione. Ci siamo lasciati, con I segni distintivi, nell’attesa della venuta qui a Salerno di Fabio Sgrò, attualmente a Milano, per mettere a punto il nuovo progetto discografico, che comprenderà una dozzina di brani, e che segnerà la fine di una delle attese più lunghe e dure della nostra vita. Per rivedere la puntata clicca sul link: https://youtu.be/BtIn8vq6_9M

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->